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Libera Scuola di Umanità diretta da Luigi Scialanca

 

I sette giornalisti

 

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Tra il dicembre 1997 e il maggio 1998, la IIa D pubblica il mensile

 

I Sette Giornalisti

 

Anno I, n.°1: dicembre 1997; anno II, n.°2: gennaio 1998

 

(Clicca sulle miniature delle pagine per ingrandirle!)

 

Dicembre 1997, n.°1, pag.1

Dicembre 1997, n.°1, pag.1

Dicembre 1997, n.°1, pag.2

Dicembre 1997, n.°1, pag.2

Dicembre 1997, n.°1, pag.3

Dicembre 1997, n.°1, pag.3

Dicembre 1997, n.°1, pag.4

Dicembre 1997, n.°1, pag.4

Dicembre 1997, n.°1, pag.5

Dicembre 1997, n.°1, pag.5

Dicembre 1997, n.°1, pag.6

Dicembre 1997, n.°1, pag.6

Dicembre 1997, n.°1, pag.7

Dicembre 1997, n.°1, pag.7

 

 

Gennaio 1998, n.°2, pag.1

Gennaio 1998, n.°2, pag.1

Gennaio 1998, n.°2, pag.2

Gennaio 1998, n.°2, pag.2

Gennaio 1998, n.°2, pag.3

Gennaio 1998, n.°2, pag.3

Gennaio 1998, n.°2, pag.4

Gennaio 1998, n.°2, pag.4

Gennaio 1998, n.°2, pag.5

Gennaio 1998, n.°2, pag.5

Gennaio 1998, n.°2, pag.6

Gennaio 1998, n.°2, pag.6

Gennaio 1998, n.°2, pag.7

Gennaio 1998, n.°2, pag.7

 

 

Gennaio 1998, n.°2, pag.8

Gennaio 1998, n.°2, pag.8

 

Indice dei numeri successivi:

 

Anno II, n.°3: Febbraio 1998

 

Anno II, n.°4: Marzo 1998

 

Anno II, n.°5: Aprile 1998

 

Anno II, n.°6: Maggio 1998

 

Le Avventure di Professorik

 

Anno II numero 3

Giornale della 2aD della Scuola media di Anticoli Corrado

1 Febbraio 1998 Lire 500

(giornale+cassetta: lire 8.000)

 

IL PRESEPE VIVENTE ANTICOLANO

di Matteo Splendori

 

Il presepe vivente anticolano è stato rappresentato da adulti e ragazzi il 3 gennaio 1998. È stato organizzato da Franco Falconi e Giuseppe Fabbi dell’exgruppo folcloristico, da Eclario Barone dell’Arca di Corrado, dai ragazzi del centro giovanile e dalla Pro Loco.

L’hanno allestito a P.zza S.Vittoria. Molto belle erano delle piccole capanne fatte di canne, in ognuna delle quali c’erano dei personaggi: nella prima c’era il prof. Eclario che faceva il ciabattino, nella seconda c’erano le ammassatrici di pane e pizza, nella terza le lavandaie e nella quarta, che rappresentava una locanda, la locandiera e quattro avventori che bevevano e giocavano a carte!

I personaggi più importanti del presepe vivente erano: la Madonna, rappresentata da una ragazza di 22 anni, S.Giuseppe un uomo di 55 anni e il Bambinello, che però era solo un bel bambolotto! C’erano anche degli animali, come il bue, l’asino, le pecore e le galline.

Patrizio e Andrea lavoravano il ferro e quindi erano fabbri, mentre altri tagliavano la legna e quindi erano taglialegna! Poi c’era un signore che faceva la ricotta e il formaggio come si facevano un tempo; Simone Fabbi, che arrotava i coltelli con Francesco di Roma; Francesco Proietti, che faceva la guardia all’ asino e al bue; le ragazze della terza D che facevano le casalinghe; e infine una signora anziana, che lavorava la lana.

Mentre i partecipanti facevano tutto questo, si sentiva un bel sottofondo musicale. La piazza di S.Vittoria era piena di gente, venuta anche da fuori, c’erano molte cineprese, molti rumori e anche urla e risate di bambini.

Finito il presepe vivente, tutti i partecipanti si sono messi a cantare canzoni natalizie; poi sono andati a baciare il Bambinello.

Anch’ io l’ ho fatto!

Il presepe vivente anticolano, disegno di Eclario Barone

Disegni di Eclario Barone

Il presepe vivente anticolano, disegno di Eclario Barone

 

di Eclario Barone

 

Il Presepe vivente è stato per anni un appuntamento fisso, nel calendario anticolano, tanto da diventare una vera e propria tradizione.

Il suo iniziatore è stato Carlo Toppi, artista anticolano dalle mille risorse creative e grande organizzatore delle feste del paese, la realizzazione vera e propria delle quali era curata dal parroco di allora, don Mario, e dal gruppo folcloristico anticolano.

Ma dal 1991 la tradizione si è interrotta, don Mario è stato trasferito, Carlo Toppi è passato a miglior vita ed il gruppo folcloristico si è sciolto malamente, lasciando fra i paesani un clima di sfiducia e di sospetto reciproco, accentuato oltretutto dall’aspra contrapposizione politica.

Gli Anticolani, però, sono molto legati alle proprie tradizioni, tanto che molti conservano con cura il bel costume tradizionale: composto, per gli uomini, da una camicia bianca, un pantalone nero, un gilet rosso fuoco, un fazzoletto rosso al collo, un cappellaccio sulla testa e, ai fianchi, una cintura tessuta o un drappo; mentre le donne sfoggiano vestiti variopinti ornati da preziosi ed antichi merletti, un busto elaborato, uno scialle incrociato sul petto, i capelli raccolti a crocchia sotto il tradizionale fazzolettone laziale nonché un po’ per ornamento ed un po’ per scaramanzia collane di corallo ed orecchini d’oro.

Tutti, poi, calzano le cioce, antiche scarpe di cuoio ma anche, quale originale esempio di riciclaggio popolare, di gomma di copertoni!

La richiesta di rimettere in piedi la sacra rappresentazione natalizia è stata fatta da tanti paesani fin dall’estate scorsa, dopo la Festa Popolare Anticolana in agosto; il parroco, don Anacleto, se n’è fatto portavoce e fermando qualcuno in piazza e arruolando qualcun altro con ripetuti non mi puoi dire di no! ha messo insieme tutte le forze disponibili: la sfida è partita così!

Alla prima riunione eravamo in tanti: i ragazzi e le ragazze del Centro Giovanile, alcuni componenti del disciolto Gruppo Folcloristico, qualche rappresentante della ProLoco e dell’associazione culturale L’Arca di Corrado. Sono state avanzate varie proposte, come per esempio quella di realizzare un grande presepe che andasse dalla Piazza delle Ville fino alla Fonte Vecchia passando attraverso tutta la parte antica del paese...

Ma poi, misurando realisticamente le nostre forze, abbiamo preferito su proposta di Franco Falconi mettere in scena la rappresentazione tradizionale con il percorso sonoro di don Mario, da rappresentarsi la sera di sabato 3 gennaio dedicandola alla memoria dell’artista Carlo Toppi.

Sono sorte subito alcune difficoltà, per certi versi endemiche nella mentalità anticolana; una per tutte: la scarsa partecipazione nelle varie fasi della realizzazione, in parte dovuta ad un avvicendarsi di entusiasmo e depressione, ma soprattutto allo stillicidio di polemiche incrociate retaggio di vecchi rancori che non ha certo agevolato una serena organizzazione dell’evento...

Il giorno prima della messa in scena, anche il cielo sembrava mal disposto verso di noi, per il freddo e la gran quantità d’acqua piovuta mentre si montavano le capanne di canne in Piazza di S.Vittoria; tanto da temere di dover rimandare l’appuntamento...

Ma il sabato mattina è cominciato con un bel sole, che ha permesso di portare a termine la messa a punto della scenografia nei minimi particolari.

Ma soprattutto l’ottimismo sulla buona riuscita è aumentato quando, un poco alla volta, la piazza si è riempita degli Anticolani in costume che volevano partecipare alle prove dello spettacolo, è arrivato il proiettore da Roviano e Antonio Fabbi ha messo a disposizione la sua esperienza di cineoperatore.

Di seguito sono arrivate le pecore, le galline ed i cavalli... Unico motivo di apprensione, la cavalcatura della Madonna, poiché il proprietario della somarella, di Marano, ce l’ha negata all’ultimo momento senza spiegazioni; ma, dopo una breve ricognizione, abbiamo potuto sostituirla con un somaro maschio messo a disposizione dal padre di Francesco Proietti.

Alla fine, accesi i fuochi per il pastore e le caldarrostaie, con tanta emozione siamo andati in scena.

La piazza era piena di spettatori in attesa, che hanno seguito con grande attenzione e alla fine hanno applaudito calorosamente!

Chiudo questo articolo esprimendo alcuni desideri: che il prossimo Natale si possa realizzare ad Anticoli un altro Presepe vivente, più grande e meglio organizzato; che, superate le contrapposizioni, si organizzino sempre più eventi, per tutto il paese, con meno polemiche e pregiudizi; che, nel frattempo, si sia formato un nuovo gruppo folcloristico, desideroso di perpetuare i tradizionali balli e canti anticolani; e, soprattutto, che i giovani ricomincino ad impegnarsi per il paese, riprendendo con entusiasmo una tradizione che gli anziani hanno con sacrificio fatto giungere fino a noi, e che rappresenta il nostro vero patrimonio per entrare consapevolmente nel prossimo millennio.

 

NON APRITE QUELLA PORTA!

I nostri inviati nella misteriosa Casa degli Alunni del Sole !

di Patrizio Fabbi (assistito da Matteo Splendori)

 

La Casa degli Alunni del Sole si trova vicino al fontanile del Piscicarello. Dove c’è un gruppo di case, una delle quali è quella. È una casa molto antica e dall’aspetto lugubre. Per entrare nel giardino, bisogna salire venti scalini, alla fine dei quali c’è una porta di legno con sopra alcune piante rampicanti. Quando si entra nel giardino, si vede che è a forma di L. Sul lato più corto c’è, in fondo, una parete di roccia, accanto alla quale c’è una casina con un tetto di legno.

La porta era aperta: con un po’ di timore (il mio collega, Matteo Splendori, temeva di vedere comparire un cadavere...) siamo entrati e abbiamo visto: un tubo, un lavandino, un recipiente e un lavatoio. Vicino a un muro ci sono nove vasi, una vanga, un tavolino e due sedie.

Siamo usciti dalla casina. Su ogni roccia abbiamo visto del muschio. Il terreno è ricoperto di foglie ormai secche. C’è un’anfora piantata in terra, nella quale c’è una pianta di limone; vicino c’è una cariola con dentro delle legna. Più in là ci sono delle piante tropicali (il mio collega temeva che fossero carnivore...).

Sul lato più lungo della L c’è una baracca e dell’immondizia. Ci sono anche dei tappeti di plastica, bottiglie di vetro e di plastica e per finire alcuni tipi di piante grasse.

Finalmente ci siamo avvicinati alla casa vera e propria, nella quale però non abbiamo potuto entrare.

Alcune cose ci hanno colpito in modo particolare: sulla porta d’ingresso, ben chiusa con dei lucchetti, c’è una croce, che rende più lugubre e pauroso il luogo... Ma non è tutto: a sinistra della porta c’è un dipinto che raffigura un viso pauroso! Il mio collega, a quella vista, ha cominciato a tremare, ma voleva convincermi che era colpa del freddo! Anch’io, però, sono rimasto un po’ scosso: quella faccia, dagli occhi sprofondati in due buchi neri e dal naso rosso, era molto inquietante! Ho saputo, in seguito, che il mio collega se l’è anche sognata!

Più in là abbiamo visto uno specchio: il mio collega ha tentato di guardarvisi, ma subito si è tirato indietro molto agitato: al posto della sua ben nota faccia paciosa, infatti, gli era apparso un viso di donna! Poi, per fortuna, ci siamo accorti che lo specchio era dipinto!

Ci sono anche i pezzi di una chitarra rotta, c’è un bastone con della stoffa bagnata sulla punta... Ma quello che mi ha colpito di più è una bottiglia piena di vino conficcata in un vaso insieme a una pianta!

Le finestre sono solo due. Sul davanzale della prima, sul retro, si scorge un grande sasso, e dietro una bella tenda. A destra della finestra c’è un grande numero 1.

Dalla seconda finestra, molto più grande, si riesce a vedere solo il tetto di legno.

Questa casa era abitata da quattro persone: padre, madre e due figli, due gemelli di nome Daniele e Luna, nati nell’82. Qui ad Anticoli hanno frequentato fino alla 5° elementare.

Queste persone costituivano un gruppo musicale, chiamato appunto Gli alunni del Sole. Quando i bambini hanno finito le elementari, sono partiti per una tournée in tutto il mondo. Nessuno ha più notizie di loro. Fra i mormorii del paese, si dice che Luna e la mamma stiano a Marano e che il padre con Daniele siano in America. Si saranno separati?

Non si sa! Pensiamo che il gruppo si sia sciolto, ma può darsi che ancora cantino. Ogni tanto, accendendo la radio, si sentono alcune delle loro canzoni.

Comunque saranno sicuramente tutti vivi e in buona salute: altrimenti il mio collega avrebbe paura che vengano a trovarlo di notte indossando bianchi lenzuoli...

 

Continua lo straordinario concorso aperto a tutti i lettori:

INDOVINATE CHI È...

de La Redazione al Completo

 

Continua, nonostante le proteste di alcune delle persone "ritratte", il nostro grande concorso a premi... Ma state tranquilli: prima o poi toccherà a tutti, nessuno si salverà!

Dunque: questa volta abbiamo cercato di rendervi la vita un po’ più difficile... In somma: indovinare chi sono i due personaggi di questa puntata vi costerà un po’ di fatica!

Per aiutarvi, vi diremo che si tratta nell’ordine di una ragazza di terza e di un ragazzo di seconda.

Allora: indovinate un po’ chi è...

...che scrive molto bene, ma litiga con la matematica; per come porta i capelli, ricorda a volte Pippi Calzelunghe; è fermamente convinta di avere una voce da soprano (e la usa molto); è più magra di una pizza con la mortadella, ma è carina lo stesso; le piacerebbe veder giocare Ligabue con le Barbie; suona molto male tutti gli strumenti, tranne uno che suona molto bene; le piace molto occuparsi di bambini (e quindi anche di se stessa); è alla ricerca di un soprannome; è una pittrice e una poetessa.

