L'immagine di sfondo di questa pagina, raffigurante piazza delle Ville ad Anticoli Corrado, è un dipinto dell'artista danese Viggo Rhode (1900-1976). L'ha segnalata a ScuolAnticoli il signor Peter Holck. Rielaborazione grafica di Luigi Scialanca.

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diario del Prof (scolastico e oltre)

 

10 gennaio 2007

 

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Il Gatto e la Volpe esistono davvero?

 

Il Gatto e la Volpe esistono davvero?

(Questa immagine, tratta da The Adventures of Pinocchio, pubblicato negli anni 30 del secolo scorso da Grosset & Dunlap, New York,

è opera dellillustratore Fritz Kredel (1900-73) ed è tratta da Wikipedia: en.wikipedia.org/wiki/The_Adventures_of_Pinocchio)

 

NON ANDATE A SCUOLA, VENITE A SCIARE !!!

 

ovvero: IN TUTTA QUESTA STORIA, CHI SBAGLIA CHE COSA ?

 

(rielaborazione per il 2007 della Idee del Prof in forma di auto-intervista del 5 febbraio 2005)

 

1. Secondo te, Prof, in che cosa sbaglia l’amministrazione comunale?

Con la settimana bianca l’attuale amministrazione continua a sbagliare, anno dopo anno. Perché si sostituisce e fa concorrenza alla Scuola. E questo non si può.

Quello che si fa a scuola lo programmano gli insegnanti, nel rispetto della legislazione vigente e cercando (se possibile) di accogliere le richieste delle famiglie. Punto e basta.

Enti esterni (Comuni, Chiesa, Associazioni, ecc.) possono fare delle proposte. Ma nei modi dovuti. Affinché il Collegio Docenti, che è il solo organo che abbia voce in capitolo, possa valutarle alla luce della propria programmazione, approvarle o eventualmente respingerle.

La Scuola è un pubblico servizio. Un pubblico servizio, per legge, non può essere interrotto (e questo lo sanno tutti) ma - attenzione! - non può essere neanche ostacolato.

 

2. Ma in fondo è una bella iniziativa! Non ti pare, Prof? Perché opporsi?

Ma è davvero bella, un’iniziativa che divide i bambini tra chi può e chi non può? O tra chi rispetta la Scuola e chi non la rispetta? Che stravolge il lavoro di tutti per una settimana? Che umilia gli insegnanti seri e spinge i più fragili a diventare meno seri? Che costringe i genitori contrari ad “abbozzare” per non litigare coi propri figli? Che induce i bambini rimasti in paese a “marinare” la Scuola?

E poi le cose belle sono tante. Anche raccogliere le margherite per la mamma è bello, e la Scuola non si sognerebbe mai di dire a un bambino di non farlo! Ma non nelle ore di Scuola! Perché, in quelle ore, la Scuola stessa ha il dovere di svolgere un progetto educativo e didattico organizzato e coerente, attentamente programmato in anticipo e portato avanti giorno per giorno, ora per ora. Ed è ciò che la Scuola fa. O almeno, è quello che fanno gli insegnanti degni di questo nome.

Ostacolare lo svolgimento di questo progetto è un atto di disprezzo per la Scuola, perché vuol dire trattarla come se non fosse un’istituzione altrettanto degna di rispetto delle altre. È disprezzo per gli insegnanti, perché vuol dire considerarli come delle semplici baby sitter (a cui si fa sapere da un giorno all’altro se c’è bisogno di loro oppure no) e considerare il loro lavoro come qualcosa d’improvvisato, che va avanti alla giornata, senza un filo logico, e che perciò può essere interrotto in qualsiasi momento. Ed è disprezzo per i bambini, perché significa dire loro che il lavoro che svolgono a Scuola non è molto importante. Lo ripeto: ostacolare e interrompere la Scuola è disprezzo, e i bambini (a livello inconscio) lo percepiscono come tale. I più forti resistono, gli altri si regolano.

Invece, a Scuola, ogni giorno e ogni ora e ogni minuto sono importanti! Non possono essere sprecati! (E se qualche insegnante li spreca, è una persona indegna!) Perché i minuti, le ore e i giorni di Scuola non sono infiniti (e l’orrenda “riforma” Moratti li ha ridotti ancora di più, e il ministro Fioroni non l’ha affatto abolita, perché ha lasciato intatta la riduzione dell’orario) mentre il da fare è immenso.

