ScuolAnticoli

Libera Scuola di Umanità diretta da Luigi Scialanca

 

L'immagine di sfondo di questa pagina, raffigurante piazza delle Ville ad Anticoli Corrado, è un dipinto dell'artista danese Viggo Rhode (1900-1976). L'ha segnalata a ScuolAnticoli il signor Peter Holck. Rielaborazione grafica di Luigi Scialanca.

La Terra vista da Anticoli Corrado

nel luglio-agosto del 2014

 

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ScuolAnticoli: il più bel dono ad Anticoli Corrado (e senza chieder niente in cambio) dopo la "Fontana" di Arturo Martini e "Un Paese Immaginario" di Umberto Parricchi. (Giovedì 14 agosto 2014. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

ScuolAnticoli: il più bel dono ad Anticoli Corrado dopo la Fontana di Arturo Martini e Un Paese Immaginario di Umberto Parricchi.

(Giovedì 14 agosto 2014. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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(Giovedì 28 agosto 2014. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

(Giovedì 28 agosto 2014. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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(Lunedì 25 agosto 2014. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

(Lunedì 25 agosto 2014. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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Con chi ha parlato di Anticoli Corrado il Corriere della sera?

Con chi ha parlato di Anticoli Corrado "il Corriere della sera"? - ScuolAnticoli chiede scusa alla memoria di Rafael Alberti a nome di tutti coloro che lo stimano e lo amano. (Domenica 24 agosto 2014. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

Clicca qui per scaricare il testo in .pdf. O qui per scaricarlo in .doc.

 

La prima riga: “Si dice sempre il paese dei pittori e delle modelle. Ora di artisti ve ne sono davvero pochi.” Addirittura davvero? Non bastava (e avanzava) pochi?

L’ultima riga: “Pare infatti che il sommo avesse la pessima abitudine di lasciare in giro conti aperti, salatissimi e mai saldati

 

Vorrei sapere con chi ha parlato, ad Anticoli Corrado, il giornalista Edoardo Sassi, prima di consegnare al più importante quotidiano italiano un articolo su Anticoli (Anticoli Corrado: tra artisti, modelle e conti mai saldati, di Edoardo Sassi, il Corriere della sera, domenica 24 agosto 2014) che per l’80% è la solita raccolta di aneddoti e banalità più o meno folcloristiche, per il 15% uno spot pubblicitario al Civico Museo d’Arte moderna e per il 5% in cui è “originale” e “attuale” due “perle” di una malevolenza più unica che rara contro due realtà, del passato del presente, di cui moltissimi Anticolani vanno giustamente fieri, ma che tutti dovrebbero tenere nel massimo conto.

 

Due doverose premesse. 1.: Non ce l’ho con Edoardo Sassi. Son sicuro che ha svolto scrupolose ricerche e si è documentato con grande impegno. Per questo mi domando: Con chi ha parlato? Chi, cioè, si è fatto un dovere di contrabbandargli le due “perle” che tra poco illustrerò?

2.: Amo il Civico Museo d’Arte moderna di Anticoli Corrado e ne sono orgoglioso come tutti gli Anticolani, d’origine o d’adozione che siano. Per questo mi domando: Chi si è servito del Civico Museo d’Arte moderna (con la complicità certo ignara del Corriere della sera) per un’operazione estremamente dubbia contro gli artisti di Anticoli e, quindi, contro Anticoli? Merita, un Museo come il nostro, di essere strumentalizzato a tali scopi?

Queste le premesse. Ma veniamo alle “perle”...

 

1. Chi ha detto al giornalista Edoardo Sassi che ora ad Anticoli gli artisti sono davvero pochi ha commesso una gravissima scorrettezza contro tutti gli artisti anticolani di oggi. Ma soprattutto contro i sette (voglio ricordare i loro nomi in ordine alfabetico, anche se so che gli Anticolani non hanno bisogno di sentirseli ricordare: Eclario Barone, Paula Caccavale, Luigi Caflisch, Patrizio Di Scullo, Valerio Falcone, Giancarlo Federico e Birgitt Shola Starp) che han dedicato ad Anticoli gran parte delle loro vite, della loro immensa umanità e della loro opera, e che in questi giorni (e almeno fino al 31 agosto) ancora una volta illustrano il paese che amano con la bellissima mostra collettiva (sottolineo la parola collettiva per indispettire, con essa, i tre-quattro individui che ad Anticoli si credono invece “unici”, “eccezionali” e “indispensabili”) Sette Percorsi in Bianco e Nero, nella bellissima chiesa della Trinità.