Facile, no?

Nooo?!

Ma ragazzi, in che mondo vivete?

BÈ, provate un po’ con quest’altro, allora! Forse avrete più fortuna!

Indovinate chi è...

... che parla sempre del suo calciatore preferito ed esulta come lui; è dotato di un soprannome crostaceo; rimbalza spesso sui compagni che insegue; è spesso ricercato (dai ragazzi di terza) per essere pestato; ha un sorriso addirittura più grande di lui; è molto spiritoso e urla in continuazione; è figlio del suo cantante preferito; ama molto sudare; anche se non sa giocare a tennis, ha la racchetta più brava di Anticoli.

 

LA SCUOLA AL TEMPO DEI NONNI

di Diego Falconi

 

La scuola al tempo dei nonni non aveva riscaldamenti né armadi, ma aveva attaccapanni.

I banchi erano a due posti e c’era un buco per l’ inchiostro chiamato calamaio.

La scuola di Anticoli era un edificio privato di due piani con cinque stanze, però non c’erano bidelli e si scriveva con il pennino.

C’era un maestro per classe, che insegnava tutte le materie. I docenti erano molto rigidi e i loro alunni erano educati, e spiritosi quando serviva.

Non c’era ricreazione e, quando gli alunni facevano un po’ troppo gli spiritosi, il maestro li puniva mettendoli sul granoturco in ginocchio o dandogli bacchettate sulle mani.

A quei tempi il Comune non forniva i libri di testo: i miei nonni se li compravano da soli e ne avevano tre, in cui c’erano tutte le materie.

I maestri per casa gli davano molti compiti, soprattutto durante le vacanze di Natale e d’estate. I miei nonni non hanno fatto nessuna gita scolastica.

Alla Befana, a scuola i miei nonni ricevevano la calza, ma piena di stracci; facevano festa tutta la mattina e mangiavano dolci.

 

INTERVISTA A DUE BAMBINI DELLE ELEMENTARI

di Arianna Geracitano

 

Mentre passeggiavo per la terza volta per la piazza delle Ville, in cerca di una nuova vittima, mi è venuto in mente di intervistare due bambini della scuola elementare di Anticoli.

Come vi chiamate?

Alessio e Alessia.

Siete fratello e sorella?

Sì.

Vi trovate bene in questa scuola?

Moltissimo!

Sono bravi i vostri insegnanti?

La metà degli insegnanti sono buoni, ma gli altri no...

Quanti sono gli insegnanti?

Sono otto e sono troppi!

Qual’ é la materia che vi piace di più?

Alessio: la matematica.

Alessia: la storia.

E lo sport?

Alessio: il calcio.

Alessia: il tennis.

Andate bene a scuola?

Abbastanza.

Ma come mai tuo fratello ha un braccio rotto?

Perché stava andando in discesa ripida ed è caduto...No, scherzo: se l’è rotto perché é amico dell’extracomunitario che hai intervistato la volta scorsa!

Avete altri fratelli o sorelle?

No.

Avete animali?

Sì: due uccelli, un cane, due gatti e un pesce.

Da quanto tempo siete qui?

Da quattro anni.

Quanti anni avete?

Nove anni.

Per quale squadra fate il tifo?

Alessio: per la Roma, ma anche per il Milan.

Alessia: per la Juventus.

Ma perché avete lo stesso nome? I vostri genitori non ne sapevano altri?

Perché il nonno paterno si chiamava Alessio e la nonna materna si chiamava Alessia!

Questo sì, che è rispetto per le tradizioni!

 

Il 14 Febbraio è San Valentino: auguri a tutti gli innamorati e a coloro che sperano di diventarlo! (disegno di Eclario Barone)

Il 14 Febbraio è San Valentino: auguri a tutti gli innamorati e a coloro che sperano di diventarlo!

(disegno di Eclario Barone)

 

L’unica alunna della Scuola Media di Anticoli Corrado che ha la certezza matematica di essere promossa: anche dall’espressione, si vede bene com’è dotata! (disegno di Eclario Barone)

L’unica alunna della Scuola Media di Anticoli Corrado che ha la certezza matematica di essere promossa:

anche dall’espressione, si vede bene com’è dotata!

(disegno di Eclario Barone)

 

NASCOSTI IN UN ANGOLO BUIO, ABBIAMO ASCOLTATO NON VISTI: SAPPIAMO TUTTO SUGLI SCRUTINI!!!

di James Bond

 

Che cosa hanno detto gli insegnanti degli alunni. Quale destino stanno preparando per loro. Chi è che vuol promuovere tutti e chi è che invece vuol bocciare tutti. I Giudizi. I Pregiudizi. Il nostro corrispondente, con assoluto sprezzo del pericolo, è entrato nell’aula in cui si sono tenuti gli scrutini del primo quadrimestre, si è nascosto in un cassetto dell’armadio dei professori ed ha sentito tutto! Ecco quel che ci ha riferito dopo che siamo riusciti a spacchettarlo.

 

Classe Prima

 

Non abbiamo potuto sentire tutto di tutti, ma siamo in grado di informarvi che Luca Curti avrà tutti ottimi, perché gli insegnanti hanno deciso che merita un premio per la pazienza che dimostra sopportando i tormenti che gli infliggono i suoi compagni. Omar D’Andrea, d’altra parte, secondo il prof. De Matteis, è così bravo che potrebbe già iscriversi all’Università: "Infatti gli ho proposto di sostituirmi quando me ne andrò!" ha dichiarato il prof. Le alunne, dal canto loro, avranno tutte una scheda bellissima, ma solo a condizione che scrivano 888 volte la seguente frase: "Dobbiamo lasciare in pace Luca, perché è molto simpatico e gentile." Anche i giudizi di Antonio Jacovelli saranno buonissimi, perché, in caso contrario, pare che abbia minacciato i suoi insegnanti di sorridere ancora più spesso. Di Andrea Sancineto, infine, possiamo dire che tutti gli insegnanti erano entusiasti di lui, tranne il prof. Barone; che, molto irritato perché Andrea riesce a resistere anche per un’intera ora di Educazione Artistica senza far infuriare i bidelli, ha convinto i colleghi a giudicarlo non sufficiente in tutte le materie.

 

Classe Seconda

 

Di questa classe, siamo riusciti a sapere solo che Andrea Espositi, Patrizio Fabbi, Diego Falconi e Matteo Splendori sono stati giudicati dal prof. Scialanca degli ottimi elementi... per lavorare in un macello: "Amano così tanto gli animali, ha dichiarato il docente che a volte gli capita, nell’abbracciarli appassionatamente, di strangolarli."

Ma la prof.sa Rigutini non era d’accordo: "Io ha detto li vedrei meglio come imbalsamatori di felini..." "No, ha replicato la prof.sa Gregorace, secondo me dovrebbero fare gli accalappiacani!" Alla fine, il Consiglio ha accolto il suggerimento della Preside, che proponeva di consigliare ai suddetti quattro di dedicarsi alla vivisezione delle cavie da laboratorio. Per Elisabetta Folgori e per Arianna Geracitano, tutto bene: sicuramente saranno promosse in quinta elementare con giudizi molto buoni.

 

Classe Terza

 

"Aisha Baddar e Maria Giulia Lucidi," ha detto il prof. Saccucci, "sono senz’altro le migliori della classe, e forse dell’intera scuola, nel vagabondaggio per i corridoi, in biblioteca e nei bagni... Peccato solo che questa materia non sia sulla scheda, perché si meriterebbero un ottimo!". Christian D’Andrea, invece, sempre secondo il prof. Saccucci, potrebbe essere giudicato ottimo nelle seguenti discipline: Educazione alle Pacche sulle Spalle, Danza Acrobatica, Etimologia delle Parolacce e Vocalizzazioni Neonatali; insufficiente, invece, in tutte le altre.

Molto perplessi, tutti gli insegnanti della Terza, dinanzi al problema di definire in qualche modo Francesco De Angelis, Gabriele De Santis, Francesco Proietti, Marco Salvati e Marco Meddi: sono una parte di una classe? O sono una banda di evasi da Sing Sing? Sono in qualche modo umani oppure si tratta di mutanti? Sanno parlare? Sono in grado di comprendere l’Italiano? Hanno compreso esattamente la differenza che c’è tra un calcio nel sedere e un saluto ad un amico? Questi ed altri misteri, riguardo ai cinque suddetti figuri, hanno occupato molto a lungo il Consiglio di Classe; che infine è riuscito però a mettersi d’accordo accogliendo all’unanimità una geniale proposta del prof. Resta: "Con questi cinque," ha detto Cosimo, "potremmo trasformare la scuola in un Museo delle Origini: Australopitecus Afarensis e Robustus, Homo Abilis, Homo Erectus, Homo Sapiens Neanderthalensis... Ce l’abbiamo tutti! Ci manca solo l’Homo Sapiens Sapiens, ma potrebbe imitarlo discretamente Francesca Splendori!". La proposta del prof. Resta, come abbiamo detto, ha entusiasmato tutti; l’unico problema, ora, era decidere che cosa fare di Salvatore Petricca, ma il prof. Barone ha affermato che, in fondo, non è detto che un Museo delle Origini debba fermarsi all’Australopiteco: "Potremmo risalire ancora più indietro nel tempo, fino alle prime forme di vita unicellulari," ha dichiarato commosso, "e sicuramente troveremo un posto anche per Salvatore!".

Infine, per quanto riguarda Luisa Ciucci, Chiara Massimiani, Martina Misnoli e Francesca Orlandi, benché molto stanchi abbiamo udito distintamente il prof. Saccucci dichiarare che, per poter giudicarle, bisognerebbe prima riuscire a separarle l’una dall’altra e a distinguerle. Ma questa operazione è superiore alle forze della Scuola, e continuerà ad esserlo almeno fino alla Riforma di Berlinguer. Pertanto, il Consiglio ha deciso all’unanimità di riunire le Quattro in un’unica scheda intitolata all’ "Individualità Ignota"...

A questo punto, gli Scrutini sono terminati.

 

LA POSTA DEI LETTORI

Rispondono: I Sette Giornalisti

 

Cari Sette Giornalisti,

sono una curiosa e volevo chiedervi un’altra intervista, questa volta al Branco: Simone Grifoni, Marco Aquilante, Stefano Meddi, Stefano Innocenzi e Paolo Calderari... Ad esempio, perché si sono dati questo nome, cosa fanno il pomeriggio, ecc.

Ringraziandovi anticipatamente,

Maria Giulia Lucidi

 

Cara Maria Giulia,

ti ringraziamo molto per la tua lettera, ma purtroppo questa volta non possiamo accontentarti... Riteniamo, infatti, che intervistare delle persone che hanno scelto di farsi chiamare "Il Branco" possa essere troppo rischioso per noi: e se poi ci azzannassero, ci dilaniassero e ci divorassero? E d’altra parte, anche se andassimo a trovarli in un momento di sazietà, come potremmo porre loro delle domande? Noi non sappiamo esprimerci con ringhi e ululati! Sperando di non averti troppo delusa, ti inviamo i nostri più cordiali saluti!

 

Cari sette giornalisti,

vi scrivo perché vorrei che sul giornale vi occupaste di cose più importanti e più affascinanti; per esempio, non solo di cose di scuola, ma anche di altre cose... Il giornale è bellissimo, però vorrei che vi scambiaste gli articoli tra di voi e non vi occupaste ognuno sempre della stessa rubrica. I disegni del giornale sono bellissimi, ma alcuni lo sono un po’ meno, perché sono noiosi. Io vi chiedo, se potete, di fare più del meglio! Grazie.

 

Caro amico (o amica),

ti ringraziamo per i tuoi complimenti e per le tue critiche: cercheremo senz’altro di fare, come dici tu, anche "più del meglio"! Ma, già che ci sei, perché non ci dai qualche idea più precisa di ciò che ti piacerebbe trovare sul giornale? Tanti affettuosi saluti!

 

Cari sette giornalisti,

sono un’insegnante e vi scrivo perché, oltre al giornale e al calendario, vorrei che ci deste anche le notizie metereologiche con tutti i disegni, per esempio le nuvole, il sole, la pioggia, le temperature, ecc. E che coloraste tutti i disegni a mano, copia per copia, perché so che non avete una stampante a colori. Se voi lo faceste, per me e anche per gli altri il giornale sarebbe migliore! Grazie. Vorrei anche una pagina enigmistica, una di politica marziana, l’elenco telefonico di Anticoli e i numeri di telefono delle Spice Girls!

 

Cara amica,

cercheremo di accontentarti! Il numero telefonico delle Spice Girls, intanto, eccolo qua: 920238. Contenta?

 

Cari sette giornalisti,

vi scrivo perché vorrei che il giornale cambiasse, perché dovete mettere più cose scolastiche, perché voglio sapere com’è fatta la scuola, come si svolgono le vostre attività, quante materie studiate, se c’è il rientro o no, quanto dura una lezione, com’è la palestra, se avete una biblioteca, se c’è una sala computer, ecc. Tutto ciò perché io di scuola non so nulla: mi chiamo Aniello Ovini, sono un pastore di pecore e vivo sulle montagne! Grazie.

 

Caro Aniello,

neanche noi sappiamo nulla di scuola: i ragazzi perché stanno appena cominciando ad accorgersi che la frequentano, gli insegnanti perché stanno cercando di dimenticarsene... Scusaci! Piuttosto, non vorresti raccontarci qualcosa tu delle tue belle pecorelle? Come si chiamano, quanta lana ti danno, se ti vogliono bene oppure no, ecc. ecc. Te ne saremmo molto grati, perché così impareremmo finalmente un mestiere!

 

Un’entusiasmante notizia ci giunge dalla città di Astropoli, i cui abitanti, come tutti sanno, si chiamano Astropolli: sono stati or ora individuati ben cento nuovi segni zodiacali! Ve ne parleremo un po’ alla volta...

 

L’OROSCOPO VIRTUALE

di Mago Furioso

Scoperti nuovi segni!

 

L’ORSO

 

I nati sotto questo segno hanno la tendenza, se maschi, ad isolarsi da tutti; le femmine, al contrario, sono molto portate ad imporre a tutti i costi la loro compagnia a chiunque gli capiti a tiro. Tutti i nati sotto altri segni, dunque, trovano attraenti gli Orsi e insopportabili le Orse. Le Orse tendono ad innamorarsi perdutamente degli Orsi, che invece le sfuggono come la peste. Gli amori degli Orsi, invece, sono rari, effimeri e cinici: più che altro, a loro piace competere e far risse con altri maschi per poi ritirarsi nella tana ad abbuffarsi e commiserarsi...

