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Libera Scuola di Umanità diretta da Luigi Scialanca

 

Più Niente da Ridere

 

In questa pagina raccoglievamo le parole di chi vuol farci piangere e cercavamo, invece, di riderne. Ma presto ci fu più niente da ridere, e la pagina cambiò. Le immagini divennero quelle de "Il settimo sigillo" (1957), di Ingmar Bergman, e sullo sfondo apparve l’attore Bengt Ekerot nei panni della Morte...

la Pagina di Quelli che andarono dietro alla Morte e portarono lItalia con sé nel mese di aprile del 2010

 

“Libertà, giustizia sociale, amor di patria. Noi siamo decisi a difendere la Resistenza.

Lo consideriamo un nostro preciso dovere: per la pace dei morti e per l’avvenire dei vivi,

lo compiremo fino in fondo. Costi quel che costi.” (Sandro Pertini, Genova, 28 giugno 1960).

 

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Andarono dietro alla Morte... e portarono l'Italia con sé.

In questa pagina raccoglievamo le parole di chi vuol farci piangere e cercavamo,

invece, di riderne. Ma presto ci fu più niente da ridere, e la pagina cambiò.

Le immagini divennero quelle de Il settimo sigillo (1957), di Ingmar Bergman,

e sullo sfondo apparve l’attore Bengt Ekerot nei panni della Morte...

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Andarono dietro alla Morte... e portarono l'Italia con sé.

 

Andarono dietro alla Morte... e portarono l'Italia con sé.

 

Facce che parlano da sole.

Facce che parlano da sole.

 

Andarono dietro alla Morte... e portarono l'Italia con sé.

 

La piccola Aisha è tornata a casa in lacrime. A differenza dei compagni di classe che avevano fatto la prima comunione, per lei non c’è stato nessun braccialettino colorato in regalo, né l’esonero dai compiti a casa per il prossimo fine settimana. A denunciare l’episodio ― singolare perché accaduto in una scuola pubblica, l’elementare statale Giovan Battista Vico di piazzale degli Eroi ― è la mamma, Sabrina Callea. Che, stupita, racconta: “Mia figlia, che ha solo dieci anni, mi ha detto piangendo che la maestra Antonella della IV B ha premiato con un braccialetto i compagni che avevano fatto la comunione, escludendo lei e gli altri bambini che invece non avevano ricevuto il sacramento”. Come, per esempio, l’amichetta Daniela, di nove anni, che appena ha visto la madre, Carmen Coppolone, le ha detto: “A scuola ci insegnano sempre che siamo tutti uguali, ma ho scoperto che non è vero”. Allarmata, la signora Coppolone le ha chiesto come mai e ha scoperto così del “premio” che gli scolari atei o di religione diversa da quella cattolica non avevano ricevuto. “Mia figlia ci è rimasta malissimo, si è sentita discriminata rispetto agli altri bambini, si è sentita ingiustamente diversa” spiega la signora Coppolone. Per capire meglio l’accaduto, le mamme ieri mattina sono andate a parlare con la vicepreside dell’istituto, Miriam Intini, che ha suggerito di affrontare oggi il problema con i docenti, durante il consiglio d’interclasse. Anche perché la controversa iniziativa non risulta circoscritta alla sola IV B, ma riguarda le quarte in generale. Lo conferma Kathrin Kepler, mamma di una bimba della IV C: “Qualche giorno fa anche mia figlia è tornata a casa molto abbattuta. Ne sono stata sorpresa perché non aveva mai avuto problemi prima, andando bene a scuola. Mi ha detto di essersi sentita esclusa per non aver ricevuto il braccialetto. Così sono andata a parlare con la sua maestra, Maria. E l’insegnante non si era assolutamente resa conto del dispiacere dei piccoli. Mi ha detto che da lei questa è tradizione ed ha aggiunto scherzosamente che l’anno prossimo farà un pensierino anche a mia figlia”. Spiegazioni simili a quelle che hanno ricevuto gli altri genitori: “Ci hanno risposto che i bambini di quarta hanno ricevuto il premio perché hanno accolto Gesù nel loro cuore”, racconta Callea. “Non si sono posti alcun problema di discriminazione. Eppure credevo che la scuola fosse laica”. (La Repubblica, cronaca di Roma, giovedì 29 aprile 2010).

 

Andarono dietro alla Morte... e portarono l'Italia con sé.

 

Dario Franceschini: Va bene la cautela, ma Berlusconi sostiene ora di volere le riforme condivise, cosa mai detta prima: non ci tiriamo indietro, verifichiamo. (La Repubblica, mercoledì 28 aprile 2010).

 

Andarono dietro alla Morte... e portarono l'Italia con sé.

 

Matteo Renzi (sindaco Pidì di Firenze): Se il Pidì è solo il gruppo dirigente, c’è da stare preoccupati. Ma se è l’esperienza di popolo, quello non ossessionato da Berlusconi, allora vedo entusiasmo ed energia. Non ce l’ho con Bersani, anzi: siamo pronti a dare una mano. Ma al Pidì, non al disegno di Fini. (La Repubblica, mercoledì 28 aprile 2010). Traduzione: Diffidare di Fini, nella Sinistra, chi più chi meno lo sanno fare tutti. Non basta. Bisogna capire che Berlusconi non esiste davvero, è solo un’ossessione di alcuni. E che il vero pericolo, per l’Italia, è proprio Fini.

