Don Chisciotte

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Libera Scuola di Umanità diretta da Luigi Scialanca

 

I Perché No

Compagnia Teatrale Anticolana diretta da Anna D’Incalci

 

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Gente che va, gente che viene... I Perché No sono anche questo. Ogni tanto una defezione, ogni tanto unacquisizione.

Del resto, sono una compagnia aperta. Ecco gli attori, in ordine alfabetico: Laura Amicone, Stefania Amicone, Eclario Barone, Igor Calderari, Mirko Calderari, Ivano Ciucci, Nando Espositi, Cinzia Grifoni, Alessandro Panatteri, Anna Pietrosanti, Cristina Pompei, Agnese Roberti, Marta Roberti, Piero Splendori, Anna Rita Tola, Gabriella Toppi, Alessandro Viti. Non li conosci? Be’, in effetti non hanno mai calcato le scene dell’Eliseo o dell’Argentina. Ma sono persone di cultura, e dotate di un talento istintivo e prezioso...

Le Immagini degli Spettacoli

Ventaglio Veneziano

Dulcinea - i bozzetti

Dulcinea - le foto

Pigmalione Uno - al trucco

Pigmalione Uno - le foto

"Inseguendo Dulcinea", di Anna D'Incalci

I Testi di Anna D’Incalci

(brani scelti)

Amor che a nullo amato

Inseguendo Dulcinea

Gaité Parisienne

Pigmalione Uno

 

Nell’estate del 1998, i Perché No hanno portato in scena una drammatizzazione de LAlbereto Perduto, di Rafael Alberti; nel 1999, un percorso pirandelliano intitolato, ovviamente, Pirandelliana; nel 2000, Amor che a nullo amato, scanzonata dissacrazione degli amori resi immortali dalla letteratura; nel 2001, Ventaglio veneziano, un percorso nell’elegante Venezia del ‘700 attraverso Goldoni, Casanova, Vivaldi e Gozzi; nel 2002, Inseguendo Dulcinea, con Don Chisciotte e Sancio Panza alla ricerca della donna che non c’è nella Spagna musicale e letteraria; nel 2003, Gaité Parisienne, un vivacissimo intreccio di dialoghi, musica e canto nei luoghi e tra i personaggi della Parigi di fine ‘800; nel 2006, Pigmalione Uno, scanzonato resoconto di una riunione degli dei dell’Olimpo preoccupati per i tempi che corrono e per la follia di Pigmalione, innamorato di una statua.

 

Ventaglio Veneziano (2001)

 

Eclario Barone e Piero Splendori in "Ventaglio veneziano", di Anna D'Incalci.

 

Clicca qui per andare al Ventaglio Veneziano del 2007!

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Inseguendo Dulcinea (2002) - I bozzetti di Anna D’Incalci

 

"Sancio Panza", di Anna D'Incalci.

 

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1. Don Chisciotte della Mancia.

1. Don Chisciotte della Mancia.

2. Ballerina in rosso con nacchere.

2. Ballerina in rosso con nacchere.

3. Il Conte D’Almaviva.

3. Il Conte D’Almaviva.

4. Danzatrice di flamenco in rosso.

4. Danzatrice di flamenco in rosso.

5. Don Chisciotte e Ronzinante.

5. Don Chisciotte e Ronzinante.

6. Don Chisciotte e i Mulini.

6. Don Chisciotte e i Mulini.

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7. Zerlina e Don Giovanni: Là ci darem la mano...

7. Zerlina e Don Giovanni: Là ci darem la mano...

8. Don Giovanni.

8. Don Giovanni.

9. Donna Elvira.

9. Donna Elvira.

10. Ballerina con nacchere.

10. Ballerina con nacchere.

11. Ballerina.

11. Ballerina.

12. Ballerina in giallo.

12. Ballerina in giallo.

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13. Don Chisciotte.

