L'immagine di sfondo di questa pagina, raffigurante piazza delle Ville ad Anticoli Corrado, è un dipinto dell'artista danese Viggo Rhode (1900-1976). L'ha segnalata a ScuolAnticoli il signor Peter Holck. Rielaborazione grafica di Luigi Scialanca.

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diario del Prof (scolastico e oltre)

 

lunedì 28 agosto 2006

 

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Far piangere i bambini è di destra o di sinistra?

 

Apprendiamo che una fotografa pubblicitaria americana trentanovenne ― una certa Jill Greenberg, apprezzata da potenti multinazionali come la Microsoft e la Procter & Gamble e assunta da qualche “cervellone” del partito democratico per una campagna contro George Bush ― ha avuto la “geniale” idea di illustrare con immagini di bambini in lacrime i fallimenti dell'amministrazione repubblicana. E per far piangere i piccoli al momento desiderato, quando era pronta a far scattare la macchina fotografica, donava loro dei lecca lecca e poi glieli faceva togliere mentre stavano per assaporarli. O almeno è così che la racconta lei, perché non sembra del tutto credibile che si possa far piangere dei bambini solo con un trucchetto del genere: uno molto timido forse sì, ma qui si è trattato di parecchi… Possibile che fossero tutti così impressionabili? A meno che l’aggressione non sia stata assai più brusca e sgradevole di come ora viene presentata…

Che il fine giustifichi i mezzi è una brutale idiozia in qualsiasi circostanza. L’obiettivo che si vuol conseguire ― per quanto valido o addirittura vitale ― non “giustifica”, cioè non può rendere giusto alcunché. Anche nei casi in cui si è costretti a usare certi mezzi, infatti ― per esempio, se un agente di polizia deve rispondere al fuoco di un assassino ― il fatto di essere obbligati a sparare non rende giusta l’uccisione di un uomo! La morte violenta non è mai giusta. In certi casi non è un crimine, ma è sempre una cosa che non dovrebbe accadere. Ed è per questo che ogni società umana che si rispetti deve dedicare risorse e ingegno a tentare di far sì che certe situazioni non si verifichino affatto.

 

Ma figuriamoci quando il fine da raggiungere è del tutto idiota come quello che voleva conseguire Jill Greenberg facendo piangere quei bambini!

Che cosa c’è di più idiota, infatti, di far piangere un bambino per accusare Bush di far piangere i bambini? È come andare a rubare per sensibilizzare la pubblica opinione al problema della criminalità! Dar fuoco a una foresta per mostrare come sono terribili gli incendi boschivi! Spararsi su un piede per convincersi che le pallottole fanno male!

 

La domanda che tutti ci poniamo, allora, è questa: come mai certe volte la sinistra diventa così idiota e autolesionista?

Proviamo a rispondere.

 

Far piangere un bambino per scattare una "bella" foto non è solo idiota. È anche un sintomo dell’idea che (consapevolmente o inconsciamente) si ha dei bambini. Chi commette un’azione del genere è convinto (lo sappia o no) che la delusione e il dispiacere di un bambino non siano veri come quelli di un adulto. Che facciano meno male di quanto ne farebbero a un adulto. Come il dolore di una lumachina spiaccicata?… Be’, magari non così poco, ma certo il pianto di un bambino non può essere grave come quello di un grande!

 

La gente come Jill Greenberg, cioè ― questa cosiddetta pubblicitaria di sinistra, in pratica un ossimoro vivente! ― è persuasa che un bambino sia in qualche modo meno umano di un adulto, e che pertanto possa essere oggetto ― un po’ come si fa con i poveri animali da laboratorio ― di attenzioni meno accurate di quelle che si avrebbero nei confronti di un grande.

 

La seconda domanda che tutti ci poniamo, allora, è questa: come mai certe volte la sinistra diventa così insensibile, così “cattiva”?

 

La risposta a entrambe le domande è che la sinistra è idiota e insensibile quando non ha non solo l’idea ― che magari è già una cosa un po’ difficile, poiché richiede che si pensi ― ma neppure il sentimento di quanto è prezioso, unico e insostituibile un essere umano. Qualsiasi essere umano, per il solo fatto di esser tale. Non l’Umanità in generale ― tanto amata, a parole, da chi ne odia ogni esponente in carne e ossa ― ma proprio ogni singolo e concreto individuo della nostra specie, quale ne sia la razza, il credo, lo status. O l’età. Poiché a cinque anni, a cinque mesi o a cinque giorni non si è meno umani che a trentanove anni. Anzi: talvolta lo si è di più, perché a trentanove ce n’è molti che si son già disumanizzati e istupiditi un bel po’…

Smarrire l’idea e il sentimento che ogni singolo e concreto essere umano ha un valore assoluto non è come perdere gli occhiali o il telefonino: significa perdere assolutamente tutto, le fondamenta sulle quali si basa ogni pensiero, ogni teoria, ogni azione degna di chiamarsi umana. E perciò diventare idioti e insensibili. Così idioti e insensibili da non capire più nemmeno le cose più semplici e fare il male credendo di fare il bene. Far piangere un bambino, per esempio, per accusare qualcuno di far piangere i bambini.

 

O demolire la Scuola italiana per fare i soldi per costruire superstrade.

 

(Congratulazioni! Se siete arrivati fin qui, avete appena letto il Diario del Prof del 28 agosto 2006! Spero che, nonostante ciò, stiate ancora bene...)

È giusto far piangere un bambino per colpire George Bush?

È giusto far piangere un bambino per colpire George Bush? Noi crediamo di no e non lo faremmo mai... E questa foto infatti non è nostra, ma di Jill Greenberg!

 

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