 

Andarono dietro alla Morte... e portarono l'Italia con sé.

 

(su) Ignazio La Russa: Ho sentito il nostro ministro della Difesa Ignazio La Russa affermare che, “tranne pochi” (ripetuto due volte) i militari scelsero di non tornare a combattere in Italia per la Repubblica di Salò per una scelta di comodo, che “i veri patrioti furono quelli che scelsero di tornare”.

(Da una lettera a La Repubblica di mercoledì 28 aprile 2010).

 

Andarono dietro alla Morte... e portarono l'Italia con sé.

 

Vladimir Putin e Silvio Berlusconi: La Russia è pronta a una vasta cooperazione per finanziare le centrali nucleari in Italia (Vladimir). Grazie al progetto South Stream non si troveranno al buio e al freddo importanti Paesi come Bulgaria, Romania e Italia. I lavori cominceranno entro questa legislatura, ossia entro tre anni, perché così è intenzionato il ministro Scajola... Prima di individuare i siti occorre operare in profondità sull’opinione pubblica italiana. Eravamo all’avanguardia, poi un referendum sotto la spinta ecologista estrema ha fatto chiudere le tre centrali attive e ci ha fatto rinunciare alla quarta. Mi sono già rivolto alla televisione pubblica perché svolga un’inchiesta in Francia e la diffonda in Italia. Dobbiamo attuare una vasta opera di convincimento per far capire agli italiani che il nucleare è sicuro, pigliando esempio dai francesi. Da loro ci si batte per ospitare le centrali, non per dire no (Silvio). Dietro gli accordi con la Francia potrebbero esserci patti segreti per la costruzione di armi atomiche (Angelo Bonelli, leader dei Verdi). (La Repubblica, martedì 27 aprile 2010).

 

Andarono dietro alla Morte... e portarono l'Italia con sé.

 

(su) Luciano Violante: C’è Luciano Violante, il responsabile delle riforme del Pidì ma da sempre vicino a D’Alema, che in un’intervista a La Stampa sostiene di avvertire nelle parole di Berlusconi un messaggio positivo, e quindi bisogna lavorare a un’intesa. (La Repubblica, martedì 27 aprile 2010).

 

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(su) Lanfranco Tenaglia: Una proposta di legge bipartisan per istituire un’assemblea costituente che riformi la seconda parte della Costituzione verrà presentata domani alla Camera da Pino Pisicchio (Api), Gaetano Pecorella (Pidièlle), Lanfranco Tenaglia (Pidì) e Manlio Contento (Pidièlle). (La Repubblica, martedì 27 aprile 2010).

 

Andarono dietro alla Morte... e portarono l'Italia con sé.

 

Joseph Ratzinger: I pastori devono impegnarsi in combattimenti per difendere il loro gregge dal male. Solo il buon pastore custodisce con immensa tenerezza il suo gregge, e solo in lui i fedeli possono riporre assoluta fiducia. I sacerdoti aderiscano totalmente alla propria vocazione e missione mediante un’ascesi severa; si rendano disponibili all’ascolto e al perdono. (La Repubblica, lunedì 26 aprile 2010).

 

Andarono dietro alla Morte... e portarono l'Italia con sé.

 

(su) Luciano Violante: Luciano Violante, responsabile riforme del Pidì, giudica “in modo positivo” le parole del Cavaliere e commenta: “Se son rose fioriranno, l’importante è che si cominci a lavorare. Non siamo dei bigotti della Costituzione, non la consideriamo un totem da imbalsamare, ma siamo convinti che le riforme si fanno nel suo solco, nella sua tradizione e nei suoi valori. (La Repubblica, lunedì 26 aprile 2010).

 

Andarono dietro alla Morte... e portarono l'Italia con sé.

 

Maurizio Gasparri: Andiamo ogni mattina nei bar, un bar per ciascuno, a parlare col popolo.

(La Repubblica, lunedì 26 aprile 2010).

 

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(su) la Destra spagnola, l’Italia e l’Europa: Non ho dubbio alcuno che un eventuale trionfo elettorale della destra comporterà automaticamente quella linea retorica che i conservatori hanno già provato nelle regioni spagnole nelle quali governano con ampie maggioranze assolute (Madrid, Valencia) e che hanno imparato senz’altro dall’Italia: i voti raccolti servono a espiare gli abusi commessi e il popolo (...) assolve in questo modo i politici dalle imputazioni dei giudici, dei pubblici ministeri e della polizia. Questa linea retorica è completata con altri comportamenti non meno preoccupanti. Il primo è il disprezzo assoluto per i giornalisti (...). Il secondo è una deformazione massiccia della realtà tramite il controllo delle televisioni pubbliche nelle regioni in cui la destra governa. (...) In un’intervista che El País pubblicherà domenica, Umberto Eco afferma che il futuro dell’Europa rispecchierà l’Italia: “Quindi non preoccupatevi per noi, preoccupatevi per voi stessi”. (Javier Moreno, direttore de El País, su La Repubblica di sabato 24 aprile 2010).