13. Don Chisciotte.

14. Dulcinea.

14. Dulcinea.

15. El Niño.

15. El Niño.

16. Escamillo.

16. Escamillo.

17. Figaro.

17. Figaro.

18. La lettrice.

18. La lettrice.

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19. Masetto.

19. Masetto.

20. La moglie di Sancio.

20. La moglie di Sancio.

21. Sancio.

21. Sancio.

22. Uomo in verde.

22. Uomo in verde.

23. Mi par Sevilla...

23. Mi par Sevilla...

24. Taberna de Pastia.

24. Taberna de Pastia.

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25. Don Chisciotte e Sancio Panza.

25. Don Chisciotte e Sancio Panza.

26. Dulcinea.

26. Dulcinea.

27. Don Chisciotte e Sancio Panza.

27. Don Chisciotte e Sancio Panza.

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Inseguendo Dulcinea (2002) - Le foto dello spettacolo

 

 

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Pigmalione Uno (2006) - al trucco

 

Simona Flammini è Cerere.

1. Stefania Amicone (Diana).

1. Stefania Amicone (Diana).

2. Piero Splendori (Pigmalione).

2. Piero Splendori (Pigmalione).

3. Cinzia Grifoni (Minerva) e Laura Amicone (Venere).

3. Cinzia Grifoni (Minerva) e Laura Amicone (Venere).

4. Stefania Amicone (Diana) e Micaele Cognetti (la turista).

4. Stefania Amicone (Diana) e Micaele Cognetti (la turista).

5. Alessandro Viti (Callistandro) e Stefania Amicone (Diana).

5. Alessandro Viti (Callistandro) e Stefania Amicone (Diana).

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6. Loredana Redivo (Apollo).

6. Loredana Redivo (Apollo).

7. Micaela Cognetti (la turista americana).

7. Micaela Cognetti (la turista americana).

8. Simona Flammini (Cerere).

8. Simona Flammini (Cerere).

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10. Cinzia Grifoni (Minerva).

10. Cinzia Grifoni (Minerva).

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Pigmalione Uno (2006) - le foto dello spettacolo

 

Che delizie!

1. Venere (Laura Amicone): "E io, la dea della bellezza, dove sono? Al secondo posto? No, al terzo, dopo Minerva!"

1. Venere (Laura Amicone): E io, la dea della bellezza, dove sono? Al secondo posto? No, al terzo, dopo Minerva!

2. Giove (Eclario Barone): Io, il re degli dei e degli uomini, so ridutto a famme traspurta’ dint’a carriola!

2. Giove (Eclario Barone): "Io, il re degli dei e degli uomini, so ridutto a famme traspurta’ dint’a carriola!"

3. Ganimede (Ivano Ciucci), Amphitrite (Annarita Tola), Giove, una Sirena (Sara Grifoni) e due Sirenette (Natalia Colantoni e Sofia Putignani).

3. Ganimede (Ivano Ciucci), Amphitrite (Annarita Tola), Giove, una Sirena (Sara Grifoni) e due Sirenette (Natalia Colantoni e Sofia Putignani).

4. Diana (Stefania Amicone): E tu, papà, che sei diventato pelato come un uovo, perché non vai anche tu in uno di quei luoghi magici per farti un trapiantino?

4. Diana (Stefania Amicone): "E tu, papà, che sei diventato pelato come un uovo, perché non vai anche tu in uno di quei luoghi magici per farti un trapiantino?"

5. Apollo (Loredana Redivo): "E già, la lira è sparita, l’euro non lo so suonare e mi è rimasta soltanto la chitarra per rimediare!"

5. Apollo (Loredana Redivo): E già, la lira è sparita, l’euro non lo so suonare e mi è rimasta soltanto la chitarra per rimediare!

6. Venere: Ma come ti sei dimagrita! Che ti è successo? Cerere (Simona Flammini): La fame, la fame: è successo di tutto sulla Terra...