 

IL BOOMERANG

 

I nati sotto questo segno sono quasi sempre antipatici, odiosi, volgari e stupidissimi. Ma, per fortuna loro ed altrui, le loro azioni tendono a ritorcersi contro loro stessi, rendendoli patetici e, in un certo senso, morbosamente simpatici come tutti i falliti. Divertentissimo assistere (ma purtroppo capita di rado) a un tentativo di innamoramento tra un Boomerang e una Boomerang: tutto ciò che fanno per conquistarsi a vicenda si ritorce contro di loro, disgustando il partner; tuttavia, molto spesso riescono ugualmente a trovare reciprocamente irresistibili i loro lati più negativi!

 

martedì 3 marzo uscirà il quarto numero de I Sette Giornalisti. Ci troverete cose turche! anzi: anticolane!!! Per esempio:

1. SEI DEI SETTE GIORNALISTI SI CANDIDANO ALLE ELEZIONI COMUNALI DEL 2003 E DICONO: "NOI GOVERNEREMO ANTICOLI!"

2. PATRIZIO FABBI HA INTERVISTATO ALCUNE PERSONE CHE HANNO ASSISTITO AI TERRIBILI EFFETTI DELLA GUERRA SU ANTICOLI E SULLA VALLE DELL’ANIENE!

3. DIEGO FALCONI, CON GRANDE SPREZZO DEL PERICOLO, VI RACCONTA I VIZI SEGRETI DEGLI INSEGNANTI!

4. E ANDREA ESPOSITI, PER NON ESSERE DA MENO, VI RIVELA CHE COSA COMBINANO I RAGAZZI DI ANTICOLI QUANDO CREDONO CHE NESSUN ADULTO LI VEDA!

5. ELISABETTA FOLGORI E ARIANNA GERACITANO, DOPO LUNGHE INDAGINI, HANNO APPURATO QUALI CANTANTI PREFERITE, CHE COSA VI ASPETTA ALLE SUPERIORI E PERFINO CHE COSA FARETE DA GRANDI!

6. MATTEO SPLENDORI VI RACCONTA CON ABBONDANZA DI GHIOTTI PARTICOLARI IL CARNEVALE DI ANTICOLI!

7. PUNTATA SPECIALE DI CHI L’HA VISTO?: ANDREA ESPOSITI, PATRIZIO FABBI E ARIANNA GERACITANO HANNO RITROVATO KLAJDI KONDO!

8. LE STRAORDINARIE AVVENTURE DEL MITICO VENDIKATORIK!

9. ECC.ECC...

 

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Anno II numero 4

Giornale della 2aD della Scuola media di Anticoli Corrado

1 Marzo 1998 Lire 500

 

Un annuncio sensazionale ! Sei dei Sette Giornalisti dichiarano:

NOI GOVERNEREMO ANTICOLI!!!

de La Redazione al Completo

 

Un annuncio straordinario e assolutamente inatteso: sei componenti della nostra Redazione e precisamente Arianna Geracitano, Elisabetta Folgori, Andrea Espositi, Patrizio Fabbi, Diego Falconi e Matteo Splendori hanno deciso di presentarsi con una propria lista alle elezioni comunali del 2003! E, se vinceranno, si propongono di amministrare Anticoli almeno fino al 2008!

Candidata a Sindaco di Anticoli è la capolista, Arianna Geracitano.

Nelle pagine seguenti, troverete tutti i particolari su questo nuovo partito e sulle (buone?) intenzioni dei suoi fondatori: saprete chi sono, che facce hanno e che cosa vogliono fare per Anticoli!

Inoltre, potrete leggere tutto ciò che voi stessi avete chiesto loro di fare quando (e se) il potere sarà finalmente nelle loro mani...

Ce la faranno?

La notizia, senza dubbio, è di quelle che fanno rumore! Non ci stupiremmo, anzi, se fosse ripresa dai giornali nazionali e stranieri e dalle reti televisive...

Per la prima volta nella storia della democrazia, sei ragazzi di IIa media decidono di candidarsi alle Elezioni!

Lo fanno con un certo anticipo, d’accordo, e già ci pare di sentire i commenti ironici di molte persone superficiali: "Invece di pensare a studiare..."; oppure: "Siamo nel 1998 e quelli già pensano al 2003: è proprio vero che l’infanzia non esiste più!"; o anche: "La politica a scuola! Dove andremo a finire?!"... Ecc.ecc.!

Tutte sciocchezze! L’anticipo è dovuto, invece, proprio alla straordinaria serietà e all’immenso impegno di questi giovani, che vogliono dedicare i prossimi cinque anni della loro esistenza a prepararsi a ricoprire nel modo migliore le cariche che certamente conseguiranno!

La loro ne siamo certi sarà la migliore Amministrazione Comunale che Anticoli Corrado abbia mai avuto negli ultimi mille anni! Saranno intelligenti, creativi e competenti! Faranno di Anticoli Corrado una cittadina invidiata da tutti i borghi d’Italia! Verranno dall’estero, a studiare e ad imitare i loro metodi amministrativi! E naturalmente, come si conviene a persone così capaci e determinate, i nostri sei candidati hanno già cominciato ad interrogare il loro futuro elettorato per conoscerne le aspettative. Ecco a voi i primi risultati di questi sondaggi...

Ad Elisabetta Folgori, che sarà ViceSindaco ed Assessore alla Sanità e all’Igiene, è stato chiesto soprattutto di tenere pulita Anticoli: "È ora di finirla con la brutta abitudine di gettare per la strada cartacce e cicche di sigaretta!" le hanno detto. D’ora in poi, quelli che lo faranno, dovranno essere severamente multati!" Inoltre, le hanno domandato di adoperarsi per la pulizia del fiume: "L’acqua dell’Aniene," hanno auspicato, "dovrà tornare ad essere potabile!"

A Diego Falconi, che sarà Assessore ai Lavori Pubblici, hanno chiesto di adoperarsi, anche lui, a mantenere pulito il paese; ma anche di costruire altre case, di ingrandire le scuole, di creare nuovi parchi-giochi, di asfaltare le strade che ancora non lo sono e di dotare Anticoli di una piscina pubblica.

Le richieste rivolte ad Andrea Espositi, che sarà l’Assessore all’Ambiente, sono le seguenti: creare un Orto Botanico di Anticoli Corrado; tenere pulita la natura, compresi i corsi d’acqua; ordinare a tutti coloro che possiedono animali di non tenerli più prigionieri, ma di lasciarli liberi.

Numerosissimi i desideri raccolti da Patrizio Fabbi, futuro Assessore al Turismo, al lo Spettacolo, alle Feste e allo Sport: promuovere un’annuale Festa della Juventus, a cui siano insistentemente invitati a partecipare anche i tifosi di altre squadre; dotare Anticoli di un albergo, una pista per lo slalom (innevata artificialmente, supponiamo!), un Luna Park, un campo di calcio dal fondo erboso per organizzare tornei fra Anticolani e turisti, una Sala Giochi, una Biblioteca talmente grande da far invidia a quella Nazionale, un campo da hockey e uno da golf; inoltre, stipendiare un gruppo di giovani che si dedichino esclusivamente all’organizzazione di feste!

Al futuro Sindaco, infine, Arianna Geracitano, è stato chiesto di aprire un Luna Park (si tratta, evidentemente, di un bisogno molto sentito...), di costruire una piscina pubblica, possibilmente ai Colli (altra esigenza assai diffusa) e di allestire un Giardino Zoologico Anticolano...

A questo punto, però, la discussione politica si è fatta subito molto aspra: l’Assessore all’Ambiente (liberare tutti gli animali...) contro il futuro Sindaco (vogliamo lo Zoo...)! Come finirà?

 

I CANDIDATI

Arianna Geracitano (Sindaco)

Elisabetta Folgori (ViceSindaco, Assessore alla Sanità e all’Igiene)

Andrea Espositi (Assessore all’Ambiente)

Matteo Splendori (Assessore alla Cultura)

Diego Falconi (Assessore ai Lavori Pubblici)

Patrizio Fabbi (Assessore al Turismo, Spettacolo, Feste e Sport)

 

Arianna Geracitano, candidata a Sindaco di Anticoli per le elezioni comunali del 2003.

Arianna Geracitano, candidata a Sindaco di Anticoli per le elezioni comunali del 2003.

 

Andrea Espositi, detto Aspasio: sarà l’Assessore all’Ambiente.

Andrea Espositi, detto Aspasio: sarà l’Assessore all’Ambiente.

 

Elisabetta Folgori: sarà ViceSindaco, nonché Assessore alla Sanità e all’Igiene.

Elisabetta Folgori: sarà ViceSindaco, nonché Assessore alla Sanità e all’Igiene.

 

Diego Falconi, che sarà Assessore ai Lavori Pubblici

Diego Falconi, che sarà Assessore ai Lavori Pubblici.

 

Matteo Splendori, che sarà Assessore alla Cultura.

Di Matteo Splendori, che sarà Assessore alla Cultura, non ci è stato possibile, purtroppo, reperire un’immagine recente.

Siamo perciò costretti a mostrarvelo in questa caricatura, disegnata dai suoi avversari politici.

 

Patrizio Fabbi, che sarà Assessore al Turismo, allo Spettacolo, alle Feste e allo Sport.

Patrizio Fabbi, che sarà Assessore al Turismo, allo Spettacolo, alle Feste e allo Sport.

 

Finalmente vi riveliamo la terribile verità:

I VIZI DEGLI INSEGNANTI!

di Diego Falconi

 

Io alle elemenari ho conosciuto molte maestre, alcune delle quali erano severe e allo stesso tempo buone. Per esempio, ci portavano sempre fuori durante la ricreazione...

Ma c’erano quelle che fumavano e altre che erano quasi sempre arrabbiate!

Quando i bambini giocavano a pallone o a nascondino e si facevano male, certe maestre li mettevano in punizione per settimane, mesi o addirittura per un anno!

Altre erano molto allegre, però a volte mettevano le note.

Alle medie ci sono molti professori che hanno il vizio di fumare; e uno di questi, se qualcuno gli dà fastidio, si arrabbia come un matto e quando strilla si mettono paura tutti.

In compenso, quando manca qualche professore, se gli alunni "fanno i buoni", lui li porta a giocare.

C’è poi una professoressa che, quando le chiedi di fare un compito di ripasso, lei te lo fa fare, e questo è un pregio; ma, quando uno fa uno scarabocchio mentre lei spiega, si arrabbia.

Un’altra professoressa ha il pregio di non farci lavorare tutta l’ora e di non permettere come certi altri troppa confusione; ma ha il vizio di darci sempre i compiti per casa, anche quando non avrebbe il tempo per darceli perché la campanella è già suonata!

Un’altra professoressa, a volte, non ci fa portare i libri perché dice che ci sarà una verifica e poi invece ce li chiede lo stesso; oppure ci chiede di fare cose che non abbiamo studiato.

C’è anche un professore che per me non ha difetti, ma solo pregi: cioè ci lascia fare tutto quello che ci pare!

Ma ce n’è un altro che ha solo difetti: per esempio a noi ci fa fare sempre tutta l’ora o anche due, mentre le altre classi le porta al computer!

Ma le cose che potrei dire sugli insegnanti sono mille!

C’è quello che si porta il cuscino da casa e un camion di caramelle, (ma poi le chiede sempre a noi!); quello che a scuola si fa esclusivamente i fatti suoi come se gliel’avesse ordinato il dottore; quello che ci controlla fuori dalla scuola; quello che viene a scuola anche quando non gli tocca e perfino di notte; quello che ci complica i compiti man mano che li facciamo; quello che dall’inizio dell’anno ci fa ripetere pag. 79; quello che minaccia note in continuazione, ma poi per fortuna non le mette mai; quella che si impiccia di tutti i fatti nostri; quella che sopporta solo alunni perfetti; e così via! Il seguito ve lo manderò dalla prossima scuola che frequenterò...

 

QUALE MUSICA TI PIACE DI PIU’?

di Elisabetta Folgori

 

Volete conoscere i gusti musicali dei ragazzi e delle ragazze delle medie?

I loro preferiti sono Laura Pausini, Nek, gli Aqua e gli 883.

Laura Pausini è stata indicata come miglior cantante da cinque persone su trenta, specialmente dalle ragazze, ed è perciò al primo posto. Infatti è molto brava, tanto che spesso viene imitata dalle ragazze della terza media! Le sue canzoni parlano quasi sempre d’amore, di sentimenti.

Nek è stato scelto da quattro persone ed è al secondo posto. Anche le sue canzoni parlano di sentimenti.

Anche gli Aqua sono stati scelti da quattro persone e sono al secondo posto; cantano in gruppo, una ragazza e tre ragazzi, e la canzone preferita dalle mie compagne è Barbie Girl.

Gli 883 sono stati scelti da quattro persone come primi in classifica, ma anche da nove persone come terzi; sono preferiti sia dai ragazzi sia dalle ragazze. L’ultimo loro successo è La dura legge del goal, che è anche la loro canzone più bella. È un gruppo di soli ragazzi.

 

CARNEVALE MEDANIENE A RIOFREDDO!!!

di Matteo Splendori

 

I paesi che fanno parte di Medaniene sono sei: Anticoli Corrado, Arsoli, Cineto Romano, Riofreddo, Roviano e Vallinfreda.

Il Carnevale della Media Valle dell’Aniena si festeggia da tre anni: il primo anno a Roviano e ad Arsoli, il secondo ad Anticoli Corrado ed il terzo a Riofreddo, domenica 22 febbraio 1998, nel pomeriggio...

Riofreddo è un paese che si trova quasi al confine tra Abruzzo e Lazio, però è in provincia di Roma.

Hanno suonato tre bande: quelle di Anticoli Corrado, di Cineto Romano e di Roviano.

Hanno sfilato dodici carri: la Nave dei Pirati e la Zattera, di Anticoli Corrado; la Mucca e le sue Allevatrici, di Vallinfreda; le Maschere, di Riofreddo; gli Indiani, di Cineto Romano; e i sette carri di Roviano: Topolino e Minnie, Carramba che sorpresa!, la Sfinge con una bella Regina, la Macchina americana con i suonatori, il Carro Armato, il Trenino (che si era rotto) e il Mago, che era troppo grande e non è potuto venire.

C’erano anche molti gruppi mascherati, oltre a quelli che erano sui carri: le Streghe, i Militari, i Sacerdoti e le Suore, e molti altri che non ricordo.