 

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Umberto Bossi: La gente del Nord è stufa marcia... Fini è un gattopardo democristiano. Ha esagerato e per tanti versi ha raccontato delle bugie. E Berlusconi doveva cacciarlo prima... Siamo davanti a un crollo verticale del governo e probabilmente di un’alleanza, quella di Pidièlle e Lega Nord... Non vogliamo gettare benzina sul fuoco, ma la gente del Nord è stufa marcia, basta ascoltare quel che dice per strada o alla radio. Riforme sùbito!... Diciamo che il meccanismo del federalismo resta in piedi. Ma dev’essere fatto sùbito!... Non posso andare di fronte alla mia gente e dire che non stiamo realizzando quel cammino che avevamo intrapreso. E quello che sta accadendo frena le riforme. La gente del Nord è stufa e lo ha fatto capire chiaramente. Tutto qui. (La Repubblica, sabato 24 aprile 2010).

 

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Emendamenti di Silvana Comaroli (leghìna-nordìna, portatrice di moccichino verde e deputata) al decreto legge sugli incentivi: Le Regioni possono stabilire che l’autorizzazione all’esercizio dell’attività di commercio al dettaglio sia soggetta alla presentazione da parte del richiedente, qualora sia un cittadino extracomunitario, di un certificato attestante il superamento dell’esame di base della lingua italiana. (...) Le Regioni possono stabilire che l’autorizzazione da parte dei Comuni alla posa delle insegne esterne a un esercizio commerciale è condizionata all’uso di una delle lingue ufficiali dei Paesi appartenenti all’Unione europea, ovvero di un dialetto locale. Curioso che questi emendamementi riguardino solo il commercio al dettaglio. I grossisti forse, anche per i portatori di moccichini verdi, hanno un altro... peso. A Prato, del resto, il test di italiano c’è già: nella città toscana il regolamento sull’apertura di negozi, bar e ristoranti da parte degli stranieri prevede che il gestore sia capace di leggere e capire l’italiano. Per la giunta di centrodestra, guidata da Roberto Cenni, il test sarebbe un passo verso l’integrazione: “L’esame deve essere accompagnato da tutti i supporti necessari, a partire dai corsi di lingua”. E Prato anticipa la Lega Nord anche sulla proposta delle insegne: un regolamento comunale prevede che l’italiano sia prevalente e ben visibile, pena multa, oscuramento e, se non ci si adegua, la rimozione. (La Repubblica, sabato 24 aprile 2010).

 

Andarono dietro alla Morte... e portarono l'Italia con sé.

 

Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi.Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi.

Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi.

 

(di e su) Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini: Sù, via, prendete posto, attenti alle sedie vuote laggiù in fondo, fate silenzio, niente capannelli, per file orizzontali, risparmiate le energie, sedetevi: dall’ordine fisico può derivare un giudizio sull’ordine mentale (Silvio). Non sono un traditore, ma ho il diritto di dire quello che penso (Gianfranco). Non ti ho mai dato del traditore. Ma sei tu ad aver cambiato e adesso la Lega Nord copia le posizioni che aveva Aènne (Silvio). Voglio luoghi dove si discuta, dove poter dire la mia (Gianfranco). Ma se non sei nemmeno venuto a piazza San Giovanni (Silvio). Ma quello era un comizio (Gianfranco). Se vuoi fare l’uomo politico, lascia la presidenza della Camera (Silvio). Che fai, mi cacci? Al Nord l’unica nostra bandiera è diventata il federalismo. Abbiamo ceduto anche sull’abolizione delle Province (Gianfranco). Abbiamo il triplo degli lettori della Lega Nord. Noi abbiamo 20 ministeri e loro 2. Ricordati che la Lega Nord ha condiviso tutte le nostre proposte (Silvio). Cacciare un bambino se il padre immigrato perde il lavoro, viola la dignità umana. Come anche i medici-spia nei pronto soccorso (Gianfranco). Nella legislazione sugli immigrati la Lega Nord ha fatto proprie le posizioni di Aènne. Non siamo noi fotocopia della Lega Nord, ma la Lega Nord di Aènne (Silvio). Sono stato oggetto negli ultimi mesi di trattamenti mediatici da parte di giornalisti lautamente pagati da familiari del presidente del Consiglio (Gianfranco). Te l’ho spiegato cento volte. Non parlo con Feltri. Ho convinto mio fratello a vendere Il Giornale. Se hai imprenditori vicini a te, diglielo (Silvio). La Padania scrive: che ci sarà mai da festeggiare? E allora mi chiedo: il Pidièlle ha o no il dovere di reagire a queste offese all’Italia (Gianfranco)? Non so quante volte abbiamo parlato delle celebrazioni dell’Unità d’Italia. Abbiamo stanziato i fondi. E il 5 maggio a Quarto inizieranno le celebrazioni con Napolitano (Silvio). Il Pidièlle non è un partito ma un popolo, che si riconosce nelle democrazie degli elettori. Le ambizioni dei singoli non possono prevalere sull’obiettivo di servire il popolo. La direzione del Pidièlle approva le conclusioni del presidente Berlusconi e gli conferma il proprio pieno sostegno e la propria profonda gratitudine (dal documento votato a maggioranza dai membri della direzione del Pidièlle). Quel documento è un vulnus alla democrazia perché teorizza una democrazia politica che trancia e cancella la funzione dei partiti. Insomma, stabilisce un legame arbitrario e senza limiti e regole tra il leader e il popolo. Il che rappresenta una deriva molto pericolosa. Assolutamente, quel testo dà forti argomenti a chi dice che il Popolo della Libertà e il premier Berlusconi sono fautori di una democrazia plebiscitaria e autoritaria (Carmelo Briguglio, vicepresidente dei deputati del Pidièlle) (La Repubblica, venerdì 23 aprile 2010).