Chi ha detto al giornalista Edoardo Sassi che ora ad Anticoli gli artisti sono davvero pochi, e nemmeno una parola ha invece voluto spendere riguardo alla straordinaria esperienza degli artisti che ho appena citato, perché lo ha fatto? Forse la memoria (e la presenza a sé stesso e alla realtà che lo circonda) non gli funzionano più tanto bene? O forse l’ha fatto apposta, per sminuire e umiliare una ricerca e un percorso (anzi: sette percorsi) che gli danno molto fastidio perché, malgrado lui, stanno avendo un grande successo di pubblico e di critica? Sono domande alle quali sarei davvero felice di ottenere risposta. Insieme, però, alla domanda principale: chi è costui?

 

2. Chi ha detto al giornalista Edoardo Sassi che pare che Rafael Alberti avesse la pessima abitudine di lasciare in giro conti aperti, salatissimi e mai saldati? Perché costui ha voluto insozzare così non “solo” la memoria di un grande antifascista e grandissimo poeta, che ad Anticoli e alla Valle dell’Aniene ha donato versi immortali e pieni d’immenso affetto, ma anche tutti gli Anticolani che al “sommo” (come l’articolo lo definisce, ma con un’intenzione sarcastica che suscita sdegno) hanno dedicato una riconoscenza che sfida i decenni, oltre la targa che lo ricorda su una parete della casa in cui visse?

(Nota: quando domando chi non mi riferisco ― ripeto: non mi riferisco ― al “macellaio” a cui accenna l’articolo. Ritengo assai improbabile, infatti, che il giornalista abbia parlato con “macellai”. A meno che non si riferisca, con quel termine, a chi tratta Anticoli come carne da macello).

 

Concludo: chi ha parlato col giornalista Edoardo Sassi nei termini che ho esposto, a mio giudizio, ha voluto colpire, oltre i sette artisti citati e i tantissimi che li apprezzano, oltre la memoria di un grande antifascista e poeta come Rafael Alberti, soprattutto il passato e il presente più vivi, più appassionati, più creativi e più onesti di Anticoli Corrado.

Perché? Perché distruggere le radici storiche, culturali, artistiche e umane di questo paese, e i loro frutti odierni più preziosi, a costo di diffamarlo (servendosi di innocenti giornalisti e “macellai”, e strumentalizzando un prestigioso Museo) dinanzi all’Italia intera? Che senso ha?

La risposta è semplice quanto tragica: c’è chi vuole Anticoli per sempre umiliata, deprivata e sottomessa. Perché gli Anticolani non osino mai alzare la testa.

Del resto, individui di gran lunga più in alto non vorrebbero forse lo stesso per l’Italia e per l’Umanità?

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(Domenica 24 agosto 2014. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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(Giovedì 21 agosto 2014. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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Il Credente e la sua Cura

Il Credente e la sua Cura. (Giovedì 21 agosto 2014. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

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Chi è il credente, allo stato puro? È chi può essere convinto di qualcosa ― qualunque essa sia ― che non ha pensato da sé. Che non ha visto coi propri occhi. Anzi: che non ha sentito con tutto il corpo. Insomma: chi può essere convinto di ciò che non gli è successo.

Come tale, il credente è chi può essere modificato e trascinato soltanto con la parola, senza toccarlo con alcun affetto, né positivo né negativo. Il credente, dinanzi alla fredda parola ― dinanzi alla parola ripetuta freddamente ― non è capace di ribattere: “Preferirei di no”. Il credente, se si sa come prenderlo, dice sempre: “Sì, credo”. E da quell’istante è spacciato.

Pochi, naturalmente, si riducono davvero in quello stato: il credente allo stato puro, il credente assoluto, è abbastanza raro, grazie alla relativa salute mentale della maggior parte dell’Umanità. Il tipo più diffuso è il credente-non credente, che vive in una perenne, tormentosa confusione tra sé stesso (cresciuto, più o meno felicemente, interagendo con tutti quelli che l’hanno più o meno toccato e amato davvero) e l’altro, che i suoi credi hanno fabbricato in lui senza toccarlo, con freddo odio.