Per prima ha sfilato la banda di Cineto, seguita dal suo carro e da quelli di Vallinfreda e di Riofreddo; poi la banda di Roviano con i suoi carri, infine la banda di Anticoli con il suo carro.

Alla fine, i Comuni hanno offerto un piccolo rinfresco alla gente che ha partecipato.

Per me, questo Carnevale è stato festeggiato non bene, ma benissimo! Moltissima gente ha partecipato...

Complimenti a tutti!

 

COSA CI ASPETTA ALLE SUPERIORI ?

Intervista di Elisabetta Folgori

a Barbara Folgori e ad Alberto Cara

 

Intervista a BARBARA FOLGORI:

 

Come sono le scuole superiori?

Non so rispondere!

Cosa si studia?

Essendo un istituto magistrale linguistico, in particolare si studiano le lingue.

Si studia molto?

Dipende dalla volontà dell’alunno...

È duro lo studio?

Se si ascolta la spiegazione in classe, a casa è più facile studiare.

I professori spiegano?

Alcuni spiegano in modo semplice e chiaro, altri invece spiegano in fretta e odiano ripetere le stesse cose.

Come si svolgono le lezioni?

Naturalmente. Il professore entra in classe, fa l’ appello, poi spiega o interroga.

Tra una lezione e l’ altra c’è un intervallo?

No.

I libri dovete comprarveli da voi, o no?

Sì.

Sono severi i professori?

Soltanto alcuni.

Come sono i compagni?

Sono vivaci.

 

Intervista ad ALBERTO CARA:

 

Come sono le scuole superiori?

Non so rispondere!

Cosa si studia?

Io in particolare studio materie meccaniche.

Si studia molto?

Dipende dall’ alunno...

È duro lo studio?

Basta un minimo di attenzione in classe per facilitare lo studio a casa.

I professori spiegano?

Alcuni professori svolgono il proprio lavoro, altri rubano i soldi allo Stato.

Come si svolgono le lezioni?

Il professore entra in classe, fa l’appello, poi inizia a spiegare o interroga.

Tra una lezione e l’altra c’è un intervallo?

C’è solo il tempo in cui il professore cambia aula.

I libri ve li comprate tutti da voi?

Sì.

Sono severi i professori?

Soltanto alcuni.

Come sono i compagni?

I miei compagni sono simpatici e vivaci.

 

COSA COMBINANO I RAGAZZI DI ANTICOLI?

di Andrea Espositi

(con la consulenza di Matteo Splendori)

 

Diciamo subito che ce ne sono certi che, quando pensano che nessun adulto li veda, ne fanno di tutti i colori dell’arcobaleno!

Alcuni bambini delle elementari, quando escono da scuola, a volte vanno in piscina o al catechismo come degli angioletti, ma altre volte vanno a suonare i campanelli delle porte!

Altri bambini si divertono a prendere in giro ragazzi e adulti, invece di accontentarsi di giocare a pallone o a nascondino...

Certi altri ragazzi, più grandi di loro, sparano i botti fuori dalla scuola o anche altrove; e anche loro sono abituati a prendere in giro gli adulti o a dire: "O mo t’abbusso, eh !"

I ragazzi ancora più grandi accendono i fuochi, sparano i botti e prendono in giro gli adulti.

Altri danneggiano le macchine oppure, quando si sentono buoni, si limitano ad impicciarsi degli affari degli altri...

Infine i ragazzi che non vengono più alla scuola media FUMANO di TUTTO! E non solo: vanno sempre appresso a delle ragazze SPECIALI...

Quando ci sono delle feste a casa di qualche ragazzo, poi, si bevono tanta di quella birra, da scoppiare addirittura!

Ma adesso basta, perché, se diciamo di più, abbiamo paura delle conseguenze...

 

LA GUERRA ad ANTICOLI

di Patrizio Fabbi

 

Gli Anticolani hanno vissuto entrambe le Guerre Mondiali, la Prima (1915-1918) e la Seconda (1940-1945).

Molti di loro vivono ancora, ma solo alcuni ricordano qualche episodio capitato proprio a loro; mentre altri ci hanno raccontato dei bombardamenti su Anticoli e sulla Valle dell’Aniene.

Gina Muzzi ci ha detto: "Io ero contadina, come tutta la mia famiglia. Quando sono arrivati gli alleati, hanno bombardato dagli aerei due camion tedeschi pieni di munizioni. Quando i camion sono scoppiati, il fuoco era tanto e allora io e mio padre ci siamo messi sotto un ponte, dove l’acqua scorreva sotto i nostri piedi; ma il fuoco aumentava e per la paura siamo scappati verso Anticoli. Vicino al fontanile di Sossanti abbiamo incontrato il parroco di Anticoli, Don Vittorio, che ironicamente ci ha detto: ‘Se siete vivi voi, sono vivi tutti’."

Gaetano Rosolini ci ha raccontato che i primi bombardamenti sulla Valle dell’Aniene furono compiuti il 23 Maggio del 1943 da ben duecento fortezze volanti (quadrimotori). Fu allora che fu bombardata la condotta dell’Acqua Marcia, che è il principale acquedotto che va a Roma.

Durante l’anno ‘43, e precisamente a settembre, ci fu un altro bombardamento, contro un camion tedesco che trasportava del combustibile. Gli aerei prendevano quota sulla piazza delle Ville, poi sorvolavano il fosso della Fonte e, arrivati a Sossanti, lanciavano le bombe su quel camion.

Uno di questi aerei faceva un’altra strada: scendeva sulla pianura sorvolando la vecchia stazione e risaliva verso il fontanile di Sossanti, da dove poteva attaccare il camion da dietro. Continuò finché il camion non si incendiò.

Un altro bombardamento avvenne nel Luglio del ‘43. Gli aerei quella volta erano inglesi e dovevano far scoppiare un deposito di combustibile che era situato dietro la chiesa della Madonna del Giglio. Una bomba fu lanciata in una direzione sbagliata e colpì la chiesa. Come per miracolo, solo la parete dove c’era il quadro che raffigurava la Madonna restò in piedi!

La chiesetta, per impulso del parroco Don Vittorio, fu ricostruita l’anno successivo dalla popolazione di Anticoli.

Paolina Starnuti: "Noi ci eravamo rifugiati alla Fonte Cardenale, perché i Tedeschi cercavano uomini e animali... Mio marito correva sempre con le mucche per non farle prendere dai Tedeschi! Però, quando io andavo a scuola, secondo la legge voluta da Mussolini, ricordo che ci passavano il latte e aiutavano le donne incinta! Io e tutti gli altri Anticolani andavamo sempre a nasconderci..."

Caterina Splendori: "Io e le mie amiche stavamo fuori della porta di casa mia. Abbiamo sentito la camminata di alcuni tedeschi e per la paura siamo scappate. Ci siamo messe dietro una casa e per la paura non riuscivamo ad aprire la porta neanche dopo che se n’erano andati! Noi dovevamo portare da mangiare agli Inglesi prigionieri. Una volta abbiamo sentito dei passi: credevamo che fossero gli Inglesi, ma invece erano i carabinieri. Un’altra volta stavamo zappando un terreno vicino alla chiesa della Madonna del Giglio, quando la chiesa fu bombardata e la polvere e i calcinacci ci ricoprirono completamente; per la paura credevamo che eravamo morti...

Vittoria Pietropaoli: "Scappavamo da Anticoli per andare alla Fonte Cardenale, dove c’era una baracca di venti metri quadrati: bÈ, lì dentro eravamo almeno trenta persone! Ogni volta che passavano gli aerei, mia madre sveniva... Mio padre aveva portato due prosciutti e li aveva appesi ad una pianta di quercia. Ma era tanta la paura di uscire e di essere visti dai Tedeschi, che i prosciutti se li mangiarono le formiche! Mio padre aveva un orologio antico: aveva smesso di ticchettare e io lo ricaricai. Ma i Nazisti, che erano pure ladri, sentendo il tic tac, lo trovarono e se lo presero. Un’altra volta due Tedeschi sono venuti nella capanna, volevano prendere mio fratello perché sostenevano che era un antifascista... L’avrebbero ammazzato! Allora io sono andata al comune di Anticoli per avere i suoi documenti. Per fortuna, quando i tedeschi hanno visto i documenti, hanno lasciato libero mio fratello.

(Ringraziamo di tutto cuore le persone che, con tanta pazienza e disponibilità, hanno acconsentito a ricordare per noi avvenimenti così dolorosi.)

 

CHE FINE HA FATTO KLAJDI KONDO?

CHE FINE HA FATTO KLAJDI KONDO?

di Andrea Espositi, Patrizio Fabbi, Arianna Geracitano

(Alla preparazione dell’intervista ha collaborato anche Elisabetta Folgori.

Le fotografie sono di Luigi Scialanca)

 

Siamo andati a trovare a Subiaco il nostro caro ex compagno Klajdi Kondo!

Diciamo subito che abbiamo trovato in buona salute sia lui, sia i suoi famigliari. Abitano in una bella casa e ci hanno accolto molto cordialmente e con grande ospitalità! Si vedeva che erano contenti di vederci come noi eravamo contenti di rivedere loro!

Ecco le domande che abbiamo rivolto a Klajdi e le sue risposte.

Come ti trovi a Subiaco?

Bene!

Come stai nella tua nuova scuola?

Me la cavo...

Come ti trovi con i tuoi nuovi compagni?

Bene! Siamo 5 maschi e 6 femmine.

Ti mancano gli amici di Anticoli?

Sì!

Stavi meglio ad Anticoli?

Sto bene sia a Subiaco sia ad Anticoli, ma stavo meglio ad Anticoli perché avevo più amici.

Ti sei fatto molti amici?

Sì.

Come vai a scuola?

Abbastanza bene...

("Io invece non sono molto contenta di come va..." commenta la mamma di Klajdi.)

Per caso hai amici o parenti albanesi che vivono a Subiaco?

Ci sono i genitori della mia mamma.

Hai qualche amico preferito?

Sì, il mio amico più caro é il figlio della padrona di casa: si chiama Tommaso, e ha un anno meno di me.

Sono severi i professori e le professoresse?

No.

Pratichi qualche sport?

Sì, facevo basket, ma poi ho smesso.

Come te la cavavi nel basket?

Insomma... Quelli bravi li mettevano da una parte, quelli meno bravi da un’altra...

Vuoi continuare gli studi?

Sì.

Che scuola superiore frequenterai?

Un Istituto Tecnico, credo...

Abiti vicino alla scuola?

Sì.

Fai qualche materia in più o in meno rispetto a noi?

No, sono le stesse.

Incontri mai le maestre di Anticoli che abitano qui?

Sì, le incontro. Quando le incontro, le saluto.

Ti piace studiare, adesso?

Sì, mi piacciono la geografia e le scienze.

Ti hanno cambiato il soprannome (che era Alì Babà)?

No.

Che lavoro farai da grande?

Non lo so.

Hai una ragazza?

No. In classe mia ce n’è una carina, che si chiama Marianna, ma le altre sono cicciotte, basse e brutte!

Vorresti tornare ad Anticoli?

Sì, mi piacerebbe.

Hai cambiato carattere, qui?

Un pochettino... ("No!" commenta la mamma): sono peggiorato!

Appena sei arrivato a Subiaco, ti sei trovato subito bene?

C’è voluto un po’. Il figlio della padrona di casa, Tommaso, mi ha aiutato a farmi delle amicizie.

Quali materie ti piacciono di più?

Geografia e Scienze.

Hai avuto dei buoni voti nella scheda del primo quadrimestre?

Non erano tanto belli. In Italiano, Storia e Geografia ho avuto "non sufficiente"!

Quanti siete in classe?

Undici.

Fate il tempo pieno?

Sì, ma solo il venerdì.

Esci spesso con la bicicletta?

No, perché una volta ho fatto uno zompo su una montagna e mi si è rotta!

Dove sei andato a Natale?

Sono rimasto a casa...

Dove pensi di andare l’estate prossima?

Penso, in Albania.

Il tuo aspetto è cambiato?

Sì, ho i capelli un po’ più lunghi e qualche brufolo...

Sono tutti simpatici, i tuoi amici, o ce n’è qualcuno che odi come odiavi Matteo?

All’inizio ce n’era uno un po’ antipatico, poi ci ho fatto amicizia!

Litighi spesso con i tuoi compagni?

No, solo qualche volta...

Per quale squadra fai il tifo?

Per il Milan. E pure per l’Anticoli, anche se non vado mai a vederla giocare.

Ti mancano i tuoi professori di Anticoli? Sii sincero!

Sì, mi mancano tutti!

Ti piace viaggiare?

Sì.

Le fai, le "basi", come le facevi ad Anticoli con noi?

No...

Vuoi salutare qualcuno ad Anticoli?

Sì: tutti gli amici!

Klajdi ci ha anche raccontato:

1. Di aver già preso, a scuola, per aver risposto male a dei professori e per aver "scherzato" con una ragazza, sei ammonizioni verbali, che secondo il regolamento scolastico ha scambiato con due note sul registro di classe; se prenderà altre due ammonizioni, le scambierà con una terza nota; e allora, sempre secondo il regolamento, potrà scambiare le tre note con una sospensione... Quindi, se verrà sospeso altre due volte, potrà avere in cambio una bocciatura; e infine, se sarà bocciato altre due volte, la condanna a morte!

2. Che a Subiaco c’è un ragazzo che, il giorno di Carnevale, con un manganello di plastica picchia tutti quelli che incontra; e che lui, Klajdi, ha deciso di fare altrettanto!

3. Che lì, a Subiaco, purtroppo non può più giocare tanto spesso a pallone, perché i campi sono lontani da casa sua e perché i suoi nuovi compagni non amano molto questo gioco.

4. Che i suoi professori gli dicono sempre di prendere dei libri dalla biblioteca scolastica, ma che lui non lo fa mai... Infatti, ha l’insufficienza in Italiano!

5. Che la sua scuola, o meglio l’edificio della scuola, è in cattive condizioni: "Se gli dai una zampata, casca!" ci ha detto.

Auguri, caro Klajdi!

La casa di Subiaco in cui abita oggi il nostro ex-compagno Klajdi Kondo.

La casa di Subiaco in cui abita oggi il nostro ex-compagno Klajdi Kondo.

 

COSA FARETE DA GRANDI?

di Arianna Geracitano

 

Questa volta, la mia non è stata un’intervista fantastica, ma assolutamente autentica! Ho intervistato i ragazzi e le ragazze della Scuola Media di Anticoli, chiedendo loro cosa vorrebbero fare da grandi.