Solo chi nella vita si è ridotto a servo è compatibile con chi nella vita si è ridotto a padrone.

 

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Silvio Berlusconi e Benito Mussolini coi cerotti al naso.

Silvio Berlusconi e Benito Mussolini coi cerotti al naso.

 

(su) Benito Mussolini e Silvio Berlusconi: Se Violet Gibson avesse avuto una mira migliore, il destino dell’Italia sarebbe cambiato. Quando il 7 aprile del 1926, sul Campidoglio, l’aristocratica pacifista dublinese si avvicinò a Mussolini, il suo proiettile riuscì solo a ferirgli il naso (e la foto col cerotto è tornata di moda, anche in Gran Bretagna, grazie a un malizioso accostamento con quella di Berlusconi ferito da tartaglia). A quel tempo Londra, nonostante il delitto Matteotti, non era ostile al Duce, con cui aveva firmato il patto di Locarno. Così rinchiuse la donna nel manicomio di Nottingham, da cui uscì solo da morta, nel 1956. Una biografia, pubblicata ora in Gran Bretagna (The Woman Who Shot Mussolini, di Frances Stonor Saunders), racconta per la prima volta la vita di Violet Gibson. (Il Venerdì di Repubblica, venerdì 23 aprile 2010).

 

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(su) pidiellìni, leghìni-nordìni e portatori di moccichini verdi di Paderno (Udine): Alcune settimane fa la decisione del comune di Paderno (Udine) di riservare una piccola area cimiteriale ai musulmani, come avviene in molti Paesi nell’Unione europea, ha provocato le protesta della Lega Nord, che ha reagito con la raccolta di 1.700 firme e una fiaccolata. Ora la popolazione è tornata a mobilitarsi perché una neonata musulmana è stata seppellita in quell’area. Dopo l’inumazione, i rappresentanti della Lega Nord e del Pidièlle ― il partito dell’Amore ― hanno protestato. Hanno ripreso a raccogliere firme per dissotterrare la neonata. La sepoltura della piccola sarebbe, infatti, “irrispettosa dei sentimenti più intimi della maggioranza della popolazione”. (Lettera a La Repubblica di giovedì 22 aprile 2010).

 

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Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi: Le correnti sono una metastasi che rischia di distruggere il corpo del partito (Gianfranco, 3 luglio 2005). Non è possibile che ci siano correnti, che qualcuno ha definito metastasi dei partiti (Silvio, 21 aprile 2010). (La Repubblica, giovedì 22 aprile 2010).

 

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(su) neofascisti e neonazisti che impazzano a Tivoli, provincia di Roma: Aria di aggressioni contro gli stranieri a Tivoli. Aggressioni e atti vandalici, e gli stranieri sono presi di mira. Botte a una bambina di nove mesi, una bandiera listata a lutto date alle fiamme: in una settimana a Tivoli succede di tutto. Gesti ignobili che hanno contribuito ad alimentare un clima di tensione. Due fatti, accaduti a Tivoli Terme e a vicolo Torlonia, gravissimi e inqualificabili. Dopo quello che è accaduto, un po’ di tensione c’è, ha commentato il parroco ortodosso di Tivoli, Ion Florea. Aggressioni ne sono avvenute in questi mesi. Spesso, però, sono fatte da piccoli bulli e sono rivolte agli studenti. Difficilmente se la prendono con chi lavora. Sono ragazzi che mettono in pratica quello che sentono dentro casa. Si tratta, comunque, di fatti sporadici”. A Tivoli Terme infatti, all’opera si sono messi un branco di 8 - 10 ragazzi. Quattro di questi sono stati individuati e, dopo una notte di ricerche, denunciati a piede libero dalla polizia del commissariato di Tivoli. Meno comprensiva, invece, la signora Turek, della famiglia polacca a cui hanno bruciato la bandiera: Sono in Italia da 18 anni e solo da un anno a Tivoli. Non mi sono mai sentita a disagio come da quando mi sono trasferita qui. Ci hanno detto di tutto. Appena siamo arrivati per scaricare i mobili, hanno cominciato. Noi, tra l’altro, abbiamo anche votato qui alle scorse elezioni comunali. La bandiera l’avevamo comprata proprio su richiesta di mio figlio. Lui è andato col padre alle bancarelle dove arrivano i pullman turistici ma non ce l’avevano e si sono offerte di cucircene una. Sempre mio figlio ha voluto metterla fuori con il lutto per quello che è successo al nostro presidente morto in un incidente aereo sabato scorso. L’abbiamo appesa ma, già il giorno dopo, un signore mi ha chiamata per dirmi che avevano cercato di strapparla. L’ho sistemata di nuovo e riappesa. Poi, mercoledì, mio figlio, quando è uscito per andare a scuola, è tornato subito indietro piangendo. L’avevano bruciata. Alcuni nostri amici, come anche una delle maestre di mio figlio che l’ha riaccompagnato a casa quel giorno, ci hanno chiesto scusa. Ma non è l’unico brutto episodio che abbiamo dovuto subire qui. Per far giocare mio figlio ai giardinetti di via Empolitana, una volta, ho dovuto chiamare la polizia perché alcune signore lo volevano cacciare. (F.V. su XL 8 2010).

 

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Silvio Berlusconi: Umberto Bossi è l’unico alleato che abbiamo. Ha sempre dimostrato saggezza, acutezza politica e assoluta lealtà. Che Dio ce lo conservi, come sicuramente sarà. (La Repubblica, martedì 20 aprile 2010).