Il credente è più sicuro e rassicurato del non credente? Sì, ma solo nella misura in cui ubbidisce al credo. Nella misura, cioè, in cui smentisce, preoccupa, addolora e fa impazzire sé stesso, quello vero.

Cosa può fare il credente per curarsi e star meglio? Smentire tutto ciò in cui crede, e tornare a ciò che sente. Non, cioè, opporre al credo un credo diverso (non, per esempio, credere a queste mie parole), ma sentire il puro piacere di dire affettuosamente: “Non credo”. Dare a sé stesso la gioia di esprimersi, per quanto approssimativamente possa farlo agli inizi, dopo una vita di umiliazioni da parte del credente installatosi in lui. E se, le prime volte, piacere e gioia fossero così intensi da sembrare dolorosi, e perfino paurosi, non preoccuparsi troppo: le gambe non fanno forse male, quando non si è camminato per tanto tempo? Ma nessuno se le fa amputare per questo.

Qualche semplice esercizio per cominciare? Ecco qua.

Prendete una credenza (non il mobile, ma un vostro credo) e provate a smentirla con tutti i sentimenti. Dite, per esempio: “Non credo in Dio”. Se vi sentite bene e non vi vengono idee pazze (del tipo: Se Dio non esiste posso ammazzare il vicino che sposta i mobili alle due di notte), allora procedete pure. Se, invece, le prime reazioni del vostro vero io improvvisamente libero dovessero preoccuparvi (succede, quando il vero io è stato troppo a lungo maltrattato e umiliato dal falso io credente), niente panico: interrompete sùbito l’esperimento (il vostro rumoroso vicino e l’intera Umanità ve ne saranno grati), tornate a credere in Dio e in seguito andate per gradi, cominciando da credenze minime per poi arrivare, piano piano, a credenze sempre più impegnative.

Se non vi sentite sicuri, partite da credenze minuscole, come la fiducia che quel che si vede nei telegiornali sia accaduto davvero, o la convinzione che sopra di voi esista veramente una cosa chiamata cielo. L’importante, per non rischiare contraccolpi distruttivi, è non aggredire per prime le credenze più delicate. Iniziare da: “Non credo che mio padre (o mia madre, o entrambi) mi abbia mai voluto davvero bene”, per esempio, potrebbe essere azzardato quanto iniziare a passeggiare in montagna scalando l’Everest. Fate le cose con calma, non abbiate fretta: a sostituire voi stessi col credente ci avete messo una vita, non potete pretendere di compiere il processo inverso in un amen.

Be’, la prima lezione è terminata. In bocca al lupo (se credete ai lupi)!

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(Giovedì 21 agosto 2014. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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Sette Percorsi in Bianco e Nero

In Bianco e in Nero sono le visioni della mente; la predisposizione al racconto senza rinunciare a perdersi nella trama. Sono la scrittura, il sigillo, le immagini del pensiero, è la sfumatura infinita dei grigi che crea fantasmi, è la precisione instancabile della geometria naturale della chiocciola o la congiunzione ideale delle stelle nello spazio siderale. È la luce accecante nel buio che fa urlare Eureka!”