6. Venere: "Ma come ti sei dimagrita! Che ti è successo?" Cerere (Simona Flammini): "La fame, la fame: è successo di tutto sulla Terra..."

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7. Cerere: Coccodè? Fallo te. Arrosto no, e neanche bollita, voglio far la mia vita ed essere felice: non voglio far la gallina, voglio fare l’attrice!

7. Cerere: "Coccodè? Fallo te. Arrosto no, e neanche bollita, voglio far la mia vita ed essere felice: non voglio far la gallina, voglio fare l’attrice!"

8. Apollo: "Quando si dice la vocazione! Non è colpa sua, ma del DNA: Mercurio (Antonio Jacovelli) era ancora nelle fasce quando ha rubato il tridente a Nettuno!"

8. Apollo: Quando si dice la vocazione! Non è colpa sua, ma del DNA: Mercurio (Antonio Jacovelli) era ancora nelle fasce quando ha rubato il tridente a Nettuno!

9. Apollo: Meno male che almeno qualcuno di noi può cenare! È andata pure lei in America?

9. Apollo: "Meno male che almeno qualcuno di noi può cenare! È andata pure lei in America?"

10. Minerva (Cinzia Grifoni): "N’accidente che te spacca, nu furmine ca te secca, na freve maligna ca t’ammazza!"

10. Minerva (Cinzia Grifoni): N’accidente che te spacca, nu furmine ca te secca, na freve maligna ca t’ammazza!

11. Coretto: La bugia, la bugia, del bugiardo è la poesia, se ne dici una al giorno, togli la realtà di torno, se ne dici più di cento, finirai in Parlamento!

11. Coretto: "La bugia, la bugia, del bugiardo è la poesia, se ne dici una al giorno, togli la realtà di torno, se ne dici più di cento, finirai in Parlamento!"

12. Minerva: "Ah, allora non c’è proprio speranza! Siete partiti tutti di testa! È riuscito a corrompervi a distanza!"

12. Minerva: Ah, allora non c’è proprio speranza! Siete partiti tutti di testa! È riuscito a corrompervi a distanza!

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13. Mercurio: "Oh, finalmente qualcuno lo ha capito! La bugia è necessaria, è indispensabile per sopravvivere!"

13. Mercurio: Oh, finalmente qualcuno lo ha capito! La bugia è necessaria, è indispensabile per sopravvivere!

14. Apollo: Ho sognato che ero diventato un cane, un cane nero e macilento che camminava sulla neve alta lungo la Senna...

14. Apollo: "Ho sognato che ero diventato un cane, un cane nero e macilento che camminava sulla neve alta lungo la Senna..."

15. Apollo: "Terzo strato: budino alla panna, crema chantilly, tiramisù..." (Si sente un gran botto.) Giove: "Cerere è svenuta!"

15. Apollo: Terzo strato: budino alla panna, crema chantilly, tiramisù... (Si sente un gran botto.) Giove: Cerere è svenuta!

16. Giove: Quale tiramisù! Tiratela sù! È tanto che non mangia che le descrizioni di Apollo sono state devastanti!

16. Giove: "Quale tiramisù! Tiratela sù! È tanto che non mangia che le descrizioni di Apollo sono state devastanti!"

17. Coretto: "Che delizia i budini, che delizia i babà, che delizia i bignè, che delizia il gateaux, che delizia il montblanc, che delizia i cannoli..."

17. Coretto: Che delizia i budini, che delizia i babà, che delizia i bignè, che delizia il gateaux, che delizia il montblanc, che delizia i cannoli...

18. Minerva: Questo Pigmalione si diverte a fare delle statue... È bravo e le vende anche bene ai turisti. Ha fatto pure un bel po’ di soldi, ma...

18. Minerva: "Questo Pigmalione si diverte a fare delle statue... È bravo e le vende anche bene ai turisti. Ha fatto pure un bel po’ di soldi, ma..."

