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Libera Scuola di Umanità diretta da Luigi Scialanca

 

La Classe 2001 - 2004

 

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Federica

Federica...

e le sue poesie!

Letizia...

e le sue poesie!

Letizia

Daniele

Daniele

Beatrice...

e le sue poesie!

Beatrice

Stefano

Stefano

*

Francesco F.

Francesco F.

Emanuele

Emanuele...

e le sue poesie!

Veronica...

e le sue poesie!

Veronica

Andrea

Andrea

Andrea...

e le sue poesie!

Andrea

*

Laura

Laura

Luca...

e le sue poesie!

Luca

Francesco V. ...

e le sue poesie!

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Le poesie di Federica

Lo spagnolo ubriaco

 

Era uno spagnolo

che beveva litri di barolo.

Ma lo scoprì la fidanzata

e gli tirò una scopettata.

La voglia di bere a litri gli passò,

ma tre-quattro bicchierini, di nascosto,

se li sbafò.

 

Il futuro deve ancora sbocciare

 

Mi sento annoiata

come una bimba appena nata,

che piange e si dispera

immaginando una nuova era

piena di cose nuove e di dire:

“Ma il vecchio mondo com’era?”

Il mio futuro deve ancora arrivare

e un nuovo arrivo ancora sbocciare.

 

Il fantoccio e la cornacchia invidiosa

 

Era un bel fantoccio

E tutti lo interpretavano come un mammoccio.

Era fatto di lucente paglia

E la cornacchia diceva invidiosa:

“Ma questo non se la squaglia!

Lui sta lì, e si mangia tutto,

ed io, qui, sto a becco asciutto.”

*

Le poesie di Letizia

Poesia

 

Sono a scuola, nell’ora di antologia,

e la noia mi porta via.

Mi sento un gatto spelacchiato

in un manicomio di cani,

e i miei sforzi telepatici sono stati vani.

Mi sento soffocare dall’aria immensa,

per fortuna che dopo si va a mensa:

pancia mia fatti capanna,

ci son le fragole con la panna!

Che gioia, anche questa è finita:

via dalla scuola, ché inizia la partita!

 

Polpetta

 

È un po’ grassottello,

il coniglio bricconcello:

si chiama Polpetta

e rosicchia pure la gabbietta.

A volte è isterico, pauroso,

ma è anche molto affettuoso.

Mangia come un matto

e un giorno l’altro mena pure un gatto.

È piccolo, peloso,

e per quanto è intelligente

può fare il presidente!

 

Una giornata piena di neve

 

Una mattina mi sono svegliata

e la strada era tutta innevata.

Bianca, candida, cadeva velata

e Brigida si è quasi congelata.

Sono andata a giocare in giardino

e il ghiaccio ci ha messo lo zampino:

una sederata per terra, ho dato,

e una valanga ho quasi provocato.

Una giornata piena di neve

non poteva finire tanto bene!

*

Le poesie di Beatrice

 

Malinconia

Mi sento come se fossi

in una vasca piena di schiuma

che mi sta affogando,

come se qualcuno mi tirasse giù

per uccidermi.

A volte, però, mi sento

come se qualcuno mi tirasse sù

per farmi felice.

A volte vorrei essere in un giardino

con i miei amici a divertirmi

talmente tanto da non sentirmi

male mai più, per la noia

e la malinconia.

Vorrei fortemente essere travolta

da una forte gioia,

non più dalla malinconia.

*

Le poesie di Emanuele

 

11 settembre 2001

Quando eri in piedi, com’eri bella,

torre gemella!

Un attacco talebano

ti ha distrutto piano, piano,

e di te non è rimasto

niente di sano!

Quando eri in piedi, com’eri snella,

torre gemella!

Adesso a terra sei caduta

e sei rimasta muta

e ogni talebano che passa

ti sputa.

Oh, torre gemella,

ora non sei più

nostra sorella.

13:30

Quando esco da scuola

mi sento una vecchia suola,

ma son contento

perché inizia il divertimento!

Con gli amici vado a giocare

a far quello che mi pare,

senza avere alcun timore

che mi controlli un professore!

*

Le poesie di Veronica

 

Un amore perso

L’emozione che provo, quando vedo lui...

Non mi sento molto felice,

affogo in un mare di urli,

l’aria che respiro è afosa,

la terra dove cammino arde sotto i miei piedi,

e non sono felice,

lo vedi!

*

Le poesie di Luca

Contrasto

 

Ero spensierato;

sognavo

di quando giocavo,

sognavo.

Spiegava

mentre paravo;

feci un bel tiro

e dormivo come un ghiro!

Mi svegliai

e dissi: “Goal!”

Ero lì, non a parare,

ma... a studiare!

Una giornata al mare

Al mare

si può sudare;

la passeggiata puoi fare.

Andiamo al mare!

Tirare l’esca

una mattina fresca

mentre mangio una pesca...