La luce accecante nel buio che fa urlare Eureka!... Per sottolineare queste parole mi sono permesso di modificare l’ordine delle frasi di un brano del bellissimo testo di Eclario Barone che accoglie i visitatori della Mostra Sette Percorsi in Bianco e Nero, ad Anticoli Corrado, nella suggestiva chiesa della Trinità, dal 15 al 30 agosto 2014 (clicca qui per informazioni e appuntamenti!). Poiché proprio questa è stata la prima, possente impressione (seguìta da molte altre) che anch’io ho avuto accostandomi alle opere di Eclario, Paula, Luigi, Patrizio, Valerio, Giancarlo e Birgitt, sette artisti che da tempo illuminano Anticoli Corrado e la Valle dell’Aniene (e oltre) con la loro creatività: sono stato investito da una luce accecante, benché venissi dal fulgore di una bella mattina d’agosto, e mi sono domandato: “Cos’è questa luce che c’è qui, così splendente da risaltare come il bianco sul nero perfino in pieno sole? E tuttavia così rispettosa di ogni sfumatura d’ogni altro colore ― ché tutti li contiene ― da conseguire su di noi il solo Potere al mondo (con quelli della donna sull’uomo e dell’uomo sulla donna) che non ci offende ma ci esalta?” È la luce accecante nel buio che alla nascita ci rende umani? Certo che sì. Ma è anche la luce della terza nascita di ogni essere umano (quale sia la seconda lo lascio dire a voi) quando l’Arte, presto o tardi, volente o nolente, consapevole o meno, gli conferma che è umano. Ed è, allo stesso tempo, la luce della Libertà, senza la quale non c’è arte e anche l’umanità è a rischio. Ecco, ho detto tutto: non perdete l’occasione, andando a visitare Sette Percorsi in Bianco e Nero, di illuminarvi di umanità e di libertà dinanzi all’arte di Eclario Barone, Paula Caccavale, Luigi Caflisch, Patrizio Di Scullo, Valerio Falcone, Giancarlo Federico e Birgitt Shola Starp.

Luigi Scialanca, venerdì 15 agosto 2014.

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Robin Williams, ennesima vittima di un '68 in cui "la pseudocultura dell'inconscio inconoscibile" "ebbe soltanto l'ideale della libertà" e "si rivelò un fuoco che distrugge senza scaldare". Perché "la libertà senza identità è anaffettività e dissociazione mentale e comportamentale" (Massimo Fagioli, "Esigenze e bisogni, bisogni ed esigenze", in "Left", 9 agosto 2014, pag. 44). (Martedì 12 agosto 2014. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

Robin Williams, ennesima vittima di un ’68 in cui “la pseudocultura dell’inconscio inconoscibile” “ebbe soltanto l’ideale della libertà” e “si rivelò un fuoco che distrugge senza scaldare”. Perché “la libertà senza identità è anaffettività e dissociazione mentale e comportamentale” (Massimo Fagioli, Esigenze e bisogni, bisogni ed esigenze, in Left, 9 agosto 2014, pag. 44).

(Robin Williams è su ScuolAnticoli ne L’attimo fuggente, 1989, Hook, 1991, e Genio ribelle, 1997).

(Martedì 12 agosto 2014. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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Politicanti servi delle tirannie finanziarie, in guerra contro l'Umanità e il Popolo italiano, stanno distruggendo la più moderna, la più saggia e la più umana delle Costituzioni. ScuolAnticoli non si rassegna al loro crimine: su ScuolAnticoli rimane in vigore la vera Costituzione della Repubblica italiana. Clicca qui per ritrovarla! (Martedì 12 agosto 2014. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

(Martedì 12 agosto 2014. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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Quanti morti, "solo" in Iraq, hanno sulla coscienza Obama e Bush, assassini al servizio delle tirannie finanziarie, delle multinazionali, delle chiese e della malattia mentale di massa, questi due falsi avversari, veri nemici, invece, in tutto il mondo, della pace e della democrazia? (Martedì 12 agosto 2014. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

(Martedì 12 agosto 2014. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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"La scrittura della musica". Ludwig van Beethoven (1770-1827) in un ritratto eseguito nel 1830, dopo la sua morte, dal pittore Joseph Karl Stieler (1781–1858). (Lunedì 11 agosto 2014. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

La scrittura della musica. Ludwig van Beethoven (1770-1827) in un ritratto eseguito nel 1830, dopo la sua morte, dal pittore Joseph Karl Stieler (1781–1858).

(Lunedì 11 agosto 2014. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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Come son trattati i bravi insegnanti, e attraverso essi i bambini e i ragazzi, nei Paesi (e nei paesi) che fanno insegnanti, dirigenti e autorità nazionali (e locali) gli Schettino? (Clicca sull'immagine, se vuoi ingrandirla). (Venerdì 8 agosto 2014. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

(Clicca sullimmagine, se vuoi ingrandirla).

(Venerdì 8 agosto 2014. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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Gli occhi incutono timore? O ci ricordano che siamo umani?