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19. Accanto a Pigmalione (Piero Splendori) è Callistandro (Alessandro Viti), il suo aiutante.

19. Accanto a Pigmalione (Piero Splendori) è Callistandro (Alessandro Viti), il suo aiutante.

20. Coretto: "’Sto paese si ribella sol se tocchi la scarsella. Se tu vuoi solo scolpire, poi ti tocca un po’ soffrire."

20. Coretto: ’Sto paese si ribella sol se tocchi la scarsella. Se tu vuoi solo scolpire, poi ti tocca un po’ soffrire.

21. Pigmalione: Eppure, datemi un tocco di creta, un pezzo di marmo, di legno, di pietra, d’avorio, e come per divino miracolo, da queste mani sboccia l’opera d’arte...

21. Pigmalione: "Eppure, datemi un tocco di creta, un pezzo di marmo, di legno, di pietra, d’avorio, e come per divino miracolo, da queste mani sboccia l’opera d’arte..."

22. Callistandro: "Faresti morir di fame anche tuo padre! Sei uno sporco, avido, dannato capitalista! Ecco che sei!"

22. Callistandro: Faresti morir di fame anche tuo padre! Sei uno sporco, avido, dannato capitalista! Ecco che sei!

23. La turista (Micaela Cognetti): Prego, prego, io ’mericana di Kansas City, io muore di passione per l’arte, come dice?, ah, classica!

23. La turista (Micaela Cognetti): "Prego, prego, io ’mericana di Kansas City, io muore di passione per l’arte, come dice?, ah, classica!"

24. Giove: "Mo’, vieni a ccà, aggiustati le alucce, prendi il caduceo, mettiti il petaso e parti." Mercurio: "Ma dove devo andare?"

24. Giove: Mo’, vieni a ccà, aggiustati le alucce, prendi il caduceo, mettiti il petaso e parti. Mercurio: Ma dove devo andare?

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25. Giove "approda" a Cipro nella carriola "pilotata" da Ganimede.

25. Giove "approda" a Cipro nella carriola "pilotata" da Ganimede.

26. Diana: Pigmalione? Ehi, Pig! Pigmalione? Ma mi ascolti, per Giove? Sono Diana, vieni da me, sono una dea!

26. Diana: "Pigmalione? Ehi, Pig! Pigmalione? Ma mi ascolti, per Giove? Sono Diana, vieni da me, sono una dea!"

27. Venere: "Come, embè? Sei poco cortese. Non ti fa impressione di avere di fronte a te la dea dell’amore? Non vorresti approfittarne?"

27. Venere: Come, embè? Sei poco cortese. Non ti fa impressione di avere di fronte a te la dea dell’amore? Non vorresti approfittarne?

28. Venere: E sia! Mi hai convinta! Galatea avrà da me il soffio vitale... E poi saranno fatti tuoi!

28. Venere: "E sia! Mi hai convinta! Galatea avrà da me il soffio vitale... E poi saranno fatti tuoi!"

29. Galatea (Sara Grifoni) lentamente si alza, si stiracchia a lungo, guarda tutti e canta...

29. Galatea (Sara Grifoni) lentamente si alza, si stiracchia a lungo, guarda tutti e canta...

30. Galatea: Oh, finalmente, posso sgranchirmi ed ai tuoi baci posso sottrarmi!

30. Galatea: "Oh, finalmente, posso sgranchirmi ed ai tuoi baci posso sottrarmi!"

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30. Ganimede (Ivano Ciucci) e Giove (Eclario Barone).

30. Ganimede (Ivano Ciucci) e Giove (Eclario Barone).

31. I Perché No si congedano dal loro affezionato pubblico...

31. I Perché No si congedano dal loro affezionato pubblico...

32. ...tra applausi scroscianti!

32. ...tra applausi scroscianti!

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Amor che a nullo amato (2000)

Metella e Priscilla sono sedute al tavolo di un thermopolium con davanti due bicchieri di Coca Cola.