 

Andarono dietro alla Morte... e portarono l'Italia con sé.

 

(su) Silvio Berlusconi: Sono circolate voci, non provate e non provabili (è bene precisarlo) secondo le quali quando il capo dello Stato avrebbe manifestato l’intenzione di non firmare il decreto salva-liste, Berlusconi sarebbe andato su tutte le furie, minacciando addirittura di schierare le forze armate attorno al Palazzo. Insomma, cose inconsulte. Poi naturalmente queste ricostruzioni sono state smentite. E anch’io non le ritengo probabili fino a questo punto, anche se lo scontro fu piuttosto duro. (...) La resa dei conti, l’affrontement radicale si sta avvicinando: ci sarà in ballo la tenuta dell’architrave costituzionale. (Eugenio Scalfari su MicroMega, citato da La Repubblica di martedì 20 aprile 2010).

 

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Joseph Ratzinger: Molte voci cercano di persuaderci a mettere da parte la nostra fede in Dio e nella sua Chiesa e a scegliere da sé stessi i valori e le credenze con cui vivere. Ma solo Dio può proteggerci dal male, solo lui può guidarci tra le tempeste della vita e solo lui può condurci a un porto sicuro, come ha fatto per Paolo e i suoi compagni alla deriva sulle coste di Malta. (La Repubblica, lunedì 19 aprile 2010).

 

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Umberto Bossi: Vedo che la gente della Lega Nord è nervosa, e anch’io mi sto stancando di restare tranquillo. I comuni del Nord otterranno quello che si meritano: si sono stufati di aspettare. Berlusconi vuole diventare presidente della Repubblica, ma sa che attraverso il Parlamento non ci riuscirà. Per il federalismo da soli non saremmo bastati, ciò che serve per conseguire questo obiettivo sono l’alleanza e i voti di Berlusconi. I cambiamenti rivoluzionari passano attraverso l’opera di alcuni uomini normali, in questo caso io e i dirigenti che ho avuto l’intelligenza di formare. La Padania è una nazione che deve avere la sua autonomia. Ci tengono come schiavi e diamo loro tutti i soldi; il Nord invece vuole essere padrone della sua casa, e vuole che la sua casa sia riconosciuta. Abbiamo un sacco di voti, senza di noi gli alleati sono deboli; Fini sa fare i conti e quindi sa che ha bisogno della Lega Nord, sa che fuori dalla coalizione di governo non ha alcun posto, o quanto meno non così importante. Il voto agli immigrati regolari? No, no, per nulla: votano i nostri, e che votino per la Lega Nord. (La Repubblica, lunedì 19 aprile 2010).

 

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Renato Brunetta (su Roberto Saviano): Non mi piacciono i divismi e la retorica della mafia. Non ho letto Gomorra. Io mi approvvigiono di informazioni senza divismi, ma con il lavoro fatto giorno per giorno.

(La Repubblica, lunedì 19 aprile 2010).

 

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(su) Emma Bonino: I Radicali progettano, per Emma Bonino, un futuro in Senato, anziché alla Pisana, “per assicurare l’obiettivo del Lazio Regione europea. (La Repubblica, lunedì 19 aprile 2010).

 

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Luca Cordero di Montezemolo: Sono convinto che il successo elettorale della Lega non sia determinato da fattori ideologici, ma dalla buona qualità di molti amministratori locali che hanno dimostrato ai cittadini di saper fare bene e di saper risolvere molti problemi. Io capisco perfettamente la stanchezza del Nord. Nessuno ne può più di pagare fiumi di denaro per i forestali in Calabria, i rifiuti in Campania, la sanità in Sicilia, quando mancano i soldi per gli asili nidi e le tasse sono a livello record. Non ne possono più i cittadini del Nord ma credo non ne possa più la maggioranza dei cittadini del Sud. (La Repubblica, domenica 18 aprile 2010).

 

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Marina Berlusconi: Gentile direttore, la lettera di Roberto Saviano sulla Repubblica di ieri, in replica ad alcuni giudizi di mio padre sul “supporto promozionale” che serie tv come La piovra e libri come Gomorra fornirebbero alle mafie, mi impone una risposta. Innanzitutto perché mi ha profondamente colpito la reazione di Saviano di fronte a quella che era né più né meno che una critica. (La Repubblica, domenica 18 aprile 2010).

 

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Daniele Biadene (leghìno-nordìno, portatore di moccichino verde e assessore comunale di Preganziol in provincia di Treviso): Gli studenti che escono dalle medie sembrano tutti geni. Non è realistico che agli esami escano tutti questi studenti con voti altissimi. Vogliamo capire se il metodo più corretto per attribuire le borse di studio sia quello dei voti in pagella, oppure se ci siano altri criteri. Il nostro obiettivo è migliorare la formazione dei ragazzi. Non è possibile che in terza media sembrino tutti bravi, mentre poi alle superiori vengono a galla tutte le lacune.

(La Repubblica, domenica 18 aprile 2010).

 

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Silvio Berlusconi: La mafia italiana risulta la sesta al mondo, ma in realtà è la più conosciuta grazie al supporto promozionale che ha ricevuto dalle otto serie tv della “Piovra”, vista in centosessanta paesi. E anche dalla letteratura, come ad esempio “Gomorra”. (La Repubblica, sabato 17 aprile 2010).