 

3. E i genitori? Secondo te, Prof, in che cosa sbagliano i genitori?

Fra le famiglie di Anticoli Corrado e la loro Scuola c’è sempre stata (a parte qualche caso isolato) una splendida collaborazione. E di questa intesa, io che lavoro qui da ben 17 anni sono immensamente grato, poiché essa influisce in modo positivo anche sulla qualità della mia vita.

Ma in questa storia anche i genitori (come Pinocchio dal Gatto e la Volpe) dall’amministrazione comunale vengono indotti a sbagliare. Cioè sono spinti a dare ai propri figli un’idea incoerente di quello che si può o non si può fare. E mi spiego.

Se un bambino chiede alla mamma e al papà di stare a casa una settimana, la mamma e il papà dicono di no. Perché no?, dice il bambino. Perché devi andare a Scuola!, rispondono.

Ma ecco che, se invece l’amministrazione comunale propone al bambino di andare una settimana sulla neve, i genitori dicono di sì: A Scuola, questa volta, puoi anche non andarci!...

Che cosa deve pensare questo bambino? Che un’iniziativa è valida solo se non la propone lui? Che le proposte di un bambino sono automaticamente poco credibili? E se lui, invece, voleva stare a casa una settimana perché aveva dei problemi su cui riflettere un po’ in santa pace?...

D’ora in poi che cosa dovrà pensare, questo bambino, quando il papà e la mamma gli diranno che deve prendere sul serio la Scuola? Che neanche loro, in fondo, la prendono tanto sul serio?

E l’insegnante? Dovrà pensare che la sua programmazione ha così poco valore, per le famiglie, che esse accettano che sia alterata a piacimento senza neanche consultarlo? Che le sue lezioni valgono così poco, che una più una meno fa lo stesso?... Dovrà forse dirsi: Ma che mi impegno a fare, se è questo il concetto che hanno del mio lavoro? D’ora in poi, farò lo stretto necessario per portare a casa lo stipendio!?

So bene, naturalmente, che i genitori di Anticoli Corrado non pensano e non vogliono tutto questo! Ma ogni anno vengono spinti ad agire proprio come se questo volessero. Mentre agire senza riflettere, soprattutto quando si tratta di bambini, è un “lusso” che non ci si dovrebbe permettere...

 

4. E voi insegnanti? Secondo te, Prof, voi insegnanti non sbagliate mai nulla?

Come no! Anche quest’anno, per esempio, alcuni di noi hanno sbagliato recapitando alle famiglie la richiesta di adesione. Senza riunire i Consigli di classe, senza discuterla fra di noi, senza farcela neanche vedere l’un l’altro. Pur sapendo che essa interferiva con la programmazione, e che la programmazione la si decide tutti insieme.

Si sono comportati come fattorini, non come insegnanti. (Con tutto il rispetto per i fattorini, che sono ottime persone e svolgono un lavoro utile, ma a cui le famiglie non affidano l’istruzione dei figli!...)

Potranno dire che l’hanno fatto perché vorrebbero andare d’accordo con tutti e non ostacolare nessuno. Che chiunque può fare uno sbaglio, una volta o l’altra. Che, nonostante ciò, meritano ancora la fiducia delle famiglie e degli alunni per il grande impegno con cui cercano di corrispondere alle loro attese... Ma, qualsiasi cosa dicano, hanno sbagliato e non ci piove, perché la professione dell’insegnante, in questo, è identica a quella del genitore: neanche per un attimo può dimenticare di essere un educatore! Ogni suo atto dev’essere educativo! Perché i bambini lo guardano.

 

5. Conclusioni?

Errare è umano. Perseverare negli errori non è diabolico, questo no (non credo ai diaboli e ai diabolici) ma di sicuro denota una chiara volontà di colpire la Scuola in ciò che ha di più prezioso: la serietà con cui si mette in rapporto con i minori che le sono affidati e con le loro famiglie. Una chiara volontà di far passare la Scuola per qualcosa di buffonesco, dove si può andare o non andare a seconda di come ci gira. Una chiara volontà di annullare e indurre ad annullare la costanza dell’impegno scolastico. Insomma: una chiara volontà... da Gatti e da Volpi!

Alla quale alcuni insegnanti continuano a non resistere, non resistere, non resistere... perché?

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