Metella

Guarda! Lupus in fabula! O meglio, Lupa in fabula! La vedi quella tipa che vien verso di noi con l’uccellino in gabbia? È sempre originale la femmina fatale! È proprio Lesbia! Te la presenterò. (A Lesbia, che si è avvicinata) Si vuole accomodare? Prende un caffè con noi?

Lesbia

Grazie, molto gentile; ma cercavo Catullo. È passato di qua?

Priscilla

Qualche minuto fa, con la faccia del folle e con l’aria invasata: diceva una poesia. È un gran bel giovanotto, ma perché si è ridotto in quello stato? Cosa gli è capitato?

Lesbia

Certo è fuori di testa e vi dirò perché. Arrivò tempo fa dalla natia Verona per frequentar la facoltà di Lettere qui nella capitale. Un figlio di papà, sbarbatello e inesperto provinciale, ma assai ricco d’ingegno e anche di sesterzi. Ha una villa a Sirmione! Invece di godersela, cominciò a frequentare i circoli alla moda della Roma galante, sia quello di Pollione che quello di Scipione che bazzicavo anch’io. Di me si innamorò proprio all’istante. Del resto ero una donna affascinante e giovane e bella: quello che qui si dice una docta puella, corteggiata da tutti, regina dei salotti, delle notti romane. Di donne come me, nell’alta Italia, c’è una certa penuria. Sono slavate, quelle delle province, senza pepe né sale! Mi pare di sentirla ancora adesso la sua dichiarazione. Fu proprio un’esplosione di amor sincero, di folle passione.

Catullo

Viviamo mia Lesbia ed amiamo ed un soldo bucato non contiamo le chiacchiere maligne dei vecchioni. Possono i giorni tramontare e nascere, ma noi, quando sarà caduta la nostra luce breve, lunga e greve una notte perpetua dormiremo. Dammi ora mille baci e poi cento, poi altri mille e poi ancora cento ed altri mille ancora e ancora cento. E ammucchiate così molte migliaia, poi le scompiglieremo, per perderne il totale e non farci colpire dal malocchio di chi viene a sapere che esistono nel mondo tanti baci...

Lesbia

A dire il vero, proprio casta non ero, avevo maschi di tutte le taglie. Ne avevo fatte poche di battaglie! Mi piacevano i giochi stimolanti, come i bei girotondi con i trecento amanti tutti miei spasimanti. Lui diventò geloso e non mi dava pace.

Catullo

Lesbia, una volta dicevi non aver altro amor che Catullo e perfin Giove avresti rifiutato se lui ti avesse chiesta. Ed io allora ti ho amata non come si ama un’amante, ma come un padre può amar figli e figlie. Ora che ti conosco, se di più pazzo desiderio brucio, molto meno ti stimo. Perché un simile oltraggio rende folle l’amore, ma uccide il voler bene.

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Inseguendo Dulcinea (2002)

"Inseguendo Dulcinea", di Anna D'Incalci.

 

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Anna DIncalci e i suoi Perché No

Testi, costumi e regia: Anna DIncalci

Scene: Eclario Barone e Ivano Ciucci

Musiche originali: maestro Alessandro Panatteri

Tecnico del suono: Gianni Pasqua

Don Chisciotte

Qui ci son delle case, questa mi par Siviglia. Sai leggere, mio Sancio, la targa del quartiere?

Sancio

Io saccio legge male, nun so’ mai ito a scola! Mo’ provo chiano chiano, se riescio a capi’ quacche parola. Me pare che c’è scritto... Barrio de Santa Cruz. Sì, sì, proprio accussì: Barrio de Santa Cruz!

Don Chisciotte

È il quartiere più antico di Siviglia. Là mi par di vedere un’insegna in vetrina, l’insegna di un barbiere...

Sancio

Sarà forse ’o barbiere de Siviglia, chillo famoso assaie, che face a barba in musica! L’aggio sentito a ddi’ pur a o paese mio, che chsto taglia e ’ppile e canta ’na canzona!