Gli occhi incutono timore? O ci ricordano che siamo umani? (Martedì 5 agosto 2014. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

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Sentite qua: Mettete una macchinetta self-service del caffè nell’atrio dell’università e disattivate il pagamento in monete. Accanto alla macchinetta mettete invece una scatola in cui ciascuno, a propria discrezione, può inserire il denaro che ritiene adeguato per la consumazione. Scegliete un periodo di afflusso uniforme. In certi giorni attaccate dietro la macchinetta un poster con immagini di occhi umani (o di una persona che sta guardando), in altri un poster con un prato fiorito. A parità di consumazioni, calcolate quanti soldi raccogliete nei giorni del poster “occhiuto” e quanti negli altri. Scoprirete che nel primo caso i clienti depositeranno, in media, una quantità di denaro decisamente superiore. In che cosa consiste la differenza? Nella mera sensazione di essere visti. Anche se non c’è nessuno nei paraggi, basta un occhio appeso al muro per sentirsi sotto controllo. Lo racconta Telmo Pievani, professore associato di Filosofia delle scienze biologiche dell’Università di Padova, su Le Scienze di agosto, da oggi in edicola (Il timore degli occhi altrui, pag. 16).

Ma è proprio vero, caro Telmo? O è uno di quei casi in cui la “filosofia” dello sperimentatore influisce sulla sua interpretazione dell’esito dell’esperimento (e, più in generale, sul suo modo di rapportarsi alle “scienze biologiche”) in un senso piuttosto che in un altro? E, in questo caso, in senso antiumano anziché umano?

Voglio dire: perché pensare che la vista degli occhi umani induca a una maggiore “onestà” suscitando “timore” e facendo sentire “sotto controllo”? Non potremmo pensare, invece, che la vista degli occhi umani, in noi Homines sapientes che siamo una specie naturalmente sociale, induca a una maggiore generosità ricordandoci che siamo umani? E questo perché è soprattutto negli occhi gli uni degli altri che fin dalla nascita intravediamo quello speciale “qualcosa” che ci distingue da ogni altro animale?

Io preferisco interpretare l’esperimento così, caro Telmo. E proprio per questo, se avessi scritto io quel pur interessantissimo e brillante articolo, non mi sarebbe passato neanche per l’anticamera del cervello di concluderlo, come fai tu, con un inno all’“occhio di Dio” e alla “sorveglianza sovrannaturale” che (niente meno) avrebbe favorito l’evoluzione di gruppi umani [...] in cui molti estranei cooperano fra loro e si fidano l’uno dell’altro. No, non mi sarebbe mai venuto in mente. O, se anche mi fosse venuto in mente, mi sarei vergognato di ripetere per la miliardesima volta la vecchia, stantia favoletta che siamo homines hominibus lupi che solo il controllo e l’autocontrollo (cioè soltanto la paura) possono indurre a comportarsi umanamente. Misero o ricco che sia l’emolumento per un articolo su Le Scienze, avrei cercato di guadagnarmelo in maniera un po’ più originale.

Clicca qui per scaricare il testo in .pdf. O qui per scaricarlo in .doc.

(Martedì 5 agosto 2014. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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(Lunedì 4 agosto 2014. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

(Lunedì 4 agosto 2014. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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Era il 20 ottobre 2012, governo Monti, e il Renzi era ancora solo un sindaco, ma già meditava la chiusura de "l'Unita'". Clicca sull'immagine per i particolari! (Venerdì 1° agosto 2014. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

(Venerdì 1° agosto 2014. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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Le donne turche ridono del fanatismo religioso che vuol privare il mondo della loro gioia e bellezza. E ScuolAnticoli ride con loro. (Venerdì 1° agosto 2014. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

(Venerdì 1° agosto 2014. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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ScuolAnticoli condanna i mostruosi crimini contro l'Umanita' perpetrati dalla teocrazia israeliana, e ricorda che nessuna religione è dalla parte degli esseri umani. E che tutte, nel corso della Storia, hanno commesso analoghi crimini. (Venerdì 1° agosto 2014. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

(Venerdì 1° agosto 2014. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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Incondizionata solidarietà per la violenza subita. Ma ScuolAnticoli ritiene non meno doveroso far notare che i castelli starebbero meglio nel deserto, oggi che invece di difendere i paesi, vi attraggono i banditi. (Venerdì 1° agosto 2014. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

(Venerdì 1° agosto 2014. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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