La prima classe è stata la terza, dove alcune ragazze hanno scelto di fare le dottoresse, altre le veterinarie, le giornaliste e le ceramiste. Dei ragazzi, alcuni vorrebbero fare i meccanici, altri i geometri, altri i medici e altri ancora i poliziotti.

La seconda, che è la mia classe, non assomiglia affatto alla terza: le ragazze, cioè io e la mia compagna Elisabetta Folgori, vorrebbero fare le veterinarie. I ragazzi, invece, vorrebbero fare: uno l’albergatore, uno l’ingegnere, uno l’elettricista e l’ultimo il paleontologo. Però questi ragazzi non assomigliano affatto ai ragazzi della terza, perché i loro lavori preferiti sono tutti diversi.

Adesso passiamo alla prima: qui le ragazze vorrebbero fare la farmacista, la parrucchiera, la veterinaria e la dottoressa. I ragazzi, invece, vorrebbero fare: due i meccanici, uno il poliziotto e l’ultimo il tabaccaio.

Tutti gli intervistati, ragazzi e ragazze, non si sono fatti pregare e mi hanno detto volentieri cosa vorrebbero fare da grandi.

In totale, ho ascoltato trenta persone, che mi hanno dato le seguenti risposte:

Veterinaria 6

Meccanico 5

Medico 4

Parrucchiera 3

Poliziotto 3

Giornalista 1

Ceramista 1

Geometra 1

Farmacista 1

Tabaccaio 1

Albergatore 1

Ingegnere 1

Elettricista 1

Paleontologo 1

Tra questi, quelli che, per realizzare la loro ambizione, dovranno laurearsi sono 14.

Quelli che dovranno prendere il diploma sono 2.

Quelli a cui saranno sufficienti dei corsi professionali o un apprendistato sono 14.

Nessuno ha scelto lavori ascrivibili al settore primario (agricoltura ed estrazioni minerarie). Solo uno ha indicato il settore secondario (produzione di beni). Tutti gli altri lavoreranno nel settore terziario (servizi).

Voi che ne pensate: vi sembra che abbiano grandi ambizioni, i ragazzi della Scuola Media?

E quelli che le hanno, staranno studiando abbastanza per realizzarle?

 

LA POSTA DEI LETTORI

Rispondono: I Sette Giornalisti

 

Cari 7 giornalisti,

ho letto in un’intervista precedente che avete intervistato Simone Grifoni definendolo "il più bello di Anticoli"... Be’!!! Non è affatto così (almeno per me) e quindi vi sarei molto grata se intervistaste Marco Aquilante, chiedendo anche a lui i suoi gusti, che tipo di ragazza preferisce, ecc. Vi ringrazio anticipatamente. Ciao !!!

Franci ‘84

Carissima Franci,

purtroppo non abbiamo potuto accontentarti in tempo per far uscire l’intervista a Marco Aquilante su questo numero... Ma non temere: la troverai sul prossimo! Ciao!!!

I Sette Giornalisti

Anagrammate

i SANTINGENI!!!!!

del prof. Allaga I. Cuscini

I Santingeni? E chi saranno mai, costoro?

È semplice! Santingeni è l’anagramma della parola Insegnanti, ottenuto rimescolando come in un frullatore le 10 lettere che la compongono.

Vi piacerebbe, eh?, rimescolare gli insegnati in un frullatore? Be’, ora potete farlo, perché qui di seguito troverete appunto, scritti in neretto, gli anagrammi dei nomi e cognomi di tutti i vostri insegnanti!

Se riuscirete a capire chi di loro è stato frullato in ognuna di quelle buffe frasi, scriveteci le soluzioni! Il mese prossimo, sarete premiati con un diploma di Superenigmista!

Al lavoro, dunque! Gli anagrammi sono questi:

Lo sapevate che uno dei vostri professori è stato ESUMATO MARTEDÌ? E che ad un altro, quando hanno saputo che insegna ad Anticoli, hanno domandato: "Ehi, tu! Perché CIUCCI GUSCI LA’?"

Troppo difficili? Okay, eccone alcuni facilissimi: qual è quel professore, che per la sua robustezza è stato soprannominato ORSO MACISTE? A quale insegnante, i colleghi volevano dare specialmente il venerdì e il sabato VELENO, PER CARITA’!? A quale professoressa, un collega innamorato ha detto "MI PIACI TE, SIRENA RARA!"? E di quale altra professoressa è stato detto che SA DARE SANI INTRUGLI?

Ma non è finita qui! Sappiate che c’è un professore, al quale è stato detto: "LIETO, CANTI PIETA’"! Un pensiero gentile, no?

Di un altro, invece, hanno detto che ERA IL CANE ORBO, e questo ci pare un po’ scortese...

E chi saranno mai i due professori dei quali è stato detto, a uno che È INGRATO SCOMPIGLIO, all’altra E OGNI PAPERA RUGGISCE?

Per concludere, sapreste indovinare chi è quella professoressa che LA SERA MANGIA BALENE?

P.S.: di una professoressa non siamo riusciti ad anagrammare le generalità. Chi è?

 

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Anno II, n.°5: Aprile 1998

Aprile 1998, n.°5, pag.1

Aprile 1998, n.°5, pag.1

Aprile 1998, n.°5, pag.2

Aprile 1998, n.°5, pag.2

Aprile 1998, n.°5, pag.3

Aprile 1998, n.°5, pag.3

Aprile 1998, n.°5, pag.4

Aprile 1998, n.°5, pag.4

Aprile 1998, n.°5, pag.5

Aprile 1998, n.°5, pag.5

Aprile 1998, n.°5, pag.6

Aprile 1998, n.°5, pag.6

 

Anno II, n.° 6: Maggio 1998

Giornale delle Seconde Medie di Anticoli Corrado e di Riofreddo

1 Maggio 1998 Lire 500

 

Tutto, ma proprio tutto, sulla gita scolastica più discussa del secolo!!!

SPECIALE SALISBURGO

alle pagine da 2 fino a 11!!!

(Su questa gita, vedi anche la pagina a essa dedicata!)

 

PIGIAMA PARTY!

di Andrea Espositi

 

Giovedì 16 aprile, appena usciti dal Museo della Natura, la professoressa Albanese e alcune ragazze di Riofreddo hanno deciso di fare una piccola festa dopo cena e ci hanno chiesto se eravamo tutti d’accordo.

Abbiamo detto di sì. E la professoressa ha comprato le provviste.

Si era stabilito che questa festa si sarebbe svolta nella stanza delle ragazze di Riofreddo. E che sarebbe stata un Pigiama Party, cioè che ci saremmo andati tutti in pigiama!

Nella nostra camera, mentre ci mettevamo il pigiama, ci domandavamo se ci saremmo vergognati di presentarci in pigiama davanti a tutti... Però sembrava di no!

A prepararci ci abbiamo messo poco, ma poi quando siamo usciti dalla stanza le ragazze ci hanno fatto aspettare una mezzoretta fuori nel corridoio! A un certo punto sono anche venute a chiedermi il coltello.

In quel lungo tratto di tempo in cui siamo dovuti restare lì fuori, ci siamo un po’ scalmanati, specialmente per aggiudicarci un posto sull’unico divano che c’era... Poi ci siano messi a scherzare fra di noi. Lorenzo e Federico si sono esibiti in una parodia dei Kung Fu cinesi. Io e Patrizio siamo andati a vedere dove portavano le scale. Ecc. ecc....

Finalmente, le ragazze hanno aperto la porta e siamo entrati tutti.

Avevano scritto sui bicchieri i nomi di ognuno di noi. Sul tavolo c’era una bottiglia di Coca Cola e tante fette di pane e nutella.

Abbiamo mangiato e bevuto e, mentre lo facevamo, alcuni ridevano.

Dopo un po’ ci siamo messi a raccontarci le barzellette. Io ridevo, come facevano tutti gli altri. Quello che ne ha raccontate di più e che più mi è rimasto impresso è stato Federico, perché ogni volta che doveva parlare si alzava.

Poi abbiamo giocato a Furore e, come al solito, Federico ha interpretato Alessandro Greco: diceva il nome di un cantante e noi dovevamo dire i titoli delle sue canzoni. Le ragazze ne sapevano di più.

Mentre giocavamo, facevamo battute spiritose e ridevamo.

Poi sono arrivati la professoressa e il professore con la videocamera.

La professoressa ha chiesto a Isabella e Sara di interpretare Quelo e loro l’hanno fatto: sono state bravissime, la voce mi sembrava la stessa! Purtroppo, però, la videocamera si è rotta proprio in quel momento.

Mentre accadeva tutto questo, le ragazze di Anticoli se ne stavano da una parte a giocare con i videogames. Chissà perché!

Andrea a Salisburgo (foto di Eleonora)

 

COMPAGNI COLTELLI!

di Patrizio Fabbi

 

Io, Lorenzo e Andrea avevamo una passione in comune: i coltelli. In qualsiasi parte di Salisburgo si fosse, le nostre orecchie sentivano quel che il professore diceva, ma i nostri occhi erano puntati verso le vetrine, alla ricerca di qualche coltello!

Il primo giorno, ce ne siamo comprati uno per ciascuno. Ma quello di Lorenzo, onestamente, era il più bello.

La sera, in hotel, Lorenzo è venuto nella nostra stanza e, insieme ad Andrea, abbiamo parlato di coltelli. Quella sera, ho promesso a me stesso che con i soldi che mi rimanevano avrei comprato solo coltelli, e così è stato.

Lorenzo, il giorno dopo, si è comprato una piccola spada. A me piaceva molto il manico, di quella spadina, ma la lama no. Andrea, invece, ha acquistato un coltello tradizionale. E io un coltello d’acciaio, con la sicura e due inserti in legno sui lati; più un altro coltello, solo di legno, per mio padre.

In tutto, noi tre da soli avevamo sette coltelli! E molto belli!

Per me, avere un coltello è una cosa da adulto. Una passione, che coltivo da tre anni. Ogni volta che vado alla Santissima Trinità, me ne compro uno. A casa ne ho diciotto. Li pulisco e li riordino due volte alla settimana. Nessun altro, nella mia famiglia, condivide con me questa passione per i coltelli, tranne mio cugino Davide che però ne ha pochi.

Lorenzo, invece, è meno appassionato di me. I coltelli piacciono anche a lui, però per suo padre che è un collezionista come me perché è cacciatore ha comprato la spadina.

Ad Andrea, infine, perché gli piacciano i coltelli non lo so molto bene... Forse perché piacciono ai suoi fratelli? Fatto sta che, quando ne vede uno, ci fa sopra un commento che non finisce più!

Per concludere, alla frontiera avevo una gran paura a causa dei miei tre coltelli nuovi che la Polizia mi fermasse... Pensate mio padre, se fosse accaduto!

L’unico modo per togliermi questa passione sarebbe quello di comprarmi un coltello che è lungo venticinque centimetri e largo otto, e che costa centomila lire!

Lorenzo ed Andrea mi hanno capito.

 

Patrizio a Salisburgo (foto di Eleonora)

IL LUNGO RITORNO

di Diego Falconi

 

Siamo saliti sul treno spingendoci con le borse, non vedevamo l’ora di arrivare a Roma...

Chi stava dietro, spingeva e diceva: "Camminate!". Però noi abbiamo camminato troppo e abbiamo sbagliato scompartimento!

C’era chi doveva andare ancora più avanti e spingeva, chi doveva tornare indietro e gridava: "Fateci passare! Fateci passare!".

Ma alla fine ci siamo riusciti, ad entrare nei nostri scompartimenti! E abbiamo messo i nostri zaini sulla cuccetta libera e le borse sui ripiani appositi.

Poi, mentre preparavamo i letti, ci siamo messi a parlare delle cose viste a Salisburgo, e allora abbiamo pensato che avremmo voluto rimanerci ancora per qualche giorno.

Preparati i letti, siamo usciti nel corridoio e ci siamo messi a parlare con i ragazzi di Riofreddo del cibo che avevamo mangiato in questi giorni. Subito hanno fatto tutti una faccia brutta, tranne Lorenzo, al quale è piaciuta ogni cosa.

Ad un certo punto, il professor Scialanca ha detto: "Ognuno nel suo scompartimento!" e noi abbiamo ubbidito.

E così è passata la notte e, quando siamo arrivati a Roma, volevamo scendere e ci spingevamo...

C’era chi diceva: "Muovetevi!", chi aveva la borsa un po’ troppo grande e non riusciva a farla passare, chi parlava con i compagni... Ma siamo riusciti a scendere, alla fine, e abbiamo trovato tutto pieno di genitori!

Che lungo ritorno!

 

Diego a Salisburgo (foto di Eleonora)

 

BUFFI CAMERIERI

di Elisabetta Folgori

 

In hotel venivamo serviti da due camerieri, ma quello che mi ha colpito di più è stato il signore che parlava un po’ d’Italiano.

Lui, mentre noi mangiavamo, restava a guardare e si metteva a ridere. A colazione passava e ripassava con le brocche del caffè e del tè e ripeteva in continuazione: "Tè? Caffè?". A cena lo stesso, passava e ripassava e, anche se uno non aveva ancora finito, lui non faceva che chiedere se poteva portar via il piatto! Noi scoppiavamo a ridere, ma poi, quando ci guardava, ci sembrava una mummia e non volevamo più mangiare, ci si chiudeva lo stomaco! E lui stava sempre lì, si muoveva solo per andare a rispondere al telefono, e intanto Andrea diceva: "Ecco a voi Leonardo Di Caprio!" e noi ridevamo...

Ridevamo anche per le cose più stupide, ma quel cameriere era proprio buffo davvero!

Forse perché aveva la faccia quadrata.

Dell’altro cameriere, una cosa che mi ha colpito è che zoppicava, forse perché era un po’ troppo grasso. Ma con lui non si poteva dialogare, perché parlava solo Tedesco. Era anche lui un po’ buffo, però... Forse perché parlava Tedesco!

 

Elisabetta a Salisburgo (foto di Eleonora)

 

WOLFGANG AMADEUS MacDONALD’S

di Arianna Geracitano

 

Quando siamo entrati da MacDonald’s, abbiamo chiesto il nostro vassoio, siamo andati al tavolo e ci siamo messi a mangiare.

Appena abbiamo finito io, Isabella, Elisabetta, Damiano e Federico ecco che arriva Diego, pieno come un uovo per quanto aveva mangiato! Lui e i suoi amici Andrea, Patrizio e Matteo infatti si erano sbafati (a testa): 1. Due bicchieri giganti di Coca Cola; 2. Due Big Mac; 3. Due scatole di patatine fritte; 4. Otto coscettine di pollo; 5. Un gelato.