 

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Dario Franceschini: Il presidente della Camera? Con lui si può fare una battaglia insieme solo se c’è un’emergenza democratica. Ma la sua partita è nel centrodestra. Il resto sono fantasie. (La Repubblica, sabato 17 aprile 2010).

 

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Marcello Dell’Utri: Sono entrato in politica e faccio il parlamentare solo per difendermi dai processi. Se non avessi problemi giudiziari, non lo avrei mai fatto. (La Repubblica, sabato 17 aprile 2010).

 

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(su) Joseph Ratzinger: Chi prende in giro, Ratzinger? Le linee guida emanate dal Vaticano per contrastare gli abusi sessuali dei preti sono un capolavoro di malafede. “Va sempre dato seguito,” si legge, “alle disposizioni della legge civile per quanto riguarda il deferimento di crimini alle autorità preposte”. Ha spiegato il magistrato Pietro Forno, capo del pool milanese specializzato in molestie e stupri, che i vescovi non essendo pubblici ufficiali non hanno alcun obbligo formale di denuncia alle autorità giudiziarie. Esortare a seguire le disposizioni di legge significa quindi lasciare ai preti libertà di condotta omertosa. Infatti le linee guida chiariscono che “in quei casi in cui il sacerdote accusato abbia ammesso i propri crimini e abbia accettato di vivere una vita di preghiera e di penitenza, la Congregazione per la dottrina della fede autorizza il vescovo locale a emettere un decreto che proibisce o limita il ministero pubblico di tale sacerdote”. Si parla di preghiera e di penitenza, di patrie galere mai. Come al solito.

(Left, venerdì 16 aprile 2010).

 

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(su) Sergio Chiamparino: Domenico Siniscalco designato alla presidenza di Intesa Sanpaolo, principale istituto del Paese: al momento appare vincente l’asse Chiamparino-Tremonti, all’origine della scelta di Siniscalco... La benedizione è arrivata da Umberto Bossi... La convergenza con Chiamparino non è mai stata ufficializzata, anche perché maturata per differenti percorsi, ma preesiste alle ambizioni della Lega Nord uscita rafforzata dalla vittoria alle elezioni regionali... Chiamparino e Tremonti stanno mettendo in atto una prova di federalismo trasversale attraverso la quale la Lega Nord prova a entrare nei gangli vitali della finanza del Nord.

(La Repubblica, venerdì 16 aprile 2010).

 

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(su) Andrea Orlando: Su una materia tanto delicata come la giustizia ci vuole più spirito di partito e una condivisione maggiore... Penso sia un problema soprattutto di metodo... Orlando non doveva anticipare un progetto mai discusso e soprattutto non avrebbe dovuto mettere tutto nero su bianco affidando i suoi pensieri al Foglio, un giornale vicino alle posizioni di Berlusconi... Qualcuno può aver sospettato l’avvio di una trattativa con il centrodestra... Per fortuna la fermezza di Bersani dimostra che ogni ipotesi di intesa con il Pidièlle è infondata. (Rosy Bindi, La Repubblica, venerdì 16 aprile 2010). (di) Andrea Orlando: Stupidaggini. Però lo dico chiaro: non accetto l’idea che, se c’è Berlusconi dall’altra parte, allora la giustizia non si tocca, anzi: funziona benissimo. Sappiamo che non è così.

 

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Vladimir Putin: Non abbiamo più come una volta cellule di partito, quadri del Partito comunista, personaggi in grado di educare le nuove generazioni. Per questo dobbiamo aiutare e proteggere i rappresentanti della Chiesa, i soli che possano darci quei valori spirituali irrinunciabili. (Il Venerdì di Repubblica, venerdì 16 aprile 2010).

 

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Umberto Bossi: È chiaro che le banche più grosse del Nord avranno uomini nostri a ogni livello. La gente ci dice: prendetevi le banche. E noi lo faremo. (La Repubblica, giovedì 15 aprile 2010).

 

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Giuseppe “Beppe” Fioroni: Stop a un partito del lavoro come il Pci degli anni ’50. E nessun patto della crostata.

(La Repubblica, giovedì 15 aprile 2010). Ha ragione: non può essere del lavoro un partito di gente come lui.

 

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Renata Polverini e Vincenzo Zaccheo: Polverini: “Ciao Vincé! Mi raccomando: hai portato quattro voti, hai portato!” Zaccheo: “Ti voglio bene! Guarda: ci ho creduto! Ti devo dire una cosa: complimenti! Hai dimostrato di essere come me: una donna tenace! Io ho lottato, guarda: io sono andato a nuoto, per te. Sono andato a Ponza, a Ventotene... Poi ho fatto... Non ti dimenticare delle mie figlie!” Polverini: “No, ma stai scherzando? Domani mi faccio il calendario, mi faccio un giro...” Zaccheo: “Soprattutto ti prego: non appaltare più a Fazzone!” Polverini: “No, no, stai tranquillo”. Zaccheo: “Ha perso quindicimila voti”. Polverini: “A bello!” (La Repubblica, giovedì 15 aprile 2010). Non sapevamo che lo Zaccheo fosse una donna tenace, ma se lo dice lui... Triste, però, che inguaiare il Fazzone gli importi più (soprattutto, dice) delle proprie figlie.

 

Andarono dietro alla Morte... e portarono l'Italia con sé.