Ma guarda, non ho più tasca!

Correre! Correre!

Mi chiama il dovere.

Ma non disturbare

la gente che vuol nuotare!

Non credevo a squali giganti,

e quel mattino ne vidi uno!

Via, me ne andai!

E da quel giorno mai più pescai!

Il pelato giocherellone

Il pelato giocherellone,

la testa a fiascone,

fa le corna al congressone!

Mai sarà uno di noi,

dice sempre voi,

mi consenta, si contenga...

Offeso lui è

e la tinta la fa,

ma nel fango finirà!

Se non ci fosse il se...!

Se potessi mangiare dei Sargassi il mare,

se cercassi la gente di Frasassi,

se mangiassi la minestra

e mamma mi facesse saltare la finestra?...

Se trovassi la conclusione,

ti manderei a Tubione!

Amare e non volere

Non vorrei studiare,

non vorrei neanche guerreggiare,

non vorrei rompere il bicchiere,

non vorrei dal muro cadere!

Amo la roba che mi pare,

amo lottare,

amo anche facilitare.

Amo fare... quello che mi pare!

Quando avevo 12 anni...

Quando avevo 12 anni,

quando avevo tanti malanni,

quando non avevo codesti panni!

Quando avevo da pagar tutti quei danni!

Il dente calante

Entra in piazza il cavaliere errante,

il dente calante,

a cavallo del suo Ronzinante.

Una bella casina

per lui è un castellino

e ci entra con il suo scudierino.

“Al chiostro,” lui dice.

C’è un silenzio che mette paura;

va verso il pozzo, ma l’acqua non c’è!

Tra sé e sé fa lo scudierino:

“Avrei un certo languore...”

A un tratto si sente un crc, crc, crc...!

E con vergogna il grassoccio scudierino:

“Scusi,” dice, “è il mio pancino!”

*

Le poesie di Francesco V.

Una giornata di neve

Una mattina mi son svegliato

E un uccello è volato.

Nel suo nido si è rifugiato

Perché l’inverno era arrivato,

Cominciava a nevicare,

Il gelo era polare!

E le rondini ormai partite

Per le calde Filippine.

Ma una cosa mi è piaciuta:

La scuola è rimasta chiusa!

Giocostudio

Un giorno di sole

giocavo a pallone

e con l’aquilone

gli amici e mio cugino

giocavamo in giardino

tutti quanti a nascondino.

Ma è arrivata, ahimé!,

l’ora di studiare

e il giardino un deserto

e il silenzio si è aperto.

I bambini domani a scuola

devono studiare la storia.

Il sale

Il sale mi ricorda tanto il male

perché per non far crescere nulla in un territorio

si gettava questo patrimonio.

Ma a volte mi ricorda il bene

perché è il contrario del miele

e forse mi ricorda anche le mele.

Le mie professoresse

Le mie professoresse

son tutte diverse:

ce n’è una molto alta,

ma quasi sempre arrabbiata,

e una un po’ bassina,

ma al contempo carina.

Nella mia scuola sono molte, le professoresse,

e proprio tutte diverse.

La Natura

La Natura è fatta da un fiore

che emana un buon odore.

La Natura può essere un albero

rivestito di fiori, profumi,

e illuminato da molti lumi.

Perché rovinare tutto questo

con il disboscamento

e l’inquinamento?

Il sindaco

In un paesino lontano

si sentiva un gran baccano;

la gente era tutta in piazza:

spazzini con la ramazza,

pasticceri, dottori

e alcuni lavoratori

che lo sciopero han dovuto fare

pur di sentir parlare

il nuovo sindaco appena arrivato

in quel paesino scombussolato.

C’erano molte decorazioni:

bandierine con cannoni,

palloncini colorati

e bambini appena nati.

Il discorso durò molto,

si vedeva già il tramonto.

Ma l’allegria era piena,

perché il sindaco ha pagato

a tutti la cena!

Io penso così

Un po’ sono emozionato

e un po’ sono annoiato,

l’aria è insopportabile

e la terra impermeabile.

Sono anche triste

e leggo molte riviste.

*

Le poesie di Andrea

 

Una gita al mare

 

Andiamo al mare

a giocare, e un gabbiano

nel cielo sereno aspetta

invano, silenzioso e noioso.

Noi ragazzi, che andiamo

a pesca, mangiamo una pesca.

Dei bambini birichini nuotano

come girini sui fondi marini.

Un pescatore, figlio di un narratore,

legge per molte ore, e noi ci avviciniamo

alla barca col pescatore e piano piano

peschiamo con Damiano.

Questo è il suo nome:

Damianone, il pescatore.

Poi viene un prete

che prende molte prede,

pesci, pesciolini e pescioloni

piuttosto grassoni;

poi due gemelloni, grassi, ciccioni,

inseguiti da squaloni

che appunto hanno fame

di grassi ciccioni.

*

 

*

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