Però ho notato che da MacDonald’s c’era tanta gente che parlava ad alta voce, mentre fuori, per le strade, non si sentiva volare una mosca... Solo noi, si sentiva!

I negozi, a ben guardare, non erano molto frequentati.

E di cioccolatini c’erano solo quelli con la faccia di Mozart.

 

Arianna a Salisburgo (foto di Eleonora)

 

Matteo a Salisburgo (foto di Eleonora)

 

SCAMPATO PERICOLO!!!

 

Volevano cancellare, eliminare, annullare, annichilire... Insomma: volevano far sparire la nostra amata Patria, la nostra Sacra, Benedetta e Benemerita Scuola Media di Anticoli Corrado! E volevano farlo, com’è costume di questi squallidi figuri, agendo nell’ombra, strisciando, secernendo bava, tirando il sasso (se mai è possibile, che chi striscia tiri sassi!) e poi nascondendo la mano... Chiusi nelle tenebrose stanze del potere, complottando sinistramente in oscure riunioni ad ogni livello, tramando, manovrando e lugubremente brulicando, volevano toglierci la seconda lingua, privarci del tempo prolungato, mandare in esilio uno (o forse più) professori a loro da tempo segretamente sgraditi!

Ma non ce l’hanno fatta! Ancora una volta, i loro folli piani, benché favoriti dall’aiuto di un’infida quinta colonna, sono stati sgominati dalla possente reazione di alcuni di noi! Ragion per cui abbiamo oggi la gioia di poter esultare:

Viva, viva, viva e sempre viva l’eroica lotta della Scuola Media di Anticoli Corrado!

 

È giusto insultare, minacciare e aggredire gli arbitri?

I RISULTATI DEL NOSTRO REFERENDUM

 

Il tagliandino ci è stato restituito solo da 11 persone. Questi i risultati:

Alla prima domanda, È giusto insultare, minacciare e aggredire gli arbitri?, hanno risposto 6 votanti, No gli altri 5.

Alla seconda domanda, Conosci qualche altro sistema più civile e più legale per protestare contro le loro decisioni?, hanno risposto No 10 votanti, solo 1!

La situazione appare piuttosto grave!

Proponiamo ai nostri lettori una contro-prova: rispondete ad altre due domande, identiche alle precedenti in tutto tranne che in un piccolo particolare, e vediamo un po’ se, pur di essere coerenti, siete disposti a rischiare la pelle!

È giusto insultare, minacciare e aggredire gli alunni?

Conosci qualche altro sistema più civile e più legale per protestare contro gli alunni?

 

I SETTE GIORNALISTI VANNO IN VACANZA!

Questo è l’ultimo numero del nostro giornalino per l’anno scolastico 1997-98.

Nei prossimi mesi, infatti, ci godremo un po’ di (per alcuni meritato) riposo!

Saremo di nuovo nelle edicole col numero di ottobre 1998,

e cercheremo di rendere questo nostro mensile sempre più interessante e piacevole...

Frattanto, auguriamo a tutti voi di trascorrere delle ottime e felici vacanze estive!

Arrivederci da I Sette Giornalisti + 1

(Andrea Espositi, Patrizio Fabbi, Diego Falconi, Elisabetta Folgori, Arianna Geracitano,

Matteo Splendori, Luigi Scialanca e Alessandra Rigutini.)

 

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*

LE AVVENTURE DI PROFESSORIK

di Luigi Scialanca

 

Capitolo Primo

Primi prodigi ed altri mostruosi accadimenti prodottisi in quel di Modèrnoli in seguito alla venuta al mondo di Professorik

 

Il suo vero nome era Mattia De Mattis. Ma nessuno se lo ricordava più, neanche lui!

Infatti lo chiamavano tutti Professorik da quando, all’età di due giorni e sei ore, aveva minacciato la mamma di metterle una nota sul diario se non lo avesse fatto dormire nel lettone con lei.

"E domani torna accompagnata dai nonni!" aveva urlato, mentre la sua povera genitrice, non riuscendo a decidere se doveva svenire per averlo sentito parlare o per quel che le aveva detto, alla fine non svenne affatto e si limitò a obbedire.

A sei anni, in prima elementare, la carriera scolastica di Professorik ebbe ufficialmente inizio.

Ben presto, i suoi compagni impararono a temerlo più di quanto temevano le maestre: non tanto perché Professorik li sgridava in continuazione urlando come un forsennato, quanto piuttosto perché pretendeva che scrivessero per lui lunghe relazioni sui compiti che avevano svolto per le maestre.

Ma anche le maestre non lo potevano soffrire: le rendeva tremendamente nervose il fatto che Professorik conosceva a memoria l’intera legislazione scolastica e non faceva che redarguirle citando loro questo o quell’articolo di legge, questa o quella circolare ministeriale, questa o quella raccomandazione del direttore...

La situazione divenne drammatica quando Professorik, arrivato in quinta elementare, prese l’abitudine di presentarsi all’improvviso, quasi tutti i pomeriggi, nelle abitazioni dei suoi compagni, per controllare che stessero facendo i compiti! E di sospenderli da scuola (ma con l’obbligo di frequenza) se per caso li trovava in altre faccende affaccendati!

Finché, un brutto giorno, osò addirittura mettersi a fare il diavolo a quattro in un bar, rimproverando aspramente il gestore del locale e accusandolo di essere un pericolo per la gioventù, perché vi aveva trovato due suoi compagni che giocavano a flipper! L’uomo, inviperito, chiamò i carabinieri e denunciò il piccolo Professorik per aver turbato la quiete del suo esercizio, ma il nostro eroe riuscì a cavarsela: i carabinieri, infatti, lo lasciarono andare e gli promisero che avrebbero messo a tacere ogni cosa, se lui, in cambio, avesse promesso di non rivelare in giro quanti e quali errori di grammatica avevano commesso nello stilare il loro rapporto sulla vicenda...

Solo in terza media, Professorik riuscì finalmente ad avere dei rapporti abbastanza normali con i suoi compagni e con gli insegnanti... Perché si era innamorato!

All’inizio di novembre, infatti, era arrivata una nuova alunna: la graziosa e bionda Rebecca...

Per la verità, Professorik non l’aveva degnata di uno sguardo, dapprima, anche perché era occupato a correggere con la matita rossa e blu i giudizi che il professore d’italiano aveva scritto sui temi dei suoi compagni... Ma tutto cambiò, per lui, quando improvvisamente udì la graziosa e bionda Rebecca dichiarare a un’altra alunna: "Io, da grande, voglio fare la professoressa!"

O parole celestiali! O dolci, armoniosi, indimenticabili accenti! Professorik s’innamorò all’istante! E, senza vergognarsi, si avvicinò alla graziosa e bionda Rebecca e pronunciò queste originalissime parole:

"Graziosa e bionda Rebecca, vuoi tu permettermi di correggere i tuoi errori, di giudicarti, di promuoverti o di bocciarti finché morte non ci separi?"

Inutile dire che la graziosa e bionda Rebecca, profondamente colpita, commossa e conquistata, lo accettò prontamente come fidanzato e... Ma se desiderate sapere che cosa accadde in seguito, temo che vi toccherà sorbirvi anche il prossimo capitolo...

 

Capitolo Secondo

Nel quale si descrivono i prodigiosi effetti dell’amore sulla tenera e sensibile indole del nostro eroe

 

Professorik era irriconoscibile! Era un altro! Non era più lui! Ecc. ecc.! Insomma: l’amore per (e/o di) Rebecca l’aveva trasformato!

Anche i più increduli, tra i suoi compagni e insegnanti, dovettero infine ammetterlo: egli non aveva più nulla del docente, non metteva più note sui diari degli altri ragazzi e sui registri dei professori, non pretendeva più che gli uni e gli altri scrivessero per lui lunghissime relazioni su film pazzeschi e noiosissimi, non costringeva più la Preside a venire a scuola accompagnata dai genitori... Aveva occhi e orecchi (e mani) solo per Rebecca!

All’inizio, tutti tirarono un formidabile sospiro di sollievo: "Una gran scocciatura di meno!" si dicevano l’un l’altro scambiandosi pacche sulle spalle... Ma poi cominciarono a rimpiangere la vita di prima, perché, ora che non potevano più né ridere né infuriarsi per le grottesche imprese di Professorik, si vedevano costretti a notare i difetti propri!

Un bel giorno, perciò, decisero di riunirsi tutti in assemblea, alunni, insegnanti e bidelli, e di esaminare attentamente la situazione per vedere se si poteva far qualcosa per riportare Professorik sulla retta via...

Ma l’impresa pareva disperata, nessuno aveva soluzioni da proporre! Ed erano tutti lì a guardarsi in faccia smarriti, ammassati come sardine sott’olio nell’aula più grande della scuola, quando all’improvviso... colpo di scena!

La porta si spalancò ed entrò Rebecca: trafelata, ansimante, piangente!

"Aiutatemi, vi prego!" gridò. "Non ce la faccio più!"

"Che cosa è successo?" domandarono ottantasette voci all’unisono.

"Professorik, quel maledetto ragazzo, mi rende la vita impossibile! Sono sull’orlo del suicidio!"

"Ma perché?"

"Ma come?"

"Ohibò! Qual fero evento odo mai?" (Questo era un professore di Lettere).

"Non ne posso più!" ripeté la bella e sconvolta ragazza. "Sarò bocciata! Dovrò ripetere l’anno! Un’altra volta il primo anno di fidanzamento! Ha detto che me lo farà ripetere anche venti volte, se non mi decido a studiare come si deve! Ho preso tutte insufficienze! Conversazione amorosa: insufficiente! Educazione baciatoria: insufficiente! Storia del nostro amore: insufficiente! Geografia epidermica: insufficiente! Matematica del contro-corteggiamento: insufficiente! Non faccio che prendere delle note, mi costringe a restare con lui anche oltre l’orario degli appuntamenti, mi obbliga a scrivere centocinquanta volte Sono una fidanzata demotivata! E ora vuole persino che tenga una rubrica delle sue parole d’amore, in ordine alfabetico, con un commento mio di almeno dieci righe per ognuna di esse!"

"È spaventoso!"

"È orribile!"

"Affé mia, ciò è abominevole!" (Sempre il professore di Lettere).

"Aiutatemi, ve ne prego!" implorò la sfortunata fanciulla.

"Ma perché non lo lasci?" urlarono tutti in coro. "Così tornerà a tormentare noi! A noi piaceva!"

"Non posso! Ci ho provato, credetemi, ma ho dovuto rinunciare! Mi ha detto che Scienze dell’abbandono è una materia che si studia solo al quinto anno di fidanzamento per l’esame di Maturità matrimoniale! Che devo fare? Sono disperata!"

Tacquero tutti, sbalorditi e perplessi. E l’improvviso silenzio permise loro di udire le urla belluine provenienti dalla piazza del paese: che cosa stava accadendo?

Come un sol uomo, o, se lo trovate politicamente più corretto, come una sola donna, si precipitarono fuori dalla scuola e si riversarono in piazza: dove trovarono riunita, e ridotta in uno stato di spaventosa agitazione, l’intera popolazione di Modèrnoli. Alla quale, dall’alto di una cattedra improvvisata fatta di cassette da fruttivendolo, l’immarcescibile Professorik stava rivolgendo l’ultima parte di un’ispirata allocuzione:

"...E io vi garantisco, miei cari discepoli, che se voi mi eleggerete Sindaco, saranno finiti i tempi bui della vostra ignoranza! Niente più tasse, ma interrogazioni! Niente più lavori pubblici, ma lavori di gruppo! Niente più feste paesane, ma recite scolastiche! Niente più licenze, ma schede quadrimestrali! E un grande, immenso, colossale Cineforum giornaliero: 365 film all’anno, da vedere tutti insieme, anche i vecchi, anche le donne e i bambini!, per ognuno dei quali voi ed io allestiremo una mostra perpetua di relazioni e disegni, commenti e discussioni, interviste e ipertesti! Una mostra che si espanderà sulle nostre colline, varcherà i confini del nostro Comune e un giorno raggiungerà la riva del mare!"

Applaudirono, i suoi compagni e gli insegnanti: Professorik era tornato sé stesso! Ma non applaudì il resto della popolazione...

Il povero ragazzo fu trascinato giù dalla cattedra da cento, da mille mani! Fu portato via! Fu chiuso a chiave in camera sua! E poi...

Ma questo lo saprete nel prossimo capitolo (se ci arriverete)!

 

Capitolo Terzo

Dove si mostra con dovizia di esempi e di argomenti come e qualmente neppure il Manicomio

potesse avere la meglio sull’orgogliosa e indomita tempra del nostro eroe

 

Professorik non ebbe nemmeno il tempo di raccapezzarsi: dopo pochi minuti arrivarono due individui nerboruti e maneschi, lo obbligarono a indossare un curioso indumento bianco che gli impediva di muovere le braccia, lo sollevarono di peso e lo trasferirono dentro uno strano veicolo molto simile a un’ambulanza, che subito dopo partì come un razzo a sirene spiegate...

Povero ragazzo! Nemmeno i suoi genitori poterono intercedere per lui, perché erano troppo occupati a scrivere e imparare a memoria la relazione sui suoi primi tredici anni di vita che egli aveva assegnato loro qualche tempo prima...

In men che non si dica, Professorik si ritrovò in un luogo piuttosto curioso, dove certi stranissimi individui vagavano per tutto il giorno e per tutta la notte dando la testa nel muro, affermando di essere Napoleone, gridando, piangendo senza alcun motivo visibile e compiendo svariate altre imprese dello stesso genere, mentre altri individui li inseguivano impugnando bastoni, materassi, pompe e siringhe...

All’inizio, il nostro piccolo eroe fu lasciato in pace, perché giudicato un paziente molto tranquillo. Ma ben presto egli si riprese e ricominciò a fare l’unica cosa che sapeva fare bene: l’insegnante.

Ogni mattina, di buon ora, con le buone o con le cattive radunava tutti i compagni di sventura e "faceva lezione"... Le materie di studio erano però del tutto nuove: Linguaggio schizofrenico, Storia della Follia, Educazione al Contorcimento, Educazione all’ululato, Aritmetica maniacale, ecc. Nel pomeriggio, invece, si recava dal Direttore, un buon uomo fin troppo tollerante e gentile, che i ricoverati chiamavano chissà perché Sindaco, e lo assillava proponendogli le più varie iniziative: la costruzione di una palestra manicomiale, l’organizzazione di una Festa del Matto a cui invitare i genitori dei pazienti, una rassegna di 816 documentari psichiatrici, un ciclo di conferenze di un ricoverato che credeva di essere Sigmund Freud, ecc.