 

Francesco Giro: Sabato mattina Francesco Giro, sottosegretario ai Beni culturali, officerà presso la Scala Santa del Laterano una preghiera collettiva “per esprimere solidarietà a Benedetto XVI contro i furiosi attacchi di questi giorni”. Con lui un nutrito drappello di parlamentari del centrodestra: dal commissario Ue Tajani al vicesindaco Cutrufo, da Baccini a Scelli. “Ho lanciato l’iniziativa su Facebook,” riepiloga il sottosegretario, “nella speranza che aderiscano uomini e donne della cultura, della società, del lavoro e della politica, al di là degli schieramenti, desiderosi di arginare la violenza mediatica contro la Chiesa”. (La Repubblica, giovedì 15 aprile 2010).

 

Andarono dietro alla Morte... e portarono l'Italia con sé.

 

Danilo Narduzzi (o Carducci?, leghìno-nordìno, portatore di moccichino verde e capogruppo leghìno-nordìno nel Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia): Se i medici non possono segnalare i clandestini che arrivano in ospedale vuol dire che c’è una zona franca nel testo unico sull’immigrazione che noi vogliamo colmare. Bisogna modificare la legge applicando le norme anche negli ospedali: serve sicurezza, i clandestini non possono continuare a spadroneggiare in Italia. Noi non neghiamo il diritto alla cura: ma sùbito dopo chi è clandestino deve tornare al suo Paese. In altri Paesi europei ― non mi ricordo quali ― i medici segnalano i clandestini.

(La Repubblica, mercoledì 14 aprile 2010).

 

Andarono dietro alla Morte... e portarono l'Italia con sé.

 

Tarcisio Bertone: Non vogliamo mettere il silenziatore sui casi di pedofilia nel clero, ma è ora di finirla con questi attacchi sempre e solo alla Chiesa cattolica. Certamente ci saranno altre iniziative, ma non riguarderanno il celibato dei preti perché è stato dimostrato da molti psicologi e psichiatri che non c’è legame tra celibato e pedofilia. Mentre molti altri studiosi hanno dimostrato un legame tra omosessualità e pedofilia.

(La Repubblica, mercoledì 14 aprile 2010).

 

Andarono dietro alla Morte... e portarono l'Italia con sé.

 

Gianni Vattimo: L’antropologia biblica non fornisce molti lumi su che cosa si debba definire in assoluto pedofilia: al catechismo ci hanno insegnato che la vergine Maria andò sposa a Giuseppe intorno ai tredici anni, era quello l’uso della società e dell’epoca, e le sue coetanee che si sposavano a quell’età non erano tutte benedette dallo Spirito Santo, concepivano e partorivano in modi meno soprannaturali. (...) Che anche l’età in cui si è ritenuti capaci di liberi rapporti sessuali sia un affare di cultura più che di natura non scandalizza nessuno, tranne coloro che continuano a credere che ci sia una legge naturale. (...) Noi possiamo condannare la pedofilia perché viola una legge dello stato, se uno non riesce a resistere a pulsioni pedofile deve cercare di controllarsi, anche con l’aiuto della medicina, più o meno come chi sia compulsivamente esibizionista, o sadico, cleptomane ecc. Non sappiamo se in queste tendenze ci sia qualcosa di naturalmente deprecabile, salvo quando, come nel caso della pedofilia, implichino violenza sugli altri; e i bambini, come non fanno contratti e non votano, così non sono considerati capaci di scegliere liberamente se, come e con chi fare sesso. Chi li costringe a farlo fa loro violenza, anche se possiamo capire che non si senta un mostro il vecchio curato o il vecchio maestro che accarezza una giovane parrocchiana o un giovinetto suo discepolo. Se l’una o l’altro non hanno ancora l’età può anche non essere peccato, ma è un reato, e come tale va perseguito (con tutte le eventuali attenuanti del caso: professor Socrate, quanti anni ha il suo Alcibiade?). Dunque (...) potremmo persino dar ragione a vescovi e papi quando cercano di risolvere la cosa in famiglia, proprio come accade quando un genitore scopre che il figlio, o la figlia, è stato molestato dallo zio, spesso senza riportarne quei terribili traumi denunciati dagli avvocati americani per ottenere i risarcimenti che hanno mandato in rovina tante diocesi. E, diciamolo a rischio di essere fraintesi o anche maledetti, quanta della violenza connessa alla pedofilia dipende dallo stigma sociale che l’ha da ultimo sempre più duramente colpita? Il pedofilo che abusa del bambino nel bosco forse non lo ucciderebbe se non temesse di essere denunciato alla nonna e poi proposto da Calderoli per la castrazione chimica. Creare mostri non è mai servito a nulla. Sto chiedendo di premiarlo, invece? Certo che no. Solo, enunciando pensieri che vengono in mente anche a chi, senza essere pedofilo (con tutto il rispetto per il loro problema) è sanamente omosessuale; pensieri su cui tanti, preti, vescovi e no, forse farebbero bene a riflettere.

(Il Manifesto, mercoledì 14 aprile 2010).

 

Andarono dietro alla Morte... e portarono l'Italia con sé.