Don Chisciotte

Potresti approfittare per raderti la barba e tagliarti i capelli, che ormai sono un pagliaio. Così come sei ora...

Sancio

...Paro ’nu scarrafone? Ve faccio scumpari’ E va be’, mo’ trasimmo arinto a ’sta puteca! Levammo ’stu pagliaro! Se pò trasi’? ’Nce sta quacuno?

Figaro

Entre! Entre! Pàse, sientese!

Sancio

Maronna mia, mo’ aggio parla’ spagnuolo! Pover’a ’mme. Mo’ ’nce pruvamm... Buenas dies, señor! Quiero cortarme el pelo y la barba tambien!

Figaro

Ma seguro, señor, con mucho gusto. Séntase su la silla.

Sancio (a Don Ch.)

M’aggia assetta’? Che dice?

Don Chisciotte

Certo, ti devi accomodare! Non può raderti in piedi!

Sancio (a Figaro)

Ahò! Me raccumanno! E recurdate che sotto s ’sti ’mmane tu mo’ tiene ’nu cristiane, nun tiene ’nu cane da tosa’.

Figaro

Io no entiendo, señor, che dice usted, però non se preocupe, jo conosco el mio oficio

(Musica della cavatina di Figaro)

Figaro (porgendo lo specchio a S.)

Se mira, señor, se mira!

Sancio

Se, se mira, se mira! E cche me miro? L’annemale che ssì! T’avevo ditt’ de cortarme el pelo, e no de taglia’ tutto! Mo’ me siento alla nuda, me paro ’na gallina spennata, me paro, co’ rispetto parlann’, ’o culo ’e ’na scigna! (A Don Chisciotte) E io te l’ero ditto! Chisto, co’ tutte ll’arie che si dà, Figaro qua, Figaro là, pe’ canta’ la canzona nun sa chello che fa! Vide ’nu poco comm’ m’ha ridutto! Me paro ’nu macacco! E pe’ fortuna, cantann’ cantann’ nun m’ha tagliata ’a capa! Pecché ’o pilo recresce, ’a capa no!

(Voce di donna che canta fuori scena)

Don Chisciotte

Ma gran dio che emozione! Mi è parso di sentire una canzone! Questa è la voce d’oro della mia Dulcinea! È forse prigioniera di un tiranno crudele o di un triste incantesimo!

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Gaité Parisienne (2003)

"Gaité Parisienne", di Anna D'Incalci.

Gaitè Parisienne è il nome del teatro gestito nell’800 da quel genio assoluto del brio e della piacevolezza francese che fu Jacques Offenbach. Questo lavoro, che come i precedenti dei Perché No è stato composto da Anna D’Incalci, responsabile e regista della compagnia, presenta alcuni luoghi e personaggi famosi della Parigi di fine ’800 - inizi ’900, in una rivisitazione che va dal Cafè Momus della Bohéme al Moulin Rouge e al Cafè Flore. Dialoghi, musica e canto si intrecciano piacevolmente in uno spettacolo vario, che ha anche lo scopo di far conoscere agli spettatori realtà del passato importanti per la storia della cultura europea.

Anna DIncalci e i suoi Perché No

Testi, costumi e regia: Anna DIncalci

Musiche originali: maestro Alessandro Panatteri

Scene: Eclario Barone e Ivano Ciucci

Tecnico del suono: Gianni Pasqua

Luci: Gianni Testi

(Voce fuori campo: Le train Palatino en provenence de Rome est arrivé à la voie numero 13)

Eclario

Ah! Finalmente a Parì! Alla gara dei lioni. Eh, sì, dicene tutti accussì. Eppoi, c’è pure scritto: gara dei lioni. Ve dico ’a verità, io se ’o sapevo prima nun ce venevo accà! So’ proprio originali i parigini! ’Na gara di lioni, diciate vuie, ’ndove la faressimo nu’ italiani? Al circo, sotto un tendone, in un’arena, al Coliseo. Loro no, ’ndo ’a fanno? Mmiezz’ai binari! Sissignori, mmiezz’ai binari! Ma ve pare! Co’ tutti ’sti ttrene, co’ tutti ’sti cristiane ca vennero accà da tutto ’o munno! Dich’io, perché avite arrischia’ ’nu cataclisma!