Il Direttore, dopo alcuni giorni di quel tormento, stava per perdere la pazienza: già meditava di rinchiudere Professorik in isolamento e... chissà come sarebbe andata a finire, se un mattino un infermiere non gli avesse recato la ferale notizia: Professorik era gravemente ammalato, i medici gli davano poche ore di vita!

Era stato colpito da una tremenda malattia, la Censurite Invidea, contratta probabilmente già a Modèrnoli il giorno in cui, si venne a sapere, aveva scoperto che un suo compagno di classe stava scrivendo un libro satirico su di lui.

"La Censurite Invidea!, esclamò il Direttore, È terribile! È un morbo che non perdona! Chiamate il prete!"

Poco dopo, un paziente che credeva di essere Padre Pio era al capezzale dell’illustre infermo:

"Dimmi tutto, figliolo!, lo apostrofò, Ti sentirai molto meglio e avrai la certezza di poter montare in cattedra in Paradiso!"

"Oh, padre, sapesse!, sussurrò l’agonizzante Professorik, Ho molto peccato!"

"Che cosa hai fatto, figliolo? Dimmi: che cosa hai fatto?"

"I sensi di colpa mi tormentano, padre! Pensi: il giorno del mio terzo compleanno, ho promosso i miei genitori al quarto anno benché non avessero imparato a memoria il manuale di Marcello Bernardi! Il 14 febbraio dello scorso anno, non ho scritto una nota sul diario della mia fidanzata, Rebecca, benché si fosse dimenticata di far firmare ai genitori il giudizio d’insufficienza che avevo apposto sul suo biglietto di San Valentino! E l’altro ieri non sono riuscito a restare sveglio mentre rivedevo per l’ottantesima volta Nirvana!"

"Ma è spaventoso, figlio mio! Però, se sei sinceramente pentito..."

"Lo sono, padre, lo sono!"

"E allora, figliolo, ego te absolvo in nomine Patris et Filii et Spiritus Sancti! Vai con Dio e salutamelo tanto!"

"Grazie, pad..."

"DiGli che quel prosciutto che mi ha chiesto l’altra volta Gliel’ho già messo da pa..."

"Aaaaaaaah!"

"Figliolo! Figliolo! Niente da fare! È morto!"

Proprio così! Il nostro eroe, il piccolo caro Professorik, all’età di soli 13 anni e mezzo, aveva lasciato questa valle di lacrime.

Il funerale fu celebrato in forma strettamente privata: in pratica, c’era solo il defunto. Pertanto, non ci furono sorprese.

Più movimentata fu la lettura del testamento: l’intera popolazione di Modèrnoli, infatti, si accalcò nell’ufficio del notaio per ascoltarla, perché si era sparsa la voce che il documento contenesse importanti lasciti per numerosi Modernolani... Quale non fu il disappunto di costoro, perciò, quando si scoprì che il buon Professorik, per non smentirsi neppure nell’Oltretomba, aveva lasciato ai Posteri solo compiti da svolgere! E scritti, per di più!

La rabbia degli eredi fu spaventosa: alcuni, più esagitati degli altri, proposero addirittura di disseppellire la salma, darle fuoco e spargere le ceneri così ottenute nei secchielli anti-incendio della scuola:

"Così sarà davvero utile alla scuola, almeno da morto!" gridavano quegli scalmanati.

Chissà che cosa sarebbe successo, se ad un tratto la porta dello studio notarile non fosse stata spalancata con violenza e sulla soglia non fosse apparsa una strana figura: un individuo ricoperto da capo a piedi da una calzamaglia nera e i cui lineamenti certamente espressivi erano nascosti da una maschera da Pippo!

"Chi sei? Che fai? Cosa vuoi?" gridarono all’unisono mille e una voce.

"Tremate, marrani!, urlò terribilmente il misterioso individuo, Credete che sia finita così? Vi sbagliate! Dovrete fare i conti col Vendicatore di Professorik! Cioè con me! Che prendo il suo nome - mi chiamerò Professorik-Due-La-Vendetta - e continuerò la sua opera! Tanto per cominciare, per domani mattina voglio le vostre relazioni sulla lettura del testamento di Professorik! Chi non la porterà, sarà sospeso dalla cittadinanza!"

Come andrà a finire? Lo saprete se avrete il fegato di leggere il prossimo capitolo.

 

Capitolo Quarto

Nel quale, abusando della credulità dei lettori, si narra di come Professorik-Due (La Vendetta)

riuscì a risolvere un misteriosissimo mistero e ad assicurare alla Giustizia l’assassino del proprio predecessore

 

Imbacuccato nella sua calzamaglia nera, mascherato da Pippo e di pessimo umore, Professorik-Due (La Vendetta), che in pochi giorni era diventato il padrone incontrastato di Modèrnoli, era intento a tradurre in serbo-croato, in basco, in gaelico, in ugro-finnico e in yiddish il verso di Leopardi che tanto amava, Sollazzo e riso, della novella età dolce famiglia, e che costituiva il 98% del suo bagaglio culturale... Ma non ci riusciva perché non conosceva una parola di quelle lingue, e proprio per questo era di pessimo umore!

Era una notte buia e tempestosa: pioveva, grandinava, nevicava e di tanto in tanto fioccava perfino un po’ di manna, dal cielo perennemente nuvoloso di Modèrnoli. Alla fioca luce di un fotogramma di Nirvana tenuto in fermo-immagine, sistema di illuminazione che Professorik-Due (La Vendetta) preferiva a tutti gli altri, il formidabile individuo rifletteva profondamente. Su che cosa? Diamine, se avrete un po’ di pazienza, ve lo spiegheremo!

Dovete sapere che col passare dei giorni egli si era convinto che la morte di Professorik non fosse stata naturale... In altre parole, che qualcuno lo avesse assassinato!

Ma chi? E come? E perché?

Professorik-Due (La Vendetta) era un uomo dalle decisioni immediate, pronte e assolute... purché potesse disporre di almeno una settimana di tempo per prepararle! Ma proprio una settimana era trascorsa dal giorno infausto della dipartita di Professorik! Perciò, a un tratto, il misterioso personaggio si alzò e come un sol uomo si precipitò fuori dalla Scuola Media di Modèrnoli (che era ormai diventata la sua abitazione) diretto al Manicomio: perché solo lì, se davvero di omicidio si era trattato, poteva aver ordito il proprio disumano progetto e poi averlo portato a compimento il malvagio colpevole dello stesso!

Con quel tempaccio, l’eroe si bagnò come uno straccio per i pavimenti maneggiato da una casalinga psicotica con la mania della pulizia; inciampò più volte nelle orecchie della sua maschera da Pippo, cadde bocconi nel fango e si rialzò; dovette sopportare gli insulti da scaricatori di porto del personale del Manicomio svegliato nel cuore della notte; ma alle tre in punto, nella cappella dell’ospedale illuminata da poche candele maleodoranti, erano schierati dinanzi a lui tutti i medici, i due infermieri e naturalmente il Direttore!

Non i pazienti, però, perché il sagace Professorik-Due (La Vendetta) era persuaso che essi avessero letteralmente adorato il loro compagno di sventure, per le sofferenze che infliggeva ai suoi colleghi... No, non tra i pazienti, ma proprio tra i livorosi colleghi di Professorik bisognava cercare il suo assassino!

"Signori," esordì Professorik-Due (La Vendetta), "vi ho qui riuniti perché sono ormai certo che l’infelice Professorik sia stato ucciso... E perché..."

"Ma lei allora non è meno pazzo di lui!" lo interruppe il Direttore (quello stesso Direttore che, come i nostri affezionati lettori rammenteranno, Professorik chiamava Sindaco). "Nessuno di noi lo amava così tanto da voler liberarlo dalla tremenda compagnia di se stesso!"

"Eppure le cose sono andate proprio così!" ribatté Professorik-Due (La Vendetta) senza scomporsi. "Ho parlato con il massimo esperto mondiale di Censurite invidea, il professor Sigismondo Gioia dell’Università di Berchtesgaden, e mi ha garantito che tale malattia è mortale solo in un caso: quando il virus venga assunto in dosi massicce per via orale o endovenosa! Pertanto, o l’infelice ragazzo si è suicidato (cosa che non aveva alcun motivo di fare perché, nonostante la sua vasta e multiforme intelligenza, conosceva poco se stesso) oppure qualcuno l’ha ucciso!"

Difficile, descrivere lo scompiglio che questa dichiarazione suscitò! Urla, insulti, risate, tremiti nervosi! E ci fu chi, come il prof. Tenebrario Ambulone, addirittura se la fece sotto! Ma Professorik-Due (La Vendetta) non se ne dette per inteso e proseguì imperterrito:

"A mio giudizio, tutti voi avevate almeno un movente per uccidere quello sventurato ragazzo, che tanto bene avrebbe fatto ai suoi futuri alunni se fosse riuscito a diventare grande e insegnante... Lei, per esempio, signor Sinda... ehm! Volevo dire: lei, signor Direttore, potrebbe averlo avvelenato perché non sopportava più le sue continue richieste di trasformare in una palestra per l’Educazione Fisica lo stanzino delle scope del Manicomio, e in un Cineforum il balcone del suo studio!"

"Assurdo!" bofonchiò il Direttore senza perdere la calma.

"Lei, professor Tenebrario Ambulone, perché non ne poteva più di dipingere pannelli e insegne che ribat-tezzassero, che so io?, la sala per gli elettrochoc Aula di informatica o la cella con le pareti imbottite Aula Salvatores!"

"No, non è vero!" gridò Ambulone disperato, "sono innocente!", e un odore disgustoso raggiunse per la seconda volta le sensibili narici degli astanti.

"Lei, professoressa Antrace, e lei, professoressa Cipressani, magari in combutta fra voi, perché non sopportavate più le profferte amorose che il misero Professorik vi rivolgeva nel tentativo di fuoruscire dalla propria drammatica solitudine! E soprattutto perché vi chiamava Giusi e Terry, diminutivi che egli coniava con ingenua e infantile tenerezza, ma che a voi, femmine spietate e impietose, ricordavano irresistibilmente e rabbiosamente i nomignoli che si affibbiano di solito ai cagnolini troppo amati o ai figlioletti più odiati!"

"È un’infamia!" esclamò l’Antrace.

"È una vergogna!" rincarò la Cipressani, "e voi, maschi vigliacchi, perché lasciate che le vostre indifese e gentili colleghe siano insultate così?! Fate qualcosa, in nome di Virginia Woolf!"

Ma nessuno si mosse. Forse perché nessuno aveva mai sentito nominare Virginia Woolf...

"O lei, professor Cappuccio, perché era stanco di rifocillare gratis l’affamato Professorik con gli avanzi della sua cucina! Di dover abbeverarlo con i fondi dei suoi bicchierini da liquore! Di dover consolarlo nell’afflizione per i continui smacchi che il poverino subiva e sopportarlo nell’euforia per i rari successi che strappava al proprio infelice destino! Sì, professor Cappuccio, proprio lei, dico, che all’inizio aveva avvicinato Professorik spinto da un umano sentimento di compassione, ma che ben presto aveva cominciato a sentirsi soffocare da quello che era ormai divenuto l’incubo di tutte le sue notti: l’angoscia, intendo, che Professorik fosse sul punto di chiederle di trasferirsi in casa sua, dormire nel suo letto e usare il suo spazzolino da denti!"

Al termine di questa straordinaria tirata del prode Professorik-Due (La Vendetta), tutti poterono vedere il professor Cappuccio dapprima diventare rosso come la bandiera che teneva nascosta sotto il cuscino, poi verde come gli accadeva quando guardava il Telegiornale, e infine bianco come il fondo delle sue tasche ogni volta che aveva dovuto ricevere a cena Professorik:

"Ebbene sì! Sì! Sììì!!!" gridò poi, rovesciando sui suoi colleghi un Niagara di saliva attraverso le labbra contorte e schiumanti di rabbia, "sono stato io! E ne ho goduto! E lo rifarei mille volte! Quel maledetto Professorik! Mi aveva reso la vita impossibile! Passi per le cene! Ma quel dannato entrava continuamente nel mio studio mentre ero impegnato nelle mie psicoterapie di gruppo e si sostituiva a me, mi rubava gli alu... ehm! Volevo dire: mi rubava i pazienti! Aveva visto 322 volte quell’orrendo film, Qualcuno volò sul nido del cuculo, e pretendeva che organizzassimo insieme, per i malati di mente, le più assurde iniziative: gite in pedalò contro la schizofrenia, partite a bridge contro la paranoia, seminari di astrologia contro la depressione, letture collettive di Tolkien, Hesse e San Prosdocimo Confessore contro la follia mistica! Non ne potevo più! Non sapevo come liberarmi di lui! Alla fine ho tentato di staccarmelo di dosso prendendolo in giro, ma lui non capiva neanche una delle mie battute e anzi si schermiva, mi diceva che gli facevo troppi complimenti! E allora l’ho ucciso, l’ho ucciso, l’ho ucciso!"

E, dopo aver pronunciato questa triplice confessione con voce via via più stridula, il professor Cappuccio s’accasciò svenuto fra le deboli braccia del collega Ambulone, che lo lasciò cadere e contemporaneamente se la fece sotto per la terza volta.

Ma anche tutti gli altri, pur senza arrivare a prodursi in simili prodezze escretorie, erano letteralmente sconvolti. Tanto che un silenzio assoluto, paragonabile soltanto a quello che si stabilisce nel corso di un Consiglio di Classe quando qualche insegnante sta cercando di ricordarsi il nome di almeno uno dei suoi alunni, cadde su quella inconsueta assemblea notturna e durò per alcuni minuti.

Ma Professorik-Due (La Vendetta), che non si era lasciato spaventare dalle urla, non si fece intimidire neanche dal silenzio:

"Mi complimento con lei, professor Cappuccio!" ghignò, "davvero un grande attore! Peccato solo che un solerte informatore mi abbia comunicato che lei, all’ora del delitto, non era in Manicomio..."

"Ma come?! Ma allora... Ma dunque..." si udì sussurrare da varie direzioni.

"Proprio così!" affermò trionfante il geniale Professorik-Due (La Vendetta), "lei, professor Cappuccio, all’ora del delitto stava accompagnando in aeroplano suo figlio dal tabaccaio all’angolo, a comprare le sigarette! Perciò non può aver assassinato Professorik! Lei sta tentando di coprire il vero colpevole! Perché, eh? Perché?"