 

(su) la “Padania” dei portatori di moccichini verdi: Rifiutata dall’ospedale di Carugate perché le era scaduta la tessera sanitaria, una bambina nigeriana di tredici mesi muore poche ore dopo. Il padre, in regola con il permesso di soggiorno, aveva appena perso il lavoro e non poteva rinnovare il documento che forse avrebbe strappato la piccola alla morte. Pochi giorni prima all’ospedale di Melzo, stessa Asl, era morto un bimbo albanese di un anno e mezzo rimandato a casa dal pronto soccorso. (La Repubblica, lunedì 12 aprile 2010). Prove tecniche di sterminio nella cosiddetta Padania dei leghìni-nordìni. A cominciare, naturalmente, dai bambini.

 

Andarono dietro alla Morte... e portarono l'Italia con sé.

 

Giacomo Babini (vescovo emerito di Grosseto): La pedofilia è una cosa orrenda, ma c’è anche in altre confessioni e in misura maggiore rispetto alla Chiesa cattolica. Dietro le accuse al papa e alla Chiesa ci sono i menici del cattolicesimo, ovvero massoni ed ebrei; c’è un attacco di sionisti e giudei, nemici naturali della Chiesa perché, storicamente, deicidi. L’Olocausto fu una vergogna per l’intera umanità, ma a esso occorre guardare senza retorica e con occhi attenti. Non crediate che Hitler fosse solo pazzo. La verità è che il furore criminale nazista si scatenò per gli eccessi e le malversazioni economiche degli ebrei, che strozzarono l’economia tedesca. La Germania era stanca delle angherie di chi praticava tassi di interesse da usura. Ventiquattr’ore dopo: Mi si attribuiscono dichiarazioni sui fratelli ebrei da me mai pronunciate: preciso che in alcun modo ho espresso simili valutazioni e giudizi da cui prendo nettamente le distanze. Rinnovo ai nostri fratelli maggiori nella fede la mia fraterna stima e piena vicinanza.

(La Repubblica, lunedì 12 aprile 2010).

 

Andarono dietro alla Morte... e portarono l'Italia con sé.

 

Sergio Chiamparino (sulla proposta di Romano Prodi di organizzare il Pidì su base regionale e far eleggere il segretario del partito dai venti segretari regionali): Solo così possiamo competere con la Lega.

O magari anche allearci, in certe situazioni. (La Repubblica, lunedì 12 aprile 2010).

 

Andarono dietro alla Morte... e portarono l'Italia con sé.

 

Luciano Violante: Roberto Calderoli è un ministro che fa bene il suo lavoro. (La Repubblica, lunedì 12 aprile 2010).

 

Andarono dietro alla Morte... e portarono l'Italia con sé.

 

(su) Mariastella Gelmini: Un bollino per la scuola di qualità: ecco come nasce la classe perfetta. Il bollino Saperi, ideato dall’Ufficio scolastico del Piemonte, è promosso dal ministero: certifica eccellenza di strutture e didattica. Fra i criteri di valutazione: acquisto di prodotti e servizi adeguati agli obiettivi e al prezzo più conveniente; laboratori utilizzati da tutte le classi; apparecchiature idonee; apertura della scuola nel pomeriggio; aggiornamento professionale; condizioni igieniche e di sicurezza dei locali e dei servizi; adeguatezza delle infrastrutture per numero, dimensione e dotazione di aule, laboratori, arredi, macchinari, locali fotocopie, palestre, biblioteche, servizi igienici e spazi esterni; infrastrutture sicure e senza barriere architettoniche; controllo di rumore, calore, luminosità, igiene, umidità; manutenzione adeguata; assenza di pratiche discriminatorie e coercitive. (La Repubblica, lunedì 12 aprile 2010). Il tutto, ovviamente, da finanziare con apposite cassette delle elemosine collocate all’esterno dell’edificio e collegate per mezzo di un sistema di allarme al più vicino posto di polizia di una Nazione in cui la polizia viene ancora dotata di personale e di mezzi.

 

Andarono dietro alla Morte... e portarono l'Italia con sé.

 

Maurizio Sacconi: Occorre lavorare anche sulla cultura dei giovani: bisogna aiutarli ad accettare qualsiasi tipo di lavoro, anche il più umile, purché sia regolare. Solo così si potrà difendere la vera cultura del lavoro. Rivalutando il lavoro manuale si potrà battere il nichilismo delle generazioni degli anni ’70, che sono entrate nei mestieri dell’educazione, della magistratura e dell’editoria non tanto per occupare, come diceva Gramsci, le casematte del potere, quanto, come si dice a Roma, per infrattarsi, perché è sempre meglio che lavorare.

(La Repubblica, domenica 11 aprile 2010.)

 

Andarono dietro alla Morte... e portarono l'Italia con sé.

 

(su) Mariastella Gelmini: Dall’incontro interlocutorio del ministero dell’Istruzione con i sindacati sono finalmente emerse le cifre della contrazione dell’organico docente conseguente alla riforma della Scuola. Per l’anno 2010 - 2011: circa 26.500 unità. Tra primaria (circa 8.700), media (circa 3.700) e superiore (circa 13.750).

(Lettera a La Repubblica di domenica 11 aprile 2010).

 

Andarono dietro alla Morte... e portarono l'Italia con sé.

 

(su) Mariastella Gelmini: È nata la figlia del ministro Gelmini e la mia imposizione è stata di chiamarla Emma. I miei oppositori mi chiamano Nerone, Saddam, Hitler, mi sono ricordato di questa potenza e ho imposto a un mio ministro per la figlia un nome che mi stava a cuore. (Silvio Berlusconi, La Repubblica, domenica 11 aprile 2010.)

 

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