Ma io spero ch’a fanno chiù tardi ’sta gara e che io me ne so ’gghiuto co’ l’amici miei, che mi devono prelevare alle dieci. Loro stanno accè ’a ’na settimana. Io aveva fatica’ e mi son potuto liberare solo per il uicchendo. A moglierema aggio ditto che ievo in trasferta di lavoro a Canicattì; tanto pure chella è lontana e fa rima co’ Parì.

Ma chisti nun vennero e io me sto preoccupanno ca i lioni avessen’a vini’ proprio mo’!...

(Dal marciapiedi di fronte)

Cinzia

Ehi! Ehi! Siamo qui!

Eclario

Oh! Finalmente!

Gabriella

Bene il viaggio?

Eclario

Sì, sì, aggio dormito tutt’a notte. Ca po’ quill’ l’avevano pure ditto: Bonne nuit Rome, bonjour Paris. E mmo’ ando’ avimma i?

Cristina

Ti condurremo prima in albergo e poi faremo un fantastico viaggio in questa città di sogno. Andiamo.

(Escono tutti) (...) (Fuori dal Cafè Momus)

Cinzia

Io sono tutta un brivido, sono molto emozionata: i tuffi nel passato mi danno la certezza che forse sono nata in epoca sbagliata. Con quale intensità e con quanta passione sarei stata Mimì! Con quanto sentimento avrei vissuto questa vie de Bohéme!

Eclario

E con quale languore! Non languore di cuore, ma di fame, di stomaco, di panza! Sentite che vve dico: pecché simm’ a Parì ’a chiamano Bohéme, che fa tanto elegante e impressiona la gente. Si nui fossimo a Nnapule, chesta saria micragna, famme, miseria nera, disgrazia, povertà!... ma chiste ppariggini sono speciali in tutto! Mettono ’o cellofane pure ’ncopp’a munnezza e ce scrivono sotto Confiture. Si nun ponno magna’ se mettono a ccanta’ che pure pauvreté rima co’ liberté e co’ fraternité! Anzi, proprio a pproposito: vuie vivite di cuore, amore e di romanticismo. Certo vi hanno servito al vostro hotel le petit dejeuner. Vi siete scofanati latte, burro e croissants, cioccolata e caffè e ppure ’a marmellata. I’ nun aggio magnato e mica faccio parte del club de’ muort’e famme, del club de la Bohéme! Il mio è sano appetito stile Antonio Potito, o’ Pulicenella avascio do’ Rione Sanità! Perciò voglio magna’ I’ veco scritto: Pizza, Pizza, Pizza, Pizza, Spaghetti... Ma né, fossimo a Nnapule, invece che a Parì? Io che avevo deciso di ordinare soupe a l’oignon, escargots e patè, viande e saumon fumé, il dessert e il cafè, dovrò mangiare la pizza Margherita. Quanto è strana la vita! Comunque, amici cari, vi saluto. Sono per l’avventura gastronomica e non per la cultura!

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Pigmalione Uno (2006)

I "Perché No" in "Pigmalione Uno", di Anna D'Incalci.

Sala di riunioni dell’Olimpo. Venere sola davanti al computer.