Affranto, il povero professor Cappuccio, che era rinvenuto non appena Professorik-Due (La Vendetta) aveva ripreso a parlare, crollò il capo ed ammise:

"Hai ragione, maledetto! Sto tentando di proteggerlo, sì, ma per un motivo più che valido! Quell’individuo abominevole (abominevole non perché ha ammazzato Professorik, con il che ha fatto un favore all’Umanità tutta, ma per quello che sta facendo a me) mi ha ricattato! Ha detto che, se non mi fossi addossato il merito dell’omicidio, lui si sarebbe sostituito a Professorik e mi avrebbe fatto le stesse cose che mi faceva lui! Solo che quel criminale le avrebbe fatte meglio! Proprio così mi ha sibilato nell’orecchio buono: Io sarò un Professorik molto più insopportabile dell’originale, ha detto, perché IO sono l’originale! Quello là era solo una copia! Si sforzava, poverino, di scimmiottarmi! Tentava, il misero, sollevandosi sulle punte dei piedi, di ergersi fino all’altezza del mio taschino! Ma non poteva! E io l’ho ucciso, perché solo io sono l’unico, il vero, genuino, autentico, sincero, spumeggiante Professorik! E tu, Cappuccio, bada bene: se non ti autodenuncerai, hai finito di campare! Così mi ha detto, il mostro! Lui, proprio lui! Quello là!"

Stava indicando il bieco professor Sciàcquala, che, livido di rabbia, cercò allora di fuggire; ma Professorik-Due (La Vendetta), che se l’aspettava dalla sera prima, lo paralizzò con un semplicissimo espediente: togliendosi la maschera di Pippo e mostrandogli i suoi veri, orribili lineamenti. Che, tra il terrore e lo stupore di tutti i presenti, si rivelarono esser quelli di un sosia assolutamente perfetto, identico fin nei minimi particolari, ma dell’età di circa quarantacinque anni, del compianto Professorik!

"Non vi stupite troppo, signori!" esclamò Professorik-Due (La Vendetta). "Non sono un fantasma! Sono, più semplicemente, il fratello gemello del povero Professorik!"

"Ma Professorik era un ragazzo," obiettò il professor Cappuccio, "e lei, invece..."

"Eppure le cose stanno proprio come vi ho detto! Non sapete, forse, che i gemelli non nascono mai insieme, ma sempre uno dopo l’altro? Nostra madre, dopo la nascita di mio fratello, ha dovuto trascorrere trentaquattro anni in sala-parto, ecco tutto!"

E non è finita! Ma, se volete conoscere il resto, dovrete leggere un altro capitolo!

 

Capitolo Quinto

Nel quale finalmente si dà conto e si forniscono le prove

della stratosferica genialità pedagogico-didattica del nostro eroe, Professorik, e del suo alter ego, Professorik-Due (La Vendetta)

 

Professorik-Due (La Vendetta) era disgustato, non ne poteva più!

Ma che cosa ci restava a fare, in quel buco di Modèrnoli? In un posto così, il suo genio era misconosciuto e sprecato!

Basti dire che i Modernolani erano stati capaci di far morire di crepacuore (e d’invidia) l’unico grand’uomo che avesse calpestato gli sconnessi selciati del loro natìo borgo selvaggio dai tempi di Gian Burrasca: il povero Professorik!

No, Professorik-Due (La Vendetta) doveva andarsene da lì, o avrebbe fatto la stessa fine!

Già, ma andarsene dove? Chi, nel vasto mondo, poteva desiderare di dar lavoro, vitto e alloggio a un professore di Scuola Media mascherato da Pippo? Il quale, per di più, si faceva chiamare Professorik-Due (La Vendetta)? Chi sarebbe stato così perspicace da intuire, sotto quel nome e quel travestimento grotteschi, la presenza di uno straordinario genio della didattica?

Sembrava un’impresa disperata, ma Professorik-Due (La Vendetta) aveva un’arma segreta... Qualcosa che avrebbe fatto sì che qualsiasi nazione del mondo sarebbe stata disposta perfino a una guerra, pur di poter assicurarsi un genio come lui!

Perché dovete sapere che Professorik-Due (La Vendetta), zitto zitto, aveva trovato una cura per la malattia del secolo! Per il morbo che non perdona!

Ma no, che cosa avete capito? Non per il raffreddore!

Come? Per il cancro? Acqua! Per l’AIDS? Acqua, acqua!! Per il ginocchio della lavandaia? Acqua, acqua, acqua!!!

Professorik-Due (La Vendetta), che ci crediate o no, aveva trovato già da vent’anni una cura per l’Asinite scolastica, la spaventosa malattia che trasforma i bambini più intelligenti e volenterosi, non appena mettono piede in un edificio scolastico, in orribili zombie incapaci di interessarsi o impegnarsi in alcunché!

Molti avevano tentato di curarla, ma nessuno c’era mai riuscito! Si sapeva soltanto che l’inafferrabile virus dell’Asinite non poteva vivere che negli edifici scolastici, perché nessuno aveva mai contratto il morbo altrove; che la malattia colpiva il 99,99% degli alunni, ma chi ne era affetto non poteva trasmetterla ad altri; che circa un bambino su mille era ad essa naturalmente immune; e che una percentuale di ammalati compresa tra il 5 e il 10% guariva spontaneamente fra i 30 e gli 85 anni. Per tutti gli altri, l’orrendo destino era quello di trascorrere la vita intera in una condizione sub-umana, e nei casi più disperati diventare perfino degli insegnanti!

L’unica "cura" per l’Asinite, praticata ormai da anni nelle scuole di tutto il mondo, era in realtà un orribile tormento che quasi sempre falliva lo scopo: la cosiddetta premioterapia, consistente nel sottoporre i poveri ragazzi ammalati a una massiccia somministrazione di ricompense sempre più dolorose (Non hai studiato niente? Poverino, ma sei pur sempre una creatura di Dio! Ti do "buono"! Non stai mai attento e non te ne importa nulla delle lezioni? Poverino, è colpa mia che non so interessarti! Ti do "distinto"! Sguazzi nella tua ignoranza come un maialino nella mota ed è facile prevedere che da grande farai piangere parecchia gente? Bravo! Ti promuovo! Ecc, ecc.), che nel volgere di pochi mesi riducevano i malcapitati a delle povere larve umane. Inoltre, come se questo orrore già non bastasse, gli insegnanti erano ormai diventati quasi tutti mostruosamente cinici, e così indifferenti alle sofferenze che infliggevano, che erano capaci di somministrare la premioterapia con benevoli sorrisi e pacche sulle spalle, sentendosi buoni come santi e vivendo in perpetua e ributtante serenità...

Ma Professorik-Due (La Vendetta) no! Perché lui era un genio!

Da anni, ormai, benché incompreso e osteggiato dalla pedagogia ufficiale, Professorik-Due (La Vendetta) curava l’Asinite con successo! I suoi pazienti guarivano! E senza dover sopportare le terribili sofferenze della premioterapia!

Era il momento di uscire allo scoperto! Di farsi riconoscere dal mondo intero per quel genio che era! Di andarsene a insegnare all’estero! E di ricevere finalmente il premio Nobel per la didattica, che sarebbe stato istituito in suo onore!

Detto fatto! Professorik-Due (La Vendetta) battezzò la propria cura, chissà perché, Multiterapia Di Brutta, e spedì a tutti i quotidiani la seguente missiva:

"Caro Direttore,

l’alunno affetto da Asinite può guarire solo con una cura a base di somatobastonatina (novanta bastonate al giorno, trenta dopo ogni pasto) e di un altro farmaco che devo mantenere segreto, ma che rivelerò al mondo intero dopo che il mio genio sarà stato finalmente riconosciuto! In cambio, voglio: un elicottero per fuggire in Gran Cuccagna, dove chiederò asilo scolastico; sei miliardi di sterline in biglietti dei Monòpoli non segnati; il premio Nobel; e una fotografia con dedica di Salvatores!"

Lo scalpore fu immenso!

Da tutta Italia, ex-alunni di Professorik-Due (La Vendetta) scrissero ai giornali dichiarando che la premioterapia praticata dalla pedagogia ufficiale era peggiore dell’Asinite, perché li aveva quasi fatti diventare non solo dei somari, ma dei somari maligni e pericolosi, mentre la multiterapia Di Brutta li aveva restituiti alla razza umana; e, a riprova delle loro affermazioni, invitarono gli insegnanti scettici a venire a sottoporli a un esame completo, scritto e orale...

Dal canto loro, gli avversari di Professorik-Due (La Vendetta) lo accusarono di essere uno squallido ciarlatano, e insinuarono che il suo famoso metodo, in realtà, consistesse solo in una lunga serie di costose lezioni private, con le quali si era arricchito a spese degli alunni...

Poi accadde che in Puglia, con una sentenza rivoluzionaria, un giudice ordinò a tutte le scuole e agli insegnanti d’Italia di abbandonare qualsiasi altro sistema pedagogico e didattico e di praticare soltanto la multiterapia Di Brutta... Folle immense di scolari e di genitori si riversarono nelle piazze di tutte le città e cittadine d’Italia chiedendo somatobastonatina gratis, a domicilio... Vennero fondati in pochi giorni trentadue nuovi partiti politici, dodici dei quali da Di Pietro... Il Papa, parlando ai fedeli raccolti in piazza San Pietro, rivelò all’Urbe e all’Orbe che dal 1980 prendeva lezioni d’Italiano da Professorik-Due (La Vendetta)... Insomma: un pandemonio! Un quarantotto! La fine del mondo!

Cosicché, un bel giorno, il Ministro della Pubblica Istruzione fu costretto a ricevere Professorik-Due (La Vendetta) e a dichiarare pubblicamente che il suo metodo sarebbe stato sperimentato in cinquecento scuole-campione; che, se ne fosse stata scientificamente dimostrata la validità, sarebbe stato reso obbligatorio nelle scuole di ogni ordine e grado per tutti i secoli dei secoli; e che d’ora in poi si sarebbe dovuta studiare la Storia non del Novecento, ma solo di due giorni precisi del Novecento: quelli di nascita del Ministro e di Professorik-Due (La Vendetta)...

La sperimentazione, condotta in gran segreto nelle famose cinquecento scuole-campione protette giorno e notte da nugoli di agenti speciali, dimostrò che il metodo di Professorik-Due (La Vendetta) funzionava, e come! Perfino gli handicappati mentali gravi uscivano dalle sue lezioni trasformati in professori! Gli alunni normali, dopo poche settimane, raggiungevano un livello intellettuale talmente elevato, che si annoiavano se non potevano chiacchierare un po’ ogni giorno con almeno due premi Nobel di fama mondiale! E i ragazzi super-dotati, dopo un solo incontro con Professorik-Due (La Vendetta), erano costretti a richiedere la protezione dell’Esercito, perché emissari alieni giunti da altre Galassie tentavano di rapirli per assicurarsi i loro cervelli ultra-potenti!

Professorik-Due (La Vendetta) ottenne tutto ciò che voleva più un bacio del Ministro. E Il Regno di Gran Cuccagna, per bocca del suo Premier, Tony Bleah, fece sapere che era pronto ad accoglierlo in qualsiasi momento, in una Università di sua scelta, per uno stipendio di cento milioni alla settimana!

Ma, quando tutto era ormai pronto per la partenza dell’illustre scienziato, ecco che scoppia la bomba! Il suo metodo viene dichiarato dalle Autorità italiane Patrimonio Nazionale, e dal Ministero fanno sapere che Professorik-Due (La Vendetta) non potrà lasciare il Paese finché non avrà rivelato la seconda componente della sua prodigiosa terapia, da lui tenuta ancora segreta e mai rivelata neppure durante la sperimentazione: e cioè il misterioso farmaco che deve essere unito alla somatobastonatina perché il metodo possa dare i suoi prodigiosi effetti...

I giornalisti assediano la casa di Professorik-Due (La Vendetta) a Modèrnoli; le televisioni di tutto il mondo inviano le loro troupe; migliaia di curiosi bivaccano giorno e notte nelle anguste viuzze del paesello... E alla fine Professorik-Due (La Vendetta) deve cedere: un bel mattino, alle prime luci dell’alba, compare sulla soglia di casa con una logora valigia e una striminzita giacchetta sulle spalle e si dichiara pronto, pur di poter partire per la Gran Cuccagna, a rivelare il grande segreto!

Il silenzio si fa drammatico. I microfoni si protendono tremanti. Le lucine rosse delle telecamere lampeggiano eccitate. Le orecchie dei curiosi arrossiscono per l’agitazione. Il professor Tenebrario Ambulone se la fa addosso. E Professorik-Due (La Vendetta) parla!

"La somatobastonatina, dice, da sola non serve a nulla: procura un po’ di lividi all’alunno e qualche denuncia per lesioni gravi all’insegnante, ma non cura... No, signori, no! La vera essenza del mio metodo, la panacea, la pietra filosofale tanto a lungo cercata e mai trovata è..."

La suspence raggiunge il culmine, sei giornalisti, un cameramen e ventotto curiosi sono colti da attacchi cardiaci...

"È... È... È... È l’URLO, signori miei! L’urlo, ecco che cosa! E non un urlo qualsiasi, ma un urlaccio spaventoso e brutale e improvviso e spietato come il balzo di un alligatore che in Canadà emerge dall’acqua all’improvviso e afferra con la proboscide un povero agnellino del Rio delle Amazzoni! Un urlaccio di una parola sola, ‘ALLORA!?’, in cui deve però concentrarsi tutta la gelida ferocia dell’educatore frustrato fusa con il tremendo volume di voce di una vecchia ambulante che da una vita va tutte le mattine all’alba al mercato del pesce senza mai riuscire a vendere nulla! Non tutti possono farcela! Bisogna studiare anni, per poter urlare così! È l’esperienza, è la sua storia, sono le qualità umane a fare il vero Insegnante! E ora lasciatemi andare! I miei colleghi di tutto il mondo, se vorranno imparare a gridare come me, dovranno venire a supplicarmi in ginocchio!"

E così Professorik-Due (La Vendetta) poté andarsene, valicò su un agile vascello l’oscuro abisso del mare e trovò un rifugio, si nascose nelle fitte brume di quel remoto regno settentrionale che risponderebbe, se un regno potesse emettere dei suoni, al magico nome di Gran Cuccagna...

E non ci mandò neanche uno straccio di cartolina, l’ingrato, dopo che il suo urlo s’era fatto le ossa con i nostri timpani!

 

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