Venere

Ma siamo impazziti! Che mi tocca vedere! Chi le fa queste classifiche di bellezza, la giuria di Miss Banania? Leggi qua: il titolo di più bella dell’Olimpo per l’anno 2006 va alla dea Giunone. E ci mancava solo questo a completare le sciagure che affliggono il mondo! Ma guarda, guarda qui la foto su Internet! Si è rifatta tutta, altro che solo il naso alla greca. Questa l’hanno smantellata e riedificata. Guarda i seni: era piatta come una lapide e ora ha due promontori... E il didietro? Aveva un didietro che strisciava per terra, doveva metterci le rotelline come alle biciclettine dei bambini, e guarda qui: carnoso, equilibrato, ben composto. Qui ci sono volute settimane di chirurgia plastica... di magia plastica... Ma sì, in tempi di magra per tutti, questo è concesso solo alle mogli dei capi, che un po’ di fondi segreti li hanno sempre. Mi viene una rabbia! E io, la dea della bellezza, dove sono? Al secondo posto? No, al terzo, dopo Minerva! Che camorra! Ricordate il primo concorso di bellezza, quello con Paride come giudice? A chi toccò la mela d’oro? La corona di bella tra le belle? A me, giustamente. È vero che gli avevo fatto una promessa, dico, a Paride, una promessa appetitosa che doveva poi scatenare quel putiferio della guerra di Troia.

(Si volta di scatto, colpita dal suono della marcia trionfale dell’Aida. Entra Giove, trasportato in carriola da Ganimede che si ferma al centro della scena.)

Ganimede

Auffa! Ed erano questi gli onori che mi avevi promesso? Io me ne stavo così bene sul monte Ida tra pecorelle e ninfe... Ti sei trasformato in avvoltoio per rapirmi e fare di me il coppiere degli dei! Mo’, invece del coppiere, faccio il cocchiere... Ma magari! Faccio il facchino... Tu, caro Giove, pesi un bel poco... E poi pure la beffa della marcia trionfale, come se ti avesse trasportato un elefante e no ’nu povero cristo comm’a me.

(Giove scende con dignità dalla carriola aggiustandosi le pieghe della veste)

Giove

Eh, purtroppo è così! Nun ce sta niente ’a fa’! Io, il re degli dei e degli uomini, so’ ridutto a famme traspurta’ dint’a carriola! Chi me l’avesse ditt’! Ne so’ cagnate cose dai tempi di Omero e di Esiodo! Io non dico che volevo arrivare in Ferrari, ma almeno un cavallo, che so, ’nu ciuccio sarebbe stato più dignitoso. E Ganimede deve fare il facchino invece di fare il coppiere degli dei e versare nettare nelle coppe...

Ganimede

Ma poi che nettare dovrei versare? Qua non si beve manco Tavernello, devo andare a caricare l’acqua a Marano perché non possiamo comprare neppure l’acqua minerale...’

Giove

Eh, sì! Siamo al tramonto, al tramonto degli dei... L’aveva predetto quello iettatore di Riccardo Wagner che sarebbe arrivato il gotterdammerung: il tramonto, il crepuscolo degli dei!... (Si gira e vede Venere che sta silenziosa e corrucciata in un angolo) Uè, figlia mia, stevi accà e nun faciv’ manco ’nu fiato!... Che tieni? Sei nervosa?

Venere

Altro che nervosa! Furibonda sono!

Giove

E pecché?

Venere

Hai letto le classifiche di bellezza su Internet? Quella... ballerina di tua moglie mi ha fregata, dopo il soggiorno nella beauty farm... Aveva delle guance che parevano carte geografiche: più che un lifting ci voleva una bitumatura, e ora è la prima in classifica! Che schifo, Giove!

Giove

Pazienza, figlia mia! Un po’ per uno. Quella teneva proprio bisogno di una sistemata! Cadeva a pezzi. E se poi quelli della cosa... della beauty farm sono stati troppo bravi, non è colpa mia. (A Ganimede) Ganime’, a che ora era ’sta riunione?

Ganimede

Alle 19. Mancano ancora cinque minuti. E poi, devono venire a piedi. Non tengono neanche la carriola, altro che i cavalli alipedi di